mercoledì 29 giugno 2011

Dalla libreria al cinema: REBECCA LA PRIMA MOGLIE

Dati tecnici
Titolo originale: Rebecca
Nazione: U.S.A.
Anno: 1940
Genere: Drammatico
Durata: 130 minuti
Regia: Alfred Hitchcock
Cast: Laurence Olivier, Joan Fontaine, George Sanders, Judith Anderson, Nigel Bruce, Gladys Cooper, Reginald Denny, C. Aubrey Smith, Florence Bates, Leo G. Carrol, Melville Cooper, Forrester Harvey, Edward Fielding
Produzione: David O. Selznick

A MonteCarlo una giovanissima dama di compagnia fa la conoscenza dell'affascinante Max de Winter di cui si innamora. Max, vedovo da circa un anno ritrova il sorriso grazie alla giovane donna e la chiede in moglie. Una volta sposati e giunti nella meravigliosa tenuta di Manderley, la nuova signora de Winter realizzerà ben presto che il ricordo di Rebecca, la prima moglie di Max, è ancora vivo e il confronto costante con lei diventerà insopportabile.
Rebecca la prima moglie è l'adattamento cinematografico dell'omonino e bellissimo romanzo di Daphne du Maurier. Per la regia dell'unico ed inimitabile Alfred Hitchcock, questo film è intenso e coinvolgente quasi quanto il libro da cui è tratto. In quasi ogni scena si respira un'atmosfera gotica e cupa che trascina lo spettatore in 2 ore di tensione. Un tipo di tensione a cui non siamo più abituati, fatta di musiche angoscianti e sguardi enigmatici. Non c'è violenza, non ci sono scene macabre, tutto è lasciato all'immaginazione dello spettatore, in perfetto stile Hitchcock. Gli attori scelti sono perfetti: Judith Anderson è una signora Danvers inquietante e temibile, Joan Fontaine da vita alla protagonista senza renderla troppo infantile e Laurence Olivier....bé che dire, assolutamente perfetto! Oltre che bellissimo! Rispetto al romanzo si riscontrano diverse incongruenze, alcune piuttosto rilevanti, eppure la maestria di Hitchcock ha fatto sì che tali divergenze non fossero fastidiose e comunque rispettose dell'originale.

Voto:
Film: 9
Adattamento: 6,5


martedì 28 giugno 2011

Teaser Tuesday

Eccomi qui ad inaugurare sul mio blog la rubrica Teaser Tuesday ideata da MizB del blog Should Be Reading e che ho scoperto bloggando qua e là grazie a Cipria e Merletti e Strawberry


Per chi non le conoscesse le regole sono molto semplici:
  • Prendete il libro che state leggendo
  • Aprite una pagina a caso del libro
  • Riportate sul vostro blog un breve passo della pagina
  • Riportate il titolo e l'autore del libro in questione, in modo che chi ne è rimasto colpito possa aggiungerlo alla sua wish list
Attenzione a non pubblicare spoiler!

"La scala saliva in una spirale bizantina che pareva sfidare la legge di gravità, arcuandosi progressivamente come i condotti di accesso alla cupola di una grande cattedrale. Dopo una vertiginosa ascesa, oltrepassarono l'ingresso del primo piano. Ismael afferrò la mano di Irene e continuò a salire. Ora la curvatura dei muri diventava più pronunciata, e il tragitto si trasformava a poco a poco in un esofago calustrofobico scavato nella pietra."

Tratto da "Le luci di settembre" di Carlos Ruiz Zafon, pagina 156

domenica 26 giugno 2011

Il Ghost Writer





Titolo: Il Ghost Writer
Autore: Robert Harris
Titolo originale: The Ghost
Traduzione: Renato Pera
Editore: Mondadori
Collana: Oscar Best Sellers
Pagine: 321
Prezzo: 9,00 €
Formato: Brossura
Anno 1edizione originale: 2007
Anno 1 edizione italiana: 2007
Genere: Giallo, Thriller politico
Codice ISBN: 978-88-04-58711-8




"Ci sono segreti che possono uccidere."


