sabato 24 dicembre 2011

Buon Natale!

Infine, anche questo Natale è arrivato. E non è che si sia portato dietro tanta gioia. Il periodo in cui viviamo è tutt'altro che allegro, le prospettive non sono certo rosee e l'ottimismo sembra quasi essere un concetto sconosciuto. Proprio perché il momento è uno dei peggiori degli ultimi anni, vi auguro di vero cuore di trascorrere un Natale sereno, con i vostri cari e che il 2012 possa essere per voi un anno meraviglioso. Approfittiamo di questo clima cupo per ritrovare il vero spirito natalizio, fatto di amore, condivisione e pace!

Un abbraccio grande a tutti voi!

Nicky

venerdì 23 dicembre 2011

A Natale regala un libro! JUNIOR

Quando ho pensato a questa serie di post "natalizi" volevo innanzi tutto buttare le basi per i non lettori, volevo cioè elencare una serie di titoli che potessero in qualche modo incuriosire anche solo una persona che fa parte di quella stragrande maggioranza di popolazione italiana che non legge. E potevo forse ignorare il genere letterario che appartiene al nostro futuro? Per questo ho scelto libri particolarmente adatti ai giovani lettori, sia per letture individuali sia per letture condivise con i genitori. Ma prima di passare ai consigli di oggi vorrei aggiungere ancora due parole sui ragazzi e la lettura. Se i vostri figli, o nipoti, non leggono non forzateli, non fategli vivere la lettura come un obbligo (ci pensa purtroppo già la scuola). Cercate piuttosto di stimolare la loro fantasia, di assecondare le loro passioni e attitudini. Fategli capire quanto di magico c'è in un libro, quanta avventura e quante emozioni possono scaturire da ogni pagina. Fate in modo che già da piccolissimi vivano i libri come amici: abbiamo la fortuna di avere un'editoria per bambini e ragazzi in alcuni casi davvero ottima. 

Il primo libro-consiglio di oggi è il meraviglioso Il bambino con il pigiama a righe. Questo libro è la storia di un'amicizia molto speciale fra Bruno, figlio di un gerarca nazista, e Smhuel, prigioniero ad Auschwitz. L'intera storia è narrata dal punto di vista di Bruno, che dai suoi 8 anni non percepisce quello che realmente sta accadendo attorno a lui. La forza straordinaria di questo libro sta proprio nella contrapposizione fra la tragicità del periodo storico e l'innocenza e ingenuità della voce narrante. Per questo ritengo che la lettura di questo libro vada condivisa con un adulto, sia per chiarire le lacune o le curiosità che la narrazione può suscitare in un giovane lettore, sia perché su una persona matura, consapevole degli avvenimenti storici, l'effetto dirompente di questo romanzo è ancora maggiore e sicuramente più profondo. È piuttosto evidente che questo non è un romanzo storico a cui si possa affidare l'insegnamento di cosa sia stato l'Olocausto, ma è un buon punto di partenza, soprattutto per i più giovani, per cominciare a costruire le fondamenta di una forte e solida coscienza storica.

Più che un unico libro, ora vorrei consigliarvi una vera e propria collana realizzata dalla Scuola Holden in collaborazione con la Biblioteca di Repubblica e l'Espresso. Si chiama Save the story e nasce con l'intento di "preservare" alcuni dei maggiori capolavori letterari e metterli al servizio dei giovanissimi. Per questo alcuni scrittori famosi hanno "riscritto" altrettanti classici della letteratura in versione junior corredati da illustrazioni bellissime. I romanzi in questione sono: Don Giovanni raccontato da Alessandro Baricco, I promessi sposi da Umberto Eco, Cyrano de Bergerac da Stefani Benni, Il naso da Andrea Camilleri, Delitto e castigo da Abraham B. Yehoshua, Gilgamesh da Yiyun Li, Antigone da Ali Smith, Gulliver da Jonathan Coe, Capitano Nemo da Dave Eggers. Trovo che attraverso questa collana si possano avvicinare i bambini a romanzi troppo spesso considerati solo dei mattoni letterari, solleticando la loro curiosità e facendo in modo che, una volta cresciuti, sentano la necessità di leggere la versione originale di questi capolavori.

Con questo post si concludono i miei veloci consigli natalizi, spero di esservi stata utile, di avervi incuriosito in qualche modo. Non mi resta che augurarvi un Natale ricco di libri!

Buona Lettura!

mercoledì 21 dicembre 2011

A Natale regala un libro! SAGGI

Quando ho inaugurato questa serie si post dedicata ai libri come dono natalizio ho scritto di come la lettura possa regalarci momenti assolutamente magici, aprirci nuovi mondi e farci viaggiare con la fantasia.Leggere è tutte queste cose, ma ancora di più è un modo, forse il migliore, per informarsi, per imparare e aprire la propria mente. Per questo il genere letterario cui dedico questo post è la saggistica. Attraverso i libri possiamo conoscere realtà e culture a noi lontane, possiamo custodire i ricordi di chi non c'è più, ma soprattutto abbiamo la possibilità di creare una memoria storica condivisa affinché il male perpetrato dall'uomo nel corso dei secoli non abbia a ripetersi (mi rendo conto di quanto sia utopistica questa frase, ma sono un'ottimista). I tre libri che ho scelto oggi sono stati molto importanti per me e per la mia formazione. Scaturiti dalla penna di tre grandi giornalisti purtroppo scomparsi, ci ricordano di quanto cattiveria sia capace l'uomo e ci sollecitano a mantenere alta la guardia, a vigilare e soprattutto a non fare finta di niente.

