sabato 22 ottobre 2011

Dal 26 ottobre in libreria: VAMPIRE EMPIRE

"Mescolando horror e romanticismo, Vampire Empire ha una forza seduttiva che travalica i confini della letteratura di genere"
LIBRARY JOURNAL

"Amore, azione, brivido! Finalmente una boccata d'aria fresca nel sovrappopolato mondo dei vampiri"
PUBLISHER'S WEEKLY


Dati tecnici: 
Titolo: Vampire Empire, Il principe di sangue nero
Autori: Clay Griffith, Susan Griffith
Editore: Sonzogno
Prezzo: 18,00 €
Pagine: 368
Codice ISBN: 978-88-454-2497-7


Disponibile in libreria dal 26 ottobre!


NON POTEVA AMARE NE' ODIARE. MA QUANDO LEI ERA ENTRATA NELLA SUA VITA, AVEVA CONOSCIUTO LA GIOIA DELL'AMORE, E ANCHE LA DISPERAZIONE

ANNO 1870. I VAMPIRI HANNO CONQUISTATO LA PARTE SETTENTRIONALE DEL PIANETA, SEMINANDO MORTE E DEVASTAZIONE

Trama:
Le grandi e sfarzose capitali dell'era industriale sono diventate cimiteri. I pochi sopravvissuti hanno dovuto cercare rifugio ai Tropici, il cui clima torrido è nocivo alle grigie creature della notte. Così, dall'Egitto al Centro America, fino ai templi immersi nelle foreste della Malesia, sono sorte nuove civiltà del vapore e del ferro, fondate sull'arte e la tecnologia. Anno 2020. Quello che resta del glorioso impero britannico è ora il regno di Equatoria, la cui erede al trono è la principessa Adele, un'intrepida guerriera, ma anche una ragazza colta e raffinata, che trascorre intere giornate immersa nella lettura nei silenziosi saloni della mitica Biblioteca di Alessandria. La sua intraprendenza e il suo spirito indomito risveglieranno però la crudeltà di un efferato clan di vampiri decisi a scatenare una nuova guerra. In questa lotta all'ultimo sangue, Adele troverà al proprio fianco il principe Greyfriar, affascinante signore delle tenebre dal volto mascherato. E il misterioso protettore le rivelerà la vera natura del conflitto tra gli uomini e i non-morti, combattendo con lei una battaglia epocale per la vita e per l'amore.

Il Principe di sangue nero è il primo romanzo della trilogia Vampire Empireun'appassionante saga epica in cui il bene e il male si insinuano nello scontro di civiltà tra umani e vampiri. Ma Vampire Empire è anche una grande storia d'amore e una magistrale combinazione di generi - fantasy, steampunk, romance, storico - che si è guadagnato il plauso della critica e del pubblico americani per avere portato una boccata d'aria fresca nel sovrappopolato mondo dei vampiri.
(da Sonzogno.it)

venerdì 21 ottobre 2011

Avevano spento anche la luna


Titolo: Avevano spento anche la luna
Autore: Ruta Sepetys
Titolo originale: Between Shades of Gray
Traduzione: Roberta Scarabelli
Editore: Garzanti
Collana: Narratori moderni
Pagine: 298
Prezzo: 18,00 €
Formato: copertina rigida
Anno 1ª edizione originale: 2011
Anno 1ª edizione italiana: 2011
Genere: Narrativa, Storia
Codice ISBN: 978-88-11-67036-0

Mi hanno tolto tutto.
Mi hanno lasciato soltanto il buio e il freddo.
Ma io voglio vivere. A ogni costo.