Trama: Adam Lang è l'ex Primo Ministro britannico dalla carriera politica brillante le cui memorie autobiografiche stanno per essere pubblicate. Solo che a scriverle non è lui, bensì un ghost writer di professione, pragmatico e assolutamente disinteressato alla politica. Subentrato al precedente "scrittore ombra" Mike McAra, morto in circostanze poco chiare, il nostro protagonista si ritroverà tra le mani una storia molto più grande di lui, nella quale segreti e interessi politici si mischiano in un pericoloso vortice di mistero.

Giudizio personale: Pienamente soddisfatta da questo romanzo da leggere tutto d'un fiato.  Devo ammettere che mi aspettavo qualcosa di molto diverso, colpa dei trailer cinematografici del film ispirato a questo libro (film che ora non vedo l'ora di gustarmi). Pensavo erroneamente che questo fosse un thriller in piena regola, pieno di colpi di scena e tensione: in realtà è romanzo ricco di intrighi, un giallo politico ben strutturato degno del Grisham dei vecchi tempi, quello de Il rapporto Pellican per intenderci. Come dicevo poc'anzi, i colpi di scena, in molti romanzi assolutamente fini a se stessi, lasciano spazio ad una trama ordita alla perfezione, con uno scenario di politica estera abbastanza inquietante e assolutamente vero-simile. Con l'incedere della narrazione si delinea sempre più uno scenario allarmante per il protagonista, di cui non sappiano nemmeno il nome quasi stessimo leggendo le memorie di un personaggio reale, che spinto dalla curiosità si spingerà verso sporchi intrighi di palazzo. La peculiarità del protagonista sta nella molla che lo spinge a invischiarsi sempre più in questo mare oscuro di segreti: solitamente gli attori principali di questo genere di romanzo sono degli idealisti, spesso mossi da una morale integerrima, pronti a giocarsi il tutto e per tutto per la giustizia mentre in questo caso abbiamo un uomo cinico e meramente curioso! Ebbene sì, è un sentimento di pura e semplice curiosità a fargli rischiare la vita una volta capito di avere per le mani una storia piena di lacune e incongruenze. Interessante poi è il lavoro del personaggio principale: leggendo il libro è abbastanza chiaro fin da subito quanto debba essere difficile e delicato il mestiere del ghost writer, sinonimo di una vita all'ombra perenne di qualche personaggio famoso, spesso calamita di onori non proprio meritati.
Lo stile dell'autore schietto e  diretto, e in linea con il protagonista che è anche il narratore, vi terrà incollati al romanzo fino all'ultimo inesorabile capitolo. 
Voto: 8,5

Citazione: "E' questa la domanda che faccio cento volte durante un'intervista. -Che cosa ha provato?- E quasi mai i miei clienti sono in grado di rispondere, per questo si sono rivolti a me, perché tiri fuori le loro memorie: tanto che al termine di ogni felice collaborazione io sono più loro di loro. E' un fenomeno che mi piace, devo ammetterlo, mi piace la breve libertà di poter essere qualcun'altro. Vi sembra raccapricciante? Aggiungo allora che è indispensabile essere dotati di una certa maestria: io non mi limito a estrarre dai miei clienti la loro vita ma do fisionomia a certe vite spesso invisibili, e a volte fornisco loro una vita che non si erano nemmeno resi conto di avere."

Musica di sottofondo: Know your enemy dei Green Day
Consigliato a: agli amanti della fanta-politica, agli appassionati di gialli e thriller, a chi pensa che la politica internazionale sia gestita da un gruppuscolo pericoloso di persone
Istruzioni per l'uso: attenzione a non farvi coinvolgere troppo se non vorrete diventare dei sostenitori delle teorie complottiste. 