Niente e così sia, scritto fra il 1967 e il 1968, è una sorta di reportage su carta della guerra in Vietnam. Oriana Fallaci era all'epoca una giovane giornalista che, vivendo a stretto contatto con le truppe statunitensi di stanza in Vietnam, ha dato vita a questo meraviglioso saggio. Scritto da una Fallaci profondamente diversa da quella dei primi anni 2000 (per intenderci diversissima da quella de La rabbia e l'orgoglio) questo libro è innanzi tutto un inno alla vita. L'autrice parte per questa guerra con in testa le parole della nipote "Cos'è la vita?" e cercando una risposta a questa domanda assisterà alle atrocità commesse dai vietcong e dai militari americani, vedrà giovani ragazzi di belle speranze completamente trasformati dall'orrore della guerra. Per tutto il libro Oriana cerca di trovare risposte alle mille domande che si pone quotidianamente; cerca di capire quale sia il senso di mandare a morire migliaia di uomini al solo scopo di imporre la propria cultura, la propria bandiera. Questo libro serve a non dimenticare mai quello che ci siamo lasciati dietro, a mantenere vivo il ricordo di un pezzo di storia troppo spesso dimenticato. 

Anche il secondo libro di cui scrivo oggi parla di guerra, una guerra molto vicina a noi eppure terribilmente lontana. Cecenia Il disonore russo è uno degli ultimi libri di Anna Politkovskaia, la giornalista russa uccisa nell'ottobre del 2006 a Mosca. In questo libro vengono raccontati, con dovizia di particolari, le aberranti barbarie commesse dall'esercito russo ai danni dei civili e le violente rappresaglie messe in atto dai militari ceceni. Non ci sono filtri né sconti per nessuno, la Politkovskaia racconta i fatti di cui è stata testimone e soprattutto denuncia l'omertà e l'indifferenza dell'ONU e dei paesi occidentali. Punta il dito contro il Cremlino, colpevole di condurre questa guerra scriteriata e chiede a gran voce maggior attenzione da parte dei media mondiali nei confronti di una regione del mondo dimenticata da tutti. Ogni pagina, ogni riga di questo libro sono una doccia gelata, un ceffone in pieno volto per dirci SVEGLIATEVI, perché non si può continuare a ignorare ciò che accade a pochi passi da noi, non si può fare finta che tutto vada bene salvo poi rimanere sconvolti al prossimo episodio eclatante, come la strage di Beslan.

Ho lasciato per ultimo il libro che forse più di ogni altro ha cambiato la mia vita. La fine è il mio inizio è stato per me una sorta di illuminazione sulla via di Damasco, un insieme di emozioni e scoperte che mi ha profondamente segnata. In questo suo ultimo libro, Tiziano Terzani, ormai prossimo alla fine, si racconta al figlio Folco lasciando a noi lettori un'eredità di grande valore: il racconto di una vita intensa e meravigliosa. Si parte con l'infanzia in Toscana, fra mille difficoltà, gli anni della scuola e dell'università, i primi viaggi e il lavoro come corrispondente per il Der Spiegel. E proprio come corrispondente Terzani sarà testimone di guerre terribili, Vietnam e Corea in primis. Nel ricordare la sua vita, Terzani esorta costantemente i giovani a partire, a viaggiare, ad aprire la propria mente e la propria anima all'altro, a mettersi in gioco sempre, perché è soltanto attraverso il confronto con chi è diverso da noi che si può costruire un mondo migliore. La cosa che più colpisce è la straordinaria serenità con cui Terzani si avvicina alla morte, consapevole di aver vissuto a pieno e di aver colto tutte le possibilità che la vita gli ha offerto. Questo libro è un modo per ricordarci di non avere paura e  affrontare a testa alta gli ostacoli che si pongono sul nostro cammino, avendo l'umiltà di riconoscere gli sbagli commessi e privi di qualsivoglia presunzione di superiorità. 

Spero che questi tre veloci consigli siano stati di vostro gradimento e che abbiamo almeno in parte suscitato un po' di curiosità. Non mi resta che augurarvi

Buona Lettura!

lunedì 19 dicembre 2011

A Natale regala un libro! I GIALLI

Settimana scorsa ho inaugurato questa mini rubrica tutta natalizia con l'intento di "proporre" qualche libro come idea regalo. Ho iniziato con i classici, perfetti per questa atmosfera festosa; oggi, invece, cambiamo completamente genere, approdando a quello che forse è il mio preferito, ovvero il giallo! Chi passa di qui con una certa frequenza non può non aver notato una mia propensione per tutto ciò che ha a che fare con crimini, indagini, suspense e chi più ne ha più ne metta. I tre libri di cui vi parlo oggi sono molto diversi fra loro, per stile narrativo, trama e ambientazione. Ognuno di questi però mi ha lasciato qualcosa: la scoperta di un personaggio geniale e affidabile, la Divina Commedia a tinte noir e una "eroina" moderna tanto combattiva e passionale sul lavoro quanto fragile e indifesa nella vita privata. E poi, con questo freddo, cosa c'è di meglio di una bella tazza di tè caldo e un buon libro ricco di colpi di scena?