Trama: Lina ha appena compiuto quindici anni quando scopre che basta una notte, una sola, per cambiare il corso di tutta una vita. Quando arrivano quegli uomini e la costringono ad abbandonare tutto. E a ricordarle chi è, chi era, le rimangono soltanto una camicia da notte, qualche disegno e la sua innocenza. È il 14 giugno del 1941 quando la polizia sovietica irrompe con violenza in casa sua, in Lituania. Lina, figlia del rettore dell'università, è sulla lista nera, insieme a molti altri scrittori, professori, dottori e alle loro famiglie. Sono colpevoli di un solo reato, quello di esistere. Verrà deportata. Insieme alla madre e al fratellino viene ammassata con centinaia di persone su un treno e inizia un viaggio senza ritorno tra le steppe russe. Settimane di fame e di sete. Fino all'arrivo in Siberia, in un campo di lavoro dove tutto è grigio, dove regna il buio, dove il freddo uccide, sussurrando. E dove non resta niente, se non la polvere della terra che i deportati sono costretti a scavare, giorno dopo giorno. Ma c'è qualcosa che non possono togliere a Lina. La sua dignità. La sua forza. La luce nei suoi occhi. E il suo coraggio. Quando non è costretta a lavorare, Lina disegna. Documenta tutto. Deve riuscire a far giungere i disegni al campo di prigionia del padre. È l'unico modo, se c'è, per salvarsi. Per gridare che sono ancora vivi. Lina si batte per la propria vita, decisa a non consegnare la sua paura alle guardie, giurando che, se riuscirà a sopravvivere, onererà per mezzo dell'arte e della scrittura la sua famiglia e le migliaia di famiglie sepolte in Siberia.
(dal risvolto di copertina)

Giudizio personale: Immaginate di avere 15 anni e di essere una ragazzina come tante: piena di vita, alle prese con i primi problemi di cuore, circondata da una famiglia felice e unita. Immaginate che tutti i vostri progetti, i vostri sogni vengano spazzati via in un attimo, il tempo di uno schiocco di dita, il tempo di qualcuno che bussa alla tua porta e ti dice che sei in arresto. Questo è quello che accade a Lina in una notte di giugno del 1941, quando i militari dell'NKVD irrompono in casa sua e arrestano lei, sua madre e il suo fratellino di appena 11 anni. La paura e la confusione si insinuano in lei: cosa avevano fatto per essere trattati come criminali? Qual è la loro colpa?Inizia così questo straordinario romanzo, con una famiglia alle prese con la sua notte più buia. Insieme a Lina e agli altri deportati faremo un viaggio terribile, un viaggio che parte da Kaunas, in Lituania, e ci porterà fino in Siberia. 
La Lituania degli anni '40 è terra di scambio: assegnata dapprima alla Germania dal patto Molotov-Ribbentrop, passa sotto il dominio russo nel 1940. Sotto l'occupazione sovietica iniziano le deportazioni di tutti coloro accusati di essere nemici del comunismo: professori universitari, insegnanti, artisti, bibliotecari. La storia di questo libro è la storia di tante persone comuni, donne bambini anziani, che si sono viste portare via tutto ciò che avevano ma che nonostante tutto non hanno mai smesso di sperare di poter tornare in patria. Le cose che Lina ci racconta sono devastanti, drammatiche, così difficili da poter concepire. Dapprima il viaggio verso i campi di lavoro, in vagoni puzzolenti e marci, ammassati come animali. Poi i lavori forzati, senza sapere quanto tempo durerà, senza sapere perché si trovano lì, senza niente! Lina però non perde mai, neppure per un istante, la sua forza e la sua dignità. Lotta per trovare suo padre, lotta per difendere l'orgoglio di un popolo depredato di tutto, lotta per sopravvivere senza mai rinnegare se stessa e le sue idee. E fa tutto questo nonostante i suoi 15 anni, o forse sono proprio i suoi 15 anni a darle la forza e l'incoscienza per andare avanti. La narrazione affidata a Lina ci regala uno stile semplice e privo di filtri, quasi a voler rimarcare ancor di più le brutture di questo mondo contro la purezza e la bellezza di questa ragazzina.
Questo romanzo è un piccolo capolavoro, un gioiello prezioso che vi inonderà di emozioni fortissime, fino alle lacrime, che sarà impossibile trattenere. Gli ultimi capitoli sono i più difficili da affrontare, perché vorresti solo che tutto questo dolore potesse avere fine. Era da molto tempo che non mi capitava di piangere per un libro, ma questa storia vi entrerà dentro in modo incontrollabile e l'unica cosa che vorreste fare è stringere Lina fra le vostre braccia. 
Questo è un romanzo, e come tale va preso, ma non bisogna dimenticare che il contesto storico è drammaticamente reale, e che le cose descritte sono davvero avvenute, per questo le ultime parole del libro sono fondamentali: Questa testimonianza è stata scritta per tramandare una documentazione autentica, per parlare in un mondo in cui le nostre voci sono state soffocate. Perché nei libri di storia ci sono dei buchi neri, dei baratri senza fondo all'interno dei quali sono seppelliti capitoli interi mai narrati o troppo spesso ignorati.
Voto: 9

