giovedì 18 marzo 2010

Capolavoro

IL FU MATTIA PASCAL
di Luigi Pirandello


"Una delle poche, anzi forse la sola ch'io sapessi di certo era questa: che mi chiamavo Mattia Pascal."

Trama: Mattia Pascal è un uomo infelice e depresso: sposato a una moglie che lo detesta, costretto a convivere con una suocera opprimente con la quale è perennemente in contrasto e impossibilitato ad evadere dalle convenzioni della società borghese. Un giorno il caso gli offre una seconda possibilità: di ritorno da Nizza, legge su un giornale che al suo paese lo credono morto: moglie e amici lo hanno infatti riconosciuto nel corpo senza vita di un suicida. Mattia allora coglie l'occasione e, forte di una fortunata e cospicua vincita al gioco, decide di rinascere a nuova vita, diventando Adriano Meis. La libertà appena conquistata si rivelerà però una prigione senza scampo: Adriano Meis non è nessuno, non ha una storia, non ha un passato, non esiste.

Giudizio personale: 9 Recensire un classico della letteratura come questo è un'impresa assai ardua poiché tutto è già stato detto, e sicuramente meglio di quanto non possa fare io. Perciò sarò breve, e cercherò di essere il meno banale possibile. Inizierò confessando di aver clamorosamente snobbato questo romanzo ai tempi della scuola, credendolo noioso e poco interessante. Mi sbagliavo, perché "Il fu Mattia Pascal" è tutt'altro che noioso. Ironico, pungente ed estremamente attuale, analizza la vita umana sottolieandone le dobolezze, le abitudini, partendo dal sogno recondito che si cela in ognuno di noi: "E se sparissi? E se potessi ricominciare da capo la mia vita?" Eppure Mattia, divenuto Adriano, non si riscatta, ma mantiene viva la sua inettitudine, rassegnandosi ad una vita di cui non è padrone ed artefice fino in fondo. Pirandello descrive le ansie e i mille pensieri che assalgono Mattia e poi Adriano, il quale non riesce mai a sentirsi libero davvero, e scandaglia la realtà della borghesia italiana di inizio novecento. 

Citazione: "-Oh, perché gli uomini, - domandavo a me stesso, smaniosamente, - si affannano così a rendere man mano più complicato il congegno della loro vita? Perché tutto questo stordimento di macchine? E che farà l'uomo quando le macchine faranno tutto? Si accorgerà allora che il così detto progresso non ha nulla a che fare con la felicità? Di tutte le invenzioni, con cui la scienza crede onestamente d'arricchire l'umanità (e la impoverisce, perché costano tanto care), che gioja in fondo proviamo noi, anche ammirandole? - 

Edizione: Come per tutti i classici italiani ed internazionali ci sono tantissime edizioni a disposizione del lettore, io mi limiterò a segnalare l'edizione che ho letto, in questo caso: Mondadori

Pagine: 240

Prezzo: 6,20 €

Anno: 1904



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