Il re indiscusso di questo genere letterario è senza ombra di dubbio Sir Arthur Conan Doyle, dalla cui penna magica è nato lo straordinario personaggio di Sherlock Holmes. Se non avete mai avuto il piacere di immergervi nelle avventure di questo personaggio allora questo è il romanzo che fa per voi. In Uno studio in rosso, pubblicato nel 1887, Holmes fa la sua prima apparizione. Potrete così assistere alla genesi di un genio dell'investigazione e alla nascita del suo rapporto collaborativo con il fedelissimo Watson. Sherlock Holmes è veramente un personaggio magnetico, capace di catturare l'attenzione grazie alla sua arguzia, alla sua intelligenza e al suo raziocinio sempre limpido, privo di qualsiasi barlume di sentimentalismo, al limite del cinismo. In questo romanzo Holmes è in cerca di un nuovo coinquilino con cui condividere il famosissimo appartamento di Baker Street ed è così che incontra per la prima volta John Watson, ex medico militare appena rientrato in Inghilterra dalla guerra in Afghanistan. Fra i due nasce subito un feeling particolare e ben presto si troveranno ad avere a che fare con un omicidio piuttosto complicato. Ma grazie alle personalità diametralmente opposte dei due protagonisti, che collaborano in simbiosi perfetta, l'assassino non avrà scampo.

Il circolo Dante è un altro giallo che ho amato particolarmente, perché fonde fra le sue pagine un'ambientazione cupa e un po' angosciante alle parole del mio poeta preferito: Dante. Ambientato a Boston nel 1865, in un'America che non vede di buon occhio la diffusione della "Divina Commedia", considerata papista e pericolosa, un gruppo di letterati dell'università di Harvard si riunisce in segreto nel tentativo di dare una degna traduzione all'opera Dantesca. Contestualmente Boston è colpita da una serie di delitti raccapriccianti che colpiscono personalità in vista della città: questi omicidi avvengono secondo uno schema ben preciso, che solo un conoscitore di Dante può riconoscere. L'assassino, infatti, utilizza le punizioni inflitte ai peccatori nell'inferno dantesco per uccidere le sue vittime. Mentre la polizia brancola nel buoi, i nostri letterati riusciranno a mettersi sulle tracce del serial killer. 
Questo romanzo è lungi dall'essere perfetto: la prima parte è oggettivamente piuttosto prolissa, ma superate le prime cento pagine non sono più riuscita a staccarmi dalla lettura. La trama è ben strutturata e miscela fatti e vicende di pura fantasia a personaggi realmente esistiti: Longfellow, Holmes e Lowell erano davvero studiosi e diedero vita effettivamente al circolo Dante. Se cercate un giallo un po' diverso dal solito, privo dei superpoliziotti dei thriller moderni, questo è il libro che fa per voi.

Come mi è già capitato di sottolineare, Patricia Cornwell è una delle mie autrici preferite, indubbiamente quella che conosco meglio. Sebbene gli ultimi romanzi siano stati piuttosto deludenti, appena viene pubblicato un suo libro non so proprio resistere, e finisco col leggerlo tutto d'un fiato. Se non avete mai avuto a che fare con questa autrice, vi consiglio di iniziare con Postmortem, il suo primo romanzo. Quando fu pubblicato per la prima volta, nel 1990, è stato uno dei primi romanzi a proporre un punto di vista inedito nel panorama dei romanzi investigativi: la protagonista, Kay Scarpetta, è un'anatomopatologa forense, dirigente dell'Istituto di medicina legale di Richmond. Tutta l'indagine è narrata dal suo punto di vista, quindi il classico lavoro da poliziotto fa da contorno all'analisi scientifica dettagliata del corpo della vittima. Molto prima di C.S.I. o Body of Proof. Avvicinarsi alla Cornwell con questo romanzo, significa anche assistere alla crescita professionale e personale della protagonista: Kay Scarpetta è infatti protagonista di altri 18 romanzi, attraverso i quali vedremo l'incedere della sua vita tra indagini sempre più complicate, colleghi di lavoro ostili e un amore passionale e profondo. 

A domani con altri piccoli e veloci consigli di letterari, e come sempre

Buona Lettura!

martedì 13 dicembre 2011

Il giorno in più


Titolo: Il giorno in più
Autore: Fabio Volo
Editore: Mondadori
Collana: Oscar Grandi Bestsellers
Pagine: 287
Prezzo: 13,00 €
Formato: brossura
Anno 1ª edizione: 2007
Genere: narrativa italiana
Codice ISBN: 978-88-04-58213-7


Trama: Sveglia, caffè, tram, ufficio, palestra, pizza-cine-sesso... giornate sempre uguali, scandite da appuntamenti che, alla fine, si assomigliano tutti, persi nel cielo grigio di una metropoli che non sa più sorridere. È la vita di Giacomo, uno che non si è mai fatto troppe domande, che è andato incontro agli avvenimenti rimanendo sempre in superficie. Un giorno, però, Giacomo incontra sul tram una sconosciuta, e se la ritrova davanti il giorno dopo, e quello dopo ancora. Per mesi. E così, quelle tre fermate lungo il tragitto per andare in ufficio diventano un appuntamento importante della giornata. O meglio, diventano "l'appuntamento". Ma la sconosciuta ha un destino che la porta lontano, in un'altra città. E Giacomo? Per la prima volta nella vita decide di non rimanere in superficie, di prendersi anche il rischio di diventare ridicolo, e parte all'inseguimento di un sogno.