Buona lettura!


martedì 21 giugno 2011

Il linguaggio segreto dei fiori

IL LINGUAGGIO SEGRETO DEI FIORI
di Vanessa Diffenbaugh


Non mi fido, come la lavanda.
Mi difendo, come il rododendro.
Sono sola, come la rosa bianca, e ho paura.
E quando ho paura, la mia voce sono i fiori.

Trama: Il compimento dei 18 anni per quasi tutti i ragazzi è un traguardo atteso con ansia e trepidazione; per Victoria è la linea di confine che separa la sua vita da bambina abbandonata da tutti all'età adulta. Ora, costretta dalla maggiore età a lasciare la comunità alloggio in cui è cresciuta, dovrà cavarsela da sola. Non potrà fare affidamento su nessun altro all'infuori di se stessa, ma quando non hai un diploma e nessuno che ti vuole bene è difficile arrancare in un mondo frenetico ed esigente. Diffidente, scontrosa e introversa Victoria riuscirà a trovare la sua strada grazie alla sua passione per i fiori, il cui linguaggio sembra avere la capacità di cambiare la vita a chi la incontra. 

Giudizio personale: Definito da The Bookseller "l'evento editoriale più atteso del 2011" e bollato da critici e stampa come "un caso editoriale senza precedenti" ancor prima della sua pubblicazione, il rischio di incorrere in una esorbitante fregatura era decisamente molto alto. Eppure, vuoi per questo titolo che mi incuriosiva moltissimo, vuoi per una copertina che mi ha subito attirata ho acquistato questo romanzo praticamente subito, senza nemmeno avere troppi dettagli sulla trama. E ammetto, questo Linguaggio segreto dei fiori, uscito in contemporanea mondiale nel maggio scorso, è stata una piacevole sorpresa. La sua protagonista non è la solita ragazza goffa e impacciata alla Bridget Jones, non è una donna affranta da una delusione amorosa: è una ragazza difficile, a tratti assolutamente insopportabile, anaffettiva, con scatti d'ira e atteggiamenti scontrosi, diffidente verso tutti. Eppure nonostante questo è impossibile non volerle bene, perché Victoria non sa cosa sia l'amore: abbandonata da tutti, a partire dalla madre che non l'ha mai voluta passando per varie pessime famiglie affidatarie, è difficile pensare a come possa essere vivere un'infanzia simile. Ogni sua azione, ogni suo atteggiamento è lo specchio di ciò che ha vissuto, delle sue esperienze: il suo distacco, la sua paura del contatto fisico non sono altro che una risposta ad una vita di rifiuti. Nonostante questo non pensate che Victoria non abbia delle colpe: il suo caratteraccio le ha spesso precluso quelle poche occasioni di felicità che le si presentavano e lei ne è consapevole, non scarica la colpa sugli altri; questa consapevolezza, però è un'arma a doppio taglio, un alibi dietro cui nascondersi per non affrontare la vita e le difficoltà quotidiane in maniera diversa e  smettere, una volta per tutte, di scappare. Questa storia intensa e carica di emozioni è incorniciata alla perfezione in un magnifico e magico mondo: il linguaggio dei fiori, così desueto e anacronistico apre una porta su un universo incantato, che ci riporta indietro di quasi due secoli, in un epoca in cui messaggi segreti e criptici viaggiavano di mano in mano attraverso colori e forme invantevoli. Grazie ai fiori Victoria scopre il suo talento e attraverso questo riuscirà a donare un pizzico di gioia a coloro che incontrerà. Lo stile della Diffenbaugh è molto piacevole, scorrevole e leggero e capace di tenerti incollata alla pagine, per seguire passo passo la vita di Victoria. L'intreccio narrativo, ben sviluppato, si snoda in un labirinto di piante e fiori, su due piani temporali diversi (tendenza sempre più in voga tra gli scrittori anglo-sassoni), il presente e la difficile infanzia della protagonista, portando il lettore sempre più dentro la storia. Una sorpresa piacevole, che vi consiglio vivamente.
Voto: 8

Citazione: "Per quasi dieci anni avevo passato ogni momento libero a imparare nomi scientifici, descrizioni e significati dei fiori, ma fino a quel momento avevo utilizzato solo una piccola parte delle conoscenze acquisite. Avevo usato quasi sempre gli stessi fiori: un mazzo di calendule - dolore -, un cesto di cardi - misantropia -, un pizzico di basilico essiccato: odio."