Citazione: "Non mi merito niente. Si sta dalla parte del giusto, Lina, senza aspettarsi gratitudine né ricompense."

Colonna sonora: Point of no return di Roger Subirana
Consigliato a: a tutti, perché la storia non abbia a ripetersi
Istruzioni per l'uso:

Buona lettura!

giovedì 13 ottobre 2011

Quel che resta del giorno


Titolo: Quel che resta del giorno
Autore: Kazuo Ishiguro
Titolo originale: The Remains of the Day
Traduzione: Maria Antonietta Saracino
Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Pagine: 271
Prezzo: 12,00 €
Formato: brossura
Anno 1ª edizione originale: 1989
Anno 1ª edizione italiana: 1990
Genere: Narrativa giapponese
Codice ISBN: 978-88-06-20828-8

Trama: La prima settimana di libertà dell'irreprensibile maggiordomo inglese Stevens diventa occasione per ripensare la propria vita spesa al servizio di un gentiluomo moralmente discutibile. Stevens ha attraversato l'esistenza spinto da un unico ideale: quello di rispettare una certa tradizione e di difenderla a dispetto degli altri e del tempo. Ma il viaggio in automobile verso la Cornovaglia lo costringe ben presto a rivedere il suo passato, cosí tra dubbi e ricordi dolorosi egli si accorge di aver vissuto come un soldato nell'adempimento di un dovere astratto senza mai riuscire ad essere se stesso. Si può cambiare improvvisamente vita e ricominciare daccapo?
(dalla quarta di copertina)

Giudizio personale: È strano come questo romanzo mi abbia colpito così tanto: non è decisamente il genere di storia che prediligo e il protagonista è quanto di più lontano ci possa essere dalla mia visione della vita o dal mio carattere, eppure credo fortemente che questo sia uno di quei libri che valga davvero la pena leggere.
La narrazione inizia nel 1956 allorché il protagonista, Mr Stevens, intraprende un viaggio di sei giorni attraverso le valli della Cornovaglia, concedendosi così la prima vacanza della sua vita. Egli è un maggiordomo inglese, e ne incarna alla perfezione l'ideale: distinto, elegante, estremamente organizzato e ligio al lavoro, con una dedizione nei confronti del padrone che non ha pari. Questo viaggio fornisce a Stevens l'occasione per tornare con la mente agli anni d'oro di Darlington Hall, la residenza presso cui presta servizio da molti anni, e rievocare così episodi più o meno significativi della sua vita. Ma più si procede nella lettura e più ci si accorge del fatto che ogni episodio, ogni circostanza di cui ci rende partecipe riguarda quasi esclusivamente aspetti lavorativi. Tutto il libro è infatti ricco di riferimenti alle qualità che un maggiordomo dovrebbe avere, a quale sia il comportamento più consono, e in ogni evento narrato possiamo notare, a volte anche con vivo stupore, come Stevens rimanga sempre distaccato, mai una parola di troppo, mai un cenno, anche solo minimo, che faccia intendere quale sia il suo pensiero. A un certo punto diventa quasi insopportabile e incomprensibile da capire, almeno per una come me non riesce a mascherare le sue emozioni in nessuna occasione, e vorresti urlargli di svegliarsi e smetterla di annullare completamente se stesso restando incollato alle pagine nella speranza che qualcosa possa cambiare. E infine arriva sempre il momento in cui la vita ti presenta il conto e guardandoti indietro capisci quanto hai perso.
Questo romanzo è intenso, nostalgico e malinconico, capace di entrarti dentro con una forza tale da sorprenderti. Riconosco di aver dedicato parecchio tempo a questa lettura, in alcuni tratti un po' pesante, proprio a causa del carattere di Mr Stevens e delle sue lunghe digressioni sulle qualità che fanno grande un maggiordomo. Eppure ne sono rimasta estasiata e colpita, forse proprio perché questo è uno di quei romanzi che ti fa capire quanto sia importante non avere rimpianti e vivere la vita con intensità e passione.
Quel che resta del giorno è anche una fotografia quasi perfetta del periodo storico che fa da sfondo alla storia, narrato con uno stile e un linguaggio assai rari, e assolutamente invidiabili.
Voto: 8,5