Giudizio personale: Questo romanzo ha poltrito nella mia libreria per un anno, un anno in cui ne ho rimandato più e più volte la lettura per i più svariati motivi. Poi, quando ho visto il trailer del suo adattamento cinematografico, mi sono finalmente decisa a leggerlo. Avevo sentito opinioni che definire discordanti è riduttivo: alcuni, come la mia migliore amica, l'hanno adorato mentre altri l'hanno demolito. Io ho cominciato la lettura priva di qualsiasi pregiudizio: Fabio Volo mi sta simpatico, lo trovo divertente e le sue trasmissioni mi sono quasi sempre piaciute e non faccio parte di quella categoria di lettori che pensa si debbano leggere solo e soltanto libri impegnati, ogni tanto qualche sana lettura leggera fa bene, anzi benissimo. Peccato che questa volta abbia presa una bella cantonata, la mia delusione fino a quasi metà romanzo è stata colossale! La prima parte del libro l'ho trovata noiosissima, lenta e sconclusionata. Non sembrava nemmeno un romanzo, ma una sorta di autobiografia del protagonista arricchita di dettagli del tutto superflui nella quale la storia con Michela faceva solo da contorno. Fortunatamente, da un certo punto in poi, il libro prende una piega interessante che perlomeno ha fatto breccia nel mio lato romantico. Quando il racconto si focalizza sull'avventura newyorchese, infatti, la lettura risulta più piacevole e coinvolgente, pur rimanendo fermi alcuni limiti. La trama non brilla certo per originalità, anche se ho trovato carina l'idea del "fidanzamento a termine" parafrasi romantica del concetto di trombamico; per il resto il protagonista rappresenta forse troppo lo stereotipo del trentenne italiano in cerca di avventure e refrattario ai legami duraturi, salvo poi ravvedersi una volta incontrata la donna "perfetta" per i suoi canoni. Il finale, per quanto abbondantemente telefonato nei precedenti capitoli, è comunque azzeccato. Lo stile narrativo mi ha lasciata abbastanza fredda: c'è troppo Volo, almeno questa è stata la mia sensazione. Tutto fin troppo in linea con l'autore, leggere questo libro è stato quasi come ascoltare Fabio Volo alla radio. Soprattutto nella prima parte, poi, lo stile è caratterizzato da frasi molto brevi, spesso slegate fra loro: a volte sembra che il protagonista salti di palo in frasca da una riga all'altra, il che crea un po' di confusione. Capitolo frasi a effetto: tutto il romanzo è contraddistinto da un linguaggio piuttosto semplice all'interno del quale spiccano meravigliose frasi ad effetto. Frasi bellissime, a volte ovvie, ma che colpiscono il lettore. Forse è proprio la banalità nemmeno tanto nascosta di queste frasi a colpire, perché chiunque ci si può riconoscere, ognuno può vederci un po' di sé; sono frasi molto belle ma soprattutto molto vere. Mi viene da dire anche molto furbe, perché alla fine della fiera il libro te lo ricordi soprattutto per queste frasi, che diventano citazioni perfette!
In conclusione non mi sento di bocciare totalmente Il giorno in più, che comunque mi ha fatto sorridere e mi ha dato qualche ora di spensieratezza, e nemmeno mi sento di giudicare negativamente la scrittura di Volo (per un giudizio più chiaro vorrei leggere almeno un altro suo romanzo), ma resta la delusione di chi si aspettava una bella storia e si è ritrovata con un libro come tanti.
Voto: fra il 5 e il 6


Citazione: "Anche a me piacerebbe condividere il resto della mia vita con una persona, ma non riesco a farlo con uno che non amo, solo perché non c'é di meglio. La medaglia d'argento. Conosco un sacco di persone che stanno con la medaglia d'argento, la seconda classificata, piuttosto che star sole."


Colonna sonora: Kiss from a rose di Seal
Consigliato a: a chi cerca un po' di svago e a chi ama New York
Istruzioni per l'uso: affrontate la lettura di questo libro con leggerezza e senza preconcetti, lo amerete o lo odierete! 


Buona Lettura!

lunedì 12 dicembre 2011

Buon Compleanno Bookshelf!

Oggi Bookshelf compie 2 anni!!! Il tempo è veramente volato, mi sembra che siano passati pochi mesi e invece...
È cominciato tutto per gioco, il 12 dicembre 2009. Nel corso degli ultimi anni ho avuto diversi blog, ma mai nessuno mi ha assorbita così tanto e mai nessun'altra blog mi ha dato tante soddisfazioni. 
Bookshelf è nato in un momento della mia vita particolarmente difficile, mi ci sono buttata con tutta me stessa con la voglia di trovare una via di fuga e soprattutto con il desiderio di condividere un parte di me, una piccola parte delle mie passioni, forse una delle più grandi: la lettura. 
Questo post è per dirvi grazie, perché mai avrei pensato che le mie folli "recensioni" potessero interessare a qualcuno. Perciò GRAZIE, GRAZIE MILLE  a tutti quelli che passano di qua saltuariamente, a chi si ferma più spesso, grazie per i vostri commenti, grazie di tutto!
Un abbraccio forte a tutti voi, e come sempre
Buona Lettura!