Titolo originale: The Language of Flowers
Traduzione: Alba Mantovani
Edizione: Garzanti
Collana: Narratori Moderni
Pagine: 359
Prezzo: 18,60 €
Anno 1ᵃ edizione originale: 2011
Anno 1ᵃ edizione italiana: 2011
Codice ISBN: 978-88-11-68661-3

Come accennavo nella recensione, è possibile acquistare questo romanzo in 4 diverse copertine, ognuna delle quali con un diverso significato: 

Buganvillea, passione
Camomilla, forza nelle difficoltà
Gerbera, allegria
Rosa, grazie ed eleganza



martedì 14 giugno 2011

Autopsia virtuale

AUTOPSIA VIRTUALE
di Patricia Cornwell


Trama: Kay Scarpetta si trova al Port Mortuary di Dover, luogo in cui vengono smistati i caduti in guerra dell'esercito americano, per uno speciale corso di addestramento sulle autopsie virtuali. A causa di un fatto molto grave dovrà anticipare il suo rientro a Boston, presso il CFC il nuovo centro di medicina legale da lei diretto. Nella cella frigorifero del centro infatti, un uomo, apparentemente morto per cause naturali, ha cominciato a sanguinare. Cosa è successo davvero? L'uomo, ancora senza identità, era stato chiuso nella sacco mortuario ancora vivo? A queste e a mille altre domande dovrà cercare di dare una risposta la dottoressa Scarpetta il cui lavoro e la cui reputazione sono in serio pericolo.

Giudizio personale: Caotico: è la prima parola che mi viene in mente per descrivere questo romanzo. Caotico perché l'impressione è che ci siano davvero troppe cose, troppo informazioni concentrate in poche pagine e riversate sul lettore tutte insieme. La prima parte del libro infatti è costituita da un agglomerato informe di dati e notizie che travolgono il lettore creando non poca confusione e il rischio di non seguire con fluidità la trama. Anche perché il romanzo si svolge in soli 3 giorni ai quali però vanno aggiunti i continui riferimenti a fatti accaduti mesi o settimane prima e soprattutto il passato di Kay, assolutamente nuovo anche per i più affezionati fan della Cornwell, ovvero la carriera militare della nostra anatomopatologa preferita. Una cosa positiva, invece, che si nota sin dalle prime righe è il ritorno alla narrazione in prima persona abbandonata dopo L'ultimo distretto in favore di una meno efficace narrazione in terza persona. In questo modo possiamo seguire il prosieguo delle indagine attraverso la "voce" della protagonista, accompagnati dai suoi pensieri e dalle sue emozioni: Kay Scarpetta è una donna forte, di prestigio, carismatica, ma come tutte le donne è anche piena di dubbi e insicurezze, sia a livello lavorativo sia nella vita privata, e sono proprio queste insicurezze a renderla più umana, più "vera". Un'altra nota positiva è la definitiva conclusione della lunghissima serie di eventi legata alla "morte inscenata" di Benton, vicenda che ha visto finalmente la parole fine nel precedente romanzo, Il fattore Scarpetta e che in questo libro viene menzionata velatamente solo una volta, una sorta di nuovo inizio che si accompagna al progressivo miglioramento qualitativo cominciato con Kay Scarpetta. Nei romanzi della Cornwell, che io ho amato tantissimo, c'è infatti questa strana e incomprensibile parentesi che, partendo da Calliphora, segna un cambiamento repentino e radicale, non soltanto nell'intreccio narrativo ma anche e soprattutto a livello stilistico tanto che a volte mi ha fatto persino dubitare che a scrivere questi libri fosse la stessa Cornwell. Tuttavia, nonostante i lati positivi sopra citati, ancora non siamo tornati ai livelli di un tempo, forse perché Kay Scarpetta è un personaggio che ha già dato tutto, è stato spremuto e sviscerato fino all'osso e per quanto si possa ancora scavare nel suo passato non so se valga davvero la pena sfruttarlo ancora in maniera così massiccia. Anche il genere letterario è ormai destinato a cambiare: non abbiamo più a che fare con un thriller classico ma sempre più ci avviciniamo alla letteratura d'azione, quasi spionaggio, visto che Governo, esercito e agenzie varie trovano sempre più spazio nel plot narrativo. Ora io non mi aspetto di incontrare un maggiordomo assassino, ma questa virata sempre più netta nell'intricato scenario dei complotti e delle macchinazioni politiche non è sempre efficace. A questo va aggiunta la tendenza a finali sempre più frettolosi. Possibile che per 350 pagine siamo bombardati da elucubrazioni mentali di ogni tipo, domande continue sul come, il dove e il perché apparentemente senza uscita e poi nel giro di mezzo capitolo si arrivi all'happy end? Fatte tutte queste considerazioni non mi sento di bocciare questo romanzo, forse per via dell'affetto che provo per questa autrice: direi una storia discreta, comunque ben scritta, ma c'è ancora da lavorare...
Voto: 6,5