Citazione: "E fu quello il momento, oggi ne sono certo, che è rimasto così indistintamente impresso nella mia memoria - il momento in cui mi fermai nella semioscurità del corridoio, con il vassoio fra le mani, ed una crescente convinzione che si faceva strada dentro di me, che a soli pochi metri di distanza, dall'altro lato di quella stessa porta, Miss Kenton in quel momento stesse piangendo."

Colonna sonora: Andare di Ludovico Einaudi
Istruzione per l'uso: come scrive Malvaldi ne La briscola in cinque ve ne sconsiglio la lettura se attraversate un momento di depressione o comunque non particolarmente allegro

Buona Lettura!

lunedì 10 ottobre 2011

Dalla libreria al cinema: L'UOMO NELL'OMBRA

Dati tecnici:
Titolo originale: The Ghost Writer
Nazione: U.S.A.
Anno: 2010
Genere: Drammatico, thriller
Durata: 131 minuti
Regia: Roman Polanski
Cast: Ewan McGregor, Pierce Brosnan, Kim Cattral, Olivia Williams, Eli Wallach, James Belushi, Timothy Hutton, Tom Wilkinson, Jon Bernthal, Robert Pugh, Daphne Alexander
Produzione: RP Films, France 2 Cinéma, Elfte Babelsberg Film
Distribuzione: 01 Distribution

Trama: Il protagonista di questo film è un ghost writer piuttosto acclamato che si trova per la prima volta a scrivere di politica. Il suo nuovo cliente è l'ex Primo Ministro britannico Adam Lang la cui biografia è attesissima. E' un progetto ambizioso e al tempo stesso controverso: Lang è infatti al centro di uno scandalo in cui il suo ex braccio destro nonché ministro del suo governo lo accusa di aver autorizzato il rapimento e la tortura di tre uomini sospettati di terrorismo. Il lavoro prosegue sulle ceneri del manoscritto dal precedente ghost writer morto suicida, ma più il libro prende corpo più il protagonista comincia a notare incongruenze e vuoti nella storia di Lang.

Giudizio personale: Il film è l'adattamento cinematografico del romanzo di Robert Harris "Il Ghost Writer". E' decisamente un bel film, dalle atmosfere cupe e dal ritmo altalenante. La regia di Polanski è praticamente una garanzia. Abbiamo infatti a che fare con un'opera fortemente fedele al libro da cui è tratta (cosa assai rara): sono ovviamente presenti alcune omissioni, praticamente inevitabili nelle trasposizioni cinematografiche, e alcune piccole discordanze che peraltro non alterano minimamente il senso della storia. Pur tuttavia il film patisce un po' lo stile del romanzo: il libro infatti è scritto in prima persona, in una sorta di diario/dialogo fra protagonista e lettore. In questo modo, anche nelle parti più descrittive e quindi più lente, il lettore è sempre partecipe e sollecitato, assiste all'insinuarsi del dubbio, alla crescita di questo nella mente del ghost writer fino a quando questo dubbio comincerà a solleticare la sua curiosità e metterlo infine in pericolo di vita. Nell'adattamento tutto questo ovviamente è molto più contenuto, e la prima parte del film può risultare un po' lenta. L'ambientazione rende perfettamente l'idea di solitudine e abbandono che si prova durante la lettura del romanzo. Rimango un po' perplessa a proposito dell'interpretazione di Ewan McGregor, attore che in generale amo molto, ma che in questa occasione mi è sembrato poco incisivo. 


Voto:
Film: 8
Adattamento: 7,5
Italian Blogs for Darfur

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