martedì 6 dicembre 2011

A Natale regala un libro! I CLASSICI

Il tempo vola, è proprio il caso di dirlo, e anche se il clima ballerino ci disorienta un po', siamo ormai prossimi al Natale, decisamente il mio periodo dell'anno preferito. Anche se negli ultimi anni, per motivi vari, il mio spirito natalizio è andato via via scemando, quando la città s'illumina di mille colori mi sciolgo. Non c'è niente da fare. Certo sarebbe decisamente più bello se in questo periodo non ci comportassimo come degli invasati alla ricerca del regalo all'ultima moda. Il consumismo sfrenato ha decisamente rovinato questa festa, che oltre ad essere una ricorrenza religiosa, dovrebbe essere un'occasione di incontro, di gioia e serenità. 
Ma visto che di regali sembra non potersi fare a meno, quale occasione migliore, se non questa, per regalare un bel libro? Magari a chi non è proprio avvezzo alla lettura, per mostrargli un mondo nuovo e ricco di magia. Così ho pensato di creare alcuni post ad hoc, nei quali citerò alcuni dei libri che hanno segnato la mia vita di lettrice e che, spero, potrebbero fornire uno spunto soprattutto a chi in libreria non entra mai. Ho deciso di iniziare con i classici perché, diciamoci la verità, leggere un classico della letteratura a Natale ha tutto un altro sapore, un'altra atmosfera! Ne ho scelti tre volutamente non troppo pesanti, perché avvicinarsi alla lettura con un mattone russo potrebbe non essere proprio una grande idea.
           
Il primo, neanche a dirlo, è Orgoglio e Pregiudizio di Jane Austen. Un romanzo meraviglioso, adatto soprattutto ad un pubblico femminile, che vi farà semplicemente sognare. Pubblicato per la prima volta nel 1813, Orgoglio e pregiudizio è la storia di cinque sorelle la cui madre sembra avere un unico scopo nella vita, quello di vederle sposate. In un epoca in cui una donna nubile era impossibile da accettare, i matrimoni erano spesso frutto di cinici calcoli e convenienze. Per Elizabeth, la secondogenita, un matrimonio senza amore è semplicemente inconcepibile e nonostante le ingerenze dell'insopportabile madre cercherà in tutti i modi di perseguire il suo sogno di felicità. L'incontro con l'affascinante e altezzoso Mr. Darcy metterà in seria difficoltà il temperamento arguto e carismatico di Lizzie.
Forse il mio romanzo preferito in assoluto!


Il secondo romanzo che vorrei consigliarvi è altrettanto magnifico. Il ritratto di Dorian Gray, scaturito dalla penna e dal genio di Oscar Wilde è veramente un capolavoro. Pubblicato nel 1891 racconta la storia di un giovane ragazzo di buona famiglia, Dorian, che consapevole del proprio bell'aspetto arriverà a fare della sua bellezza croce e delizia per tutta la vita. Dorian infatti, dopo l'incontro con l'ambiguo lord Wotton comincia ad essere ossessionato dalla giovinezza, dall'idea di poter rimanere eternamente bello e giovane. Ad acuire queste emozioni un fedele ritratto, realizzato da Basil Hallward, che ritrae Dorian all'apice del suo splendore e da cui quest'ultimo sembra essere sempre più attratto. Sempre più intrappolato in un vortice di piaceri e vizi, per Dorian inizia una decadenza morale senza freni che si rispecchierà, come per effetto di uno strano sortilegio, sul ritratto che lo raffigura. 
Se amate le atmosfere gotiche queste è il romanzo che fa per voi!


Ultimo libro di oggi Fahrenheit 451, romanzo relativamente recente, ma entrato a pieno titolo fra i classici della letteratura moderna. Pubblicato nel 1953, Fahrenheit 451 è un romanzo distopico di una forza dirompente! Ambientato in un futuro non meglio precisato, narra le vicende di Guy Montag, vigile del fuoco in un mondo in cui i vigili del fuoco appiccano incendi. Il suo compito infatti è quello di trovare coloro che si sono macchiati di un reato gravissimo, il reato di lettura, e bruciare i libri. Un giorno però non resiste e come mosso da una curiosità primordiale apre uno dei volumi che dovrebbe bruciare e ne legge poche righe. Tanto basta per portarlo a commettere un'altra grave infrazione: rubare alcuni dei libri destinati al rogo e nasconderli a casa sua. Ben presto nascerà in lui un sempre più profondo senso di ribellione che lo porterà anche a scoprire persone che cercano disperatamente di proteggere il patrimonio mondiale che i libri rappresentano. 
Una lettura coinvolgente, che vi travolgerà senza lasciarvi possibilità di scampo!


Spero che questi tre semplici, e forse anche un po' banali, consigli vi siano stati d'aiuto. Alla prossima con tre nuovi romanzi!


Buona Lettura!

lunedì 5 dicembre 2011

Novella degli scacchi


Titolo: Novella degli scacchi
Autore: Stefan Zweig
Titolo originale: Schachnovelle
Traduzione: Simona Martini Vigezzi
Editore: Garzanti
Collana: Gli Elefanti
Pagine: 102
Prezzo: 8,50 €
Formato: brossura
Anno 1ª edizione originale: 1943
Anno 1ª edizione italiana: 1999
Genere: narrativa austriaca, storia
Codice ISBN: 978-88-11-68202-8

Trama: Stefan Zweig scrisse "Novella degli scacchi" nel 1941, pochi mesi prima di suicidarsi, insieme con la seconda moglie, nella città brasiliana di Petropolis, il 22 febbraio 1942. La notizia della sua morte fu soffocata da quelle provenienti dai fronti di guerra e così anche la sua ultima, disperata protesta, non fu che un flebile grido, quasi inudibile nel frastuono di quegli anni. Nella "Novella degli scacchi" lo stato d'animo di abbandono, di infinita stanchezza, di rinuncia alla lotta, è prefigurato nella sconfitta di colui che rappresenta la sensibilità, l'intelligenza, la cultura per opera di un semianalfabeta, ottuso uomo-robot. E, a rendere ancora più crudele la disfatta dello spirito, Zweig scelse come terreno dello scontro una scacchiera.
(dalla quarta di copertina)