Titolo originale: Port Mortuary
Traduzione: Annamaria Biavasco, Valentina Guani
Edizione: Mondadori
Collana: Omnibus
Pagine: 369
Prezzo: 20,00 €
Anno 1ᵃ edizione originale: 2010
Anno 1edizione italiana: 2011
Codice ISBN: 978-88-04-61137-0



martedì 7 giugno 2011

Dalla libreria al cinema: DORIAN GRAY

Dati tecnici
Titolo originale: Dorian Gray
Nazione: Regno Unito
Anno: 2009
Genere: Drammatico
Durata: 113 minuti
Regia: Oliver Parker
Cast: Ben Barnes, Colin Firth, Emilia Fox, Rebecca Hall, Rachel Hurd-Wood, Fiona Shaw, Ben Chaplin, Caroline Goodall, Maryam d'Abo
Produzione: Ealing Studios, Fragile Films
Distribuzione: Eagle Pictures

Il bellissimo Dorian Gray è un giovane un po' ingenuo. Vive nella Londra del 19° secolo e conduce un'esistenza morigerata fino all'incontro con Lord Henry Wotton, uomo carismatico ed enigmatico che esercita su Dorian un'influenza che si rivelerà determinante nella vita del giovane. A fianco di Lord Wotton Dorian cambierà radicalmente la sua vita, trasformandosi in un uomo privo di morale. Ma il vero protagonista della storia è il ritratto di Dorian, realizzato dall'artista Basil Hallward e che, in seguito ad una sorta di "patto" malefico, invecchia e decade fisicamente, lasciando Dorian eternamente giovane.
Dorian Gray è l'adattamento cinematografico del capolavoro di Oscar Wilde Il ritratto di Dorian Gray, romanzo che ho amato alla follia e che è decisamente uno dei miei preferiti. Tanto ho amato il romanzo, tanto ho detestato questo film, anzi più che detestato direi che ne sono rimasta infastidita. Innanzi tutto l'ho trovato troppo violento, decisamente troppo dark, truculento e in alcune scene tendente al volgare. Se nel romanzo molto è lasciato all'immaginazione del lettore e giocato sul "vedo/non vedo", il tutto raccontato con la classe e lo stile unico di Wilde, nel film ogni cosa è troppo manifesta e chiara. Da subito è fin troppo evidente il rapporto tra Dorian e il ritratto, e ogni scena mi è sembrata esasperata. In tutto il film le incongruenze si rincorrono tanto che dello spirito del romanzo rimane ben poco. Ma in assoluto la cosa che più mi ha disturbato è che, guardando il film, si ha l'impressione che Dorian sia un bravissimo ragazzo che improvvisamente cambia, diventa cattivo solo per colpa del caso o a causa di un incantesimo. Un'altra cosa che proprio non ho digerito è stato l'inserimento di alcuni dettagli storico-sociali assolutamente anacronistici rispetto al romanzo: mi riferisco alla presenza di una suffragetta e ai riferimenti al primo conflitto mondiale. Ora è evidente che un romanzo pubblicato nel 1891 non può parlare della prima Guerra Mondiale; io posso capire la volontà del regista di rendere l'idea del tempo che passa, ma stravolgere in questo modo un grande classico della letteratura proprio non mi è piaciuto. Anche la scelta degli attori non mi ha convinta del tutto, eccezion fatta per Colin Firth che interpreta Wotton benissimo (ma in questo caso sono poco obiettiva in quanto adoro Firth, quindi non faccio testo). Il ritratto di Dorian Gray è un romanzo meraviglioso e dal quale si sarebbe potuto realizzare un film altrettanto affascinante, ma qui siamo proprio fuori strada, non ci avviciniamo nemmeno un po'.         

Voto:
Film: 5
Adattamento: 3             


giovedì 2 giugno 2011

La libreria dei nuovi inizi

LA LIBRERIA DEI NUOVI INIZI 
di Anjali Banerjee


C'è soltanto un modo per conquistare lo spirito di un libro. Leggerlo.

Trama: Jasmine è una giovane donna di origine indiana che si trova ad affrontare un momento molto difficile della sua vita. Appena uscita da un divorzio tormentato e doloroso e in crisi nel lavoro, accorre sulla piovosa Shelter Island, al largo di Seattle, per aiutare sua zia. Zia Ruma infatti deve partire per l'India e affida alla nipote la sua amatissima libreria. Ma questa non è una libreria come le altre, qui infatti, tra polvere e poltrone sgangherate si aggirano gli spiriti dei grandi della letteratura. E tra le poesie di Shakespeare e i conigli di Beatrix Potter Jasmine ritroverà se stessa.

Giudizio personale: Esattamente come accade ai suoi protagonisti, ho incontrato questo romanzo per caso attirata dalla copertina. E come ho già avuto modo di raccontarvi, i libri che parlano di libri hanno su di me un effetto calamita. Anche questa volta questo incontro fortuito mi ha regalato alcune ore di lettura davvero divertenti e spassose. La parte centrale della trama non brilla certo per originalità: una donna depressa per un divorzio difficile e soprattutto resa cinica da un marito fedifrago è una cosa che abbiamo già visto nelle più svariate occasioni, ma qui c'è qualcosa di speciale.... MAGIA La magia pervade ogni pagina di questo libro, e non intendo magia alla abracadabra, sto parlando della magia insita in ogni grande romanzo. Quando arriva a Shelter Island, Jasmine è molto più che cinica: il tradimento del marito l'ha resa fredda e scontrosa, chiusa verso la vita. Questo suo atteggiamento le renderà molto difficile la permanenza in un luogo che non sente più suo e se a questo si aggiunge il fatto che Jasmine non sfoglia più un libro da quando era una ragazzina il risultato è quello di avere clienti in fuga dalla libreria e l'unico commesso infuriato. Soltanto quando Jasmine riuscirà a lasciarsi andare, piano piano le cose cominceranno a sistemarsi e per farlo, per tornare la donna solare di un tempo si farà aiutare dai libri. Sì perché c'è un libro speciale per ognuno di noi, un libro che sembra sia stato scritto apposta per noi e per la nostra storia personale. Questo romanzo, oltre ad essere divertente ed emozionante, è un inno ai grandi romanzi, un immenso atto d'amore nei confronti di quello strano ammasso di pagine che si trova sui nostri comodini, sulle nostre mensole impolverate e soprattutto nei nostri cuori. Lo stile schietto e diretto dell'autrice vi regaleranno momenti di assoluto divertimento alternati ad intensi attimi di emozione pura. 
Non voglio raccontarvi altro, questo libro va letto e assaporato pagina dopo pagina, con le sue stranezze, le sue assurdità e le sue situazioni folli, che lo rendono così speciale.
Voto: 8