Giudizio personale: Stefan Zweig scrisse questo romanzo nel 1941, pochi mesi prima di togliersi la vita, durante il suo "auto-esilio" in Brasile. Zweig, nato a Vienna nel 1881 era un esteta, un profondo conoscitore della cultura e dell'arte, un amante della tradizione europea che negli anni 30 si andava perdendo sotto le grinfie del nazismo. Proprio l'avvento del nazismo e la conseguente invasione dell'Austria lo porta a cadere in una depressione profonda, dalla quale non si riprenderà mai. In questo breve ma intenso romanzo, Zweig crea un'eccellente metafora della condizione europea degli anni '30-'40, e per farlo utilizza una scacchiera, attorno alla quale si sfidano due giocatori diametralmente opposti. Da un lato, abbiamo l'imbattibile campione del mondo, un ragazzone di poche parole, sgarbato e ignorante. Ignorante nel senso più letterale del termine, perché Czentovic, questo è il suo nome, non mostra il minimo interesse per ciò che lo circonda, non sa niente e non vuole sapere niente, non ha interessi o attitudini particolari. È una specie di automa, che non fa mai nulla per puro piacere o curiosità, perfino nel gioco degli scacchi si limita a ripetere mosse che ha visto fare, nessuna fantasia o iniziativa particolare. E, diventato campione, mostra anche un atteggiamento borioso e superiore. Dall'altra parte c'è il dottor B., uomo sensibile e ricco di umanità, amante dell'arte, pieno di passione e talento. Il confronto fra i due giocatori e il loro approccio sarà aspro, ma ovviamente non voglio svelarvi altro. C'è un passaggio, a metà circa del romanzo, per me assolutamente meraviglioso, solo quello vale tutto il libro. Il dottor B. sta raccontando la sua vita al protagonista nonché narratore, e si sofferma su una parentesi della sua vita estremamente dolorosa: la Gestapo lo fa prigioniero per poter estorcergli informazioni sulla famiglia imperiale. Durante questa reclusione, durata oltre un anno, al dottor B. erano precluse qualsiasi attività o rapporti interpersonali. Era lasciato solo, abbandonato al nulla. Un giorno, mentre attende di essere sottoposto all'ennesimo interrogatorio, scorge un libro sbucare dalla tasca di un cappotto appeso. Non sa cosa sia, potrebbe essere anche solo un manuale, ma quella visione lo illumina, il solo pensiero di poter stringere fra le mani quel tesoro, di poterlo sfogliare e annusare l'odore della carta lo fa impazzire. Ecco, questa immagine per me è bellissima. 
Questo libro mi è piaciuto tanto, sia a livello di trama, ma anche per il modo in cui è scritta: lo stile di Zweig è semplice e diretto, ma ha un impatto fortissimo.  Ve lo consiglio vivamente.
Voto: 8,5

Citazione: "Come è noto, nessuna cosa sulla terra esercita una tale pressione sull'anima umana come il nulla."

Colonna sonora: Time dei Pink Floyd


Buona Lettura!

giovedì 1 dicembre 2011

Più libri, più liberi

Riapre i battenti mercoledì 7 dicembre Più libri Più Liberi, la grande fiera della piccola e media editoria, ormai giunta alla decima edizione. Al Palazzo dei Congressi di Roma, fino a domenica 11, potrete visitare gli stand di 411 editori, partecipare a incontri e innumerevoli iniziative. Alla fiera saranno presenti moltissimi autori fra cui, solo per citarne alcuni: Andrea Camilleri, Massimo Carlotto, Amélie Nothomb, Dacia Maraini, Mario Desiati, Antonia Arslan, Margherita Hack e moltissimi altri. Saranno numerosi anche gli ospiti di sport, cultura, spettacolo, scienza e società civile, tra cui Oliviero Beha, Marco Bellocchio, Concita De Gregorio, Stefano Rodotà, Mario Tozzi, Luca Telese, Francesca Comencini, Aldo Cazzullo, Milena Gabanelli. Trecento eventi in programma e uno spazio interamente dedicato ai ragazzi under 18, ricco di appuntamenti ideati per i più piccoli, per gli adolescenti e per le scolaresche. 
Ottima notizia il fatto che anche quest'anno la regione Lazio sosterrà la manifestazione, mentre fino a qualche settimana fa sembrava intenzionata a non farlo.
Sul sito potrete trovare tutte le informazioni dettagliate e avrete anche la possibilità di acquistare i biglietti. 

mercoledì 30 novembre 2011

L'ipnotista


Titolo: L'ipnotista
Autore: Lars Kepler
Titolo originale: Hypnotisören
Traduzione: Alessandro Bassini
Editore: Longanesi
Collana: La Gaja Scienza
Pagine: 585
Prezzo: 18,60 €
Formato: copertina rigida
Anno 1ª edizione originale: 2009
Anno 1ª edizione italiana: 2010
Genere: thriller
Codice ISBN: 978-88-304-2758-7
È già disponibile la versione economica edita da TEA.

Ti servono indizi.
Ti serve tempo.
Ti serve un movente.
Non avrai niente di tutto questo.

Trama: Si chiama Erik Maria Bark ed era l'ipnotista più famoso di Svezia. Poi qualcosa è andato storto e la sua vita è stata a un passo dal crollo. Ha promesso pubblicamente di non praticare mai più l'ipnosi e per dieci anni ha mantenuto quella promessa. Fino a oggi. Oggi è l'8 dicembre, è una notte assediata dalla neve ed è lo squillo del telefono a svegliarlo di colpo. A chiamarlo è Joona Linna, un commissario della polizia criminale con l'accento finlandese. C'è un paziente che ha bisogno di lui. È un ragazzo di nome Josef Ek che ha appena assistito al massacro della sua famiglia: la mamma e la sorellina sono state accoltellate davanti ai suoi occhi, e lui stesso è stato ritrovato in un lago di sangue, vivo per miracolo. Josef è ricoverato in grave stato di choc, non comunica con il mondo esterno. Ma è il solo testimone dell'accaduto e bisogna interrogarlo ora. Perché l'assassino vuole terminare l'opera uccidendo la sorella maggiore di Josef, scomparsa misteriosamente. C'è solo un modo per ottenere qualche indizio: ipnotizzare Josef subito. Mentre attraversa in auto una Stoccolma che non è mai stata così buia e gelida, Erik sa già che infrangerà la sua promessa. Accetterà di ipnotizzare Josef. Perché, dentro di sé, sa di averne bisogno. Sa quanto gli è mancato il suo lavoro. Sa che l'ipnosi funziona. Quello che l'ipnotista non sa è che la verità rivelata dal ragazzo sotto ipnosi cambierà per sempre la sua vita. Quello che non sa è che suo figlio sta per essere rapito. Quello che non sa è che il conto alla rovescia, in realtà, è iniziato per lui.
(dal risvolto di copertina)

Giudizio personale: Ci sono alcuni libri davvero difficili da valutare; li inizi piena di aspettative e poi durante la lettura non fai altro che cambiare opinione, un giorno ti piace subito dopo lo trovi noioso, una pagina ti sorprende e quella dopo ti lascia basito, ma non in senso positivo. Ecco L'ipnotista è esattamente uno di questi, e ancora adesso che l'ho terminato mi riesce difficile dare un giudizio netto. L'incipit promette molto bene, e da subito si è catturati dalla trama, intrigante e inquietante allo stesso tempo. L'idea di base, infatti, è interessante e il fattore ipnosi mi ha affascinato parecchio. Quello che mi ha lasciato più perplessa però è stato l'involucro, il modo in cui tutta la storia è stata confezionata. Mi spiego meglio: il romanzo è narrato al tempo presente, scelta sicuramente non molto comune, e il racconto è affidato ad un narratore onnisciente che segue i vari protagonisti. Questo connubio di scelte, tempo verbale e narratore, fa sì che il lettore mantenga una certa distanza dalla narrazione: non so da dove arrivi questa sensazione, non so spiegarlo, ma per tutto il tempo è stato come se non riuscissi mai davvero a farmi coinvolgere dalla storia, come se ci fosse un distacco difficilmente colmabile. A questo va aggiunta una narrazione spesso prolissa e ricca di dettagli francamente poco rilevanti ai fini del racconto: soprattutto nella prima metà del libro infatti l'autore si dilunga frequentemente nella descrizione di particolari marginali che possono distrarre il lettore da una trama che invece sarebbe decisamente di buon livello se solo fosse un po' più scarna e diretta. Lo stesso plot narrativo, che come dicevo poc'anzi, è molto interessante presenta però diversi alti e bassi, per cui a un certo punto il finale diventa non dico prevedibile, ma di facile intuizione. Lascia un po' disorientati l'atmosfera che pervade tutto il romanzo, cupa e fredda come il dicembre svedese che fa da sfondo alla storia, e soprattutto il contesto sociale in cui i protagonisti si muovono, fatto di adolescenti con gravi problemi e atteggiamenti che definirei a dir poco preoccupanti. Anche i personaggi mi hanno lasciata soddisfatta solo a metà. Il commissario, Joona Linna è sicuramente il mio preferito: caparbio e ostinato, è un poliziotto normale, non il classico supereroe belloccio e dal passato torbido che spesso troviamo nei thriller. È un uomo come tanti, molto bravo nel suo lavoro e senza troppe manie di protagonismo. Anche Erik non mi è dispiaciuto, specie nella seconda parte del romanzo, quando finalmente si libera di quanto gli pesa sulle spalle e mette tutto se stesso per ritrovare suo figlio. Simone, la moglie di Erik, invece proprio non l'ho digerita: insopportabile dalla prima all'ultima riga. 
Posso concludere dicendo che è stata una lettura non del tutto negativa, ma sicuramente tutto il clamore e la pubblicità creati attorno a questo romanzo sono stati a mio avviso un po' esagerati.
Voto: 6 -


Colonna sonora: Karmacoma dei Massive Attack
Istruzioni per l'uso: se cercate l'erede di Stieg Larsson credo abbiate sbagliato libro


Buona Lettura!

Blogger a voi la parola!

Con estremo piacere oggi vi parlo di una bellissima iniziativa della casa editrice Marsilio indirizzata al mondo dei blogger. 
La casa editrice veneta, infatti, con l'intento di promuovere due nuovi romanzi, mette a disposizione 100 ebook per altrettanti blogger appassionati di lettura. Non è indispensabile che il vostro sia un blog interamente dedicato ai libri, gli unici requisiti richiesti sono i seguenti: che il blog sia attivo, e cioè aggiornato almeno una volta alla settimana, e che sia on-line da almeno un anno. Poi basterà contattare la casa editrice attraverso questo indirizzo mail e scegliere quale dei due titoli vorreste ricevere. Ovviamente al termine della vostra lettura dovrete farne una recensione.

I due libri a disposizione sono La donna in gabbia di Jussi Alder-Olson e Blacklands di Belinda Bauer. Sul blog della Marsilio trovate tutte le informazioni e avrete anche la possibilità di scaricare una piccola anteprima dei due romanzi, per facilitare la vostra scelta.

Io ho scelto La donna in gabbia, speriamo non mi deluda!

venerdì 25 novembre 2011

Friday I'm in love

I don't care if Monday's blue 
Tuesday's grey and Wednesday too 
Thursday I don't care about you 
It's Friday I'm in love...

Così cantavano i Cure nel lontano 1992, con la bellissima Friday I'm in love. Ispirandomi a quella meravigliosa canzone ho pensato di creare una nuova rubrica che avrà il suo spazio ogni venerdì (o quasi) e si chiamerà appunto Friday I'm in l❤ve
Ho creato questo nuovo angolo letterario con l'idea di condividere con voi un po' d'amore. Mi spiego meglio: ogni settimana sceglierò un libro che mi ha particolarmente colpito e ne pubblicherò un piccolo estratto, ma non un brano qualsiasi, bensì un brano d'Amore, di quello con la A maiuscola. 
Per iniziare ho pensato subito a "Il maestro e Margherita" e a questo passaggio che mi fece  battere il cuore.


Il maestro racconta il suo primo incontro con Margherita, racconta di come fu amore a prima vista:

"Lei aveva in mano un mazzo di disgustosi, inquietanti fiori gialli. Sa il diavolo come si chiamano ma sono i primi a comparire a Mosca. E i fiori spiccavano violentemente sul suo soprabito nero. Aveva dei fiori gialli! Brutto colore. Sbucò da via Tverskaja in un vicolo e qui si voltò. Lei conosce via Tverskaja? Ci passano migliaia di persone, ma io le assicuro che lei vide me solo e mi guardava non si può dire inquieta ma addirittura in modo morboso. E lei mi colpì non tanto per la sua bellezza, quanto per il senso di solitudine insolito, mai visto, che c'era nei suoi occhi. Obbedendo a quel segnale giallo, svoltai anch'io nel vicolo e la seguii. Camminavamo per la viuzza monotona, tutta curve, l'una da una parte, l'altro dall'altra, in silenzio. Non c'era anima viva. Io soffrivo perché mi pareva che fosse indispensabile parlare e stavo in pena perché se non dicevo niente, lei se ne sarebbe andata e io non l'avrei più rivista. E, si figuri, fu lei che cominciò d'un tratto a parlare.
-Le piacciono i fiori? -
Ricordo chiaramente il tono della sua voce, abbastanza profonda ma a scatti e, per quanto sia stupido, mi sembrava che l'eco urtasse nella viuzza e riecheggiasse dalla sporca parete ingiallita. Passai rapidamente dalla sua parte e avvicinandomi a le risposi: - No -
Mi guardò stupita, e d'un tratto compresi, e fu una cosa del tutto inaspettata, che per tutta la vita avevo amato proprio lei."

(Da "Il maestro e Margherita" di Michail Bulgakov)



giovedì 24 novembre 2011

Prossimamente al cinema: Il giorno in più

Il 2 dicembre uscirà nelle sale italiane il film Il giorno in più tratto dall'omonimo romanzo di Fabio Volo. 

Il protagonista del film, interpretato dallo stesso Volo, è Giacomo Bonetti: bravo nel lavoro e con le donne, Bonetti è abilissimo soprattutto nell'evitare accuratamente qualsivoglia impegno sentimentale. Ma la sua vita è destinata a cambiare grazie al fortuito incontro con una ragazza, su tram, che ben presto diventa per lui una vera e propria ossessione. Finalmente riesce a parlarle e a passare una serata con lei, una serata durante la quale scoprirà che la ragazza è in procinto di partire per New York, per non tornare mai più. E adesso? Giacomo è a un bivio, partire o restare? Restare eternamente un ragazzino o crescere e lasciarsi andare?

Insieme a Volo nel cast spiccano Isabella Ragonese, Stefania Sandrelli, Luciana Littizzetto e Pietro Ragusa.


Il romanzo è uscito nel 2007 vendendo oltre un milione di copie e restando a lungo nella classifica dei libri più venduti.

EDITORE: Mondadori
PREZZO: 13,00 €
CODICE ISBN: 978-88-04-58213-7

mercoledì 23 novembre 2011

Harry Potter e la camera dei segreti


Titolo: Harry Potter e la camera dei segreti
Autrice: J.K. Rowling
Titolo originale: Harry Potter and the chamber of secrets
Traduzione: Serena Daniele
Editore: Salani
Pagine: 307
Prezzo: 13,00 €
Formato: brossura
Anno 1ª edizione originale: 1998
Anno 1ª edizione italiana: 1999
Genere: fantasy, narrativa per ragazzi
Codice ISBN: 978-88-8451-611-4

Trama: Harry Potter è ormai celebre: durante il primo anno alla Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts ha sconfitto il terribile Voldemort, vendicando la morte dei suoi genitori e coprendosi di gloria. Ma una spaventosa minaccia incombe sulla scuola: un incantesimo che colpisce i compagni di Harry uno