Citazione: "Intanto io sto riscoprendo pian piano il gusto della lettura. Divoro H.P. Lovercraft e i suoi racconti dell'orrore, superando perfino la paura di leggerli la notte nel sottotetto della zia; mi piace la sua propensione per i paroloni: ectoplasma, trascendente, ciclopico. Scopro Nabokov e la sua inimitabile genialità; e Wordsworth, le sue struggenti ballate. Ora sono certa che nei libri ci sia un mondo da scoprire, in cui potrò sempre rifugiarmi, qualunque cosa accada." 

Titolo originale: Haunting Jasmine

Traduzione: Roberta Cristofani, Valentina Zaffagnini

Edizione: Rizzoli

Collana: Rizzoli Best

Pagine: 334

Prezzo: 18,90 €

Anno: 2011

Codice ISBN: 978-88-17-04931-3

mercoledì 1 giugno 2011

Prossimamente in libreria: DONNE CHE ABBAIANO E MORDONO

In libreria dall'8 giugno Donne che abbaiano e mordono di Anna Manrique, edito da Sonzogno

Dati tecnici:
Titolo: Donne che abbaiano e dormono
Autore: Ana Manrique
Editore: Sonzogno
Codice ISBN: 978-88-454-2485-4


Carmen, Susana, Rebeca.
Gli uomini che hanno sposato sembravano quelli giusti, e invece si sono rivelati una delusione o un inferno
MA LORO NON SI SONO ARRESE


Donne che abbaiano e mordono

Le tragicomiche avventure di Carmen e le altre
IN LIBRERIA L’8 GIUGNO
Le tre donne di questo libro non sono solo sull’orlo di una crisi di nervi, sono proprio furibonde


Con una bella dose di ironia e senso dell’umorismo, a metà tra un film di Almodovar e un episodio di Desperate Housewives; Donne che abbaiano e mordono è il ritratto definitivo e indimenticabile delle donne del post post femminismo.



Per Susana, Rebeca e Carmen la resa dei conti arriva nel momento in cui si vedono costrette a riconsiderare la propria esistenza.
Susana ha scoperto che suo marito la tradisce nel letto coniugale. Rebeca ha capito che, nonostante abbia lottato per i diritti delle
donne, si trova intrappolata nella relazione con un uomo inetto. Quanto a Carmen, per lei è ancora più dura: il marito è uno
scansafatiche, alcolizzato e cocainomane che la picchia; e uno dei tre figli, il più ingombrante, si allea con lui, quando non
si ingozza di patatine davanti alla TV.
Con una bella dose di ironia e senso dell’umorismo, a metà tra un film di Almodóvar e un episodio di Desperate Housewives,
Donne che abbaiano e mordono è il ritratto definitivo e indimenticabile delle donne del post post post femminismo. Si sono
emancipate, hanno imparato a essere sexy, portano a casa i soldi, e ora si ritrovano immerse nella delusione fino al collo. Pronte
però a venirne fuori. Costi quel che costi.


L'autrice:
Ana Manrique vive a Barcellona dove oltre a scrivere romanzi si occupa di arte. Prima di Donne che abbaiano e mordono ha pubblicato il romanzo Nadie dura siempre. Questo è il suo primo libro tradotto in italiano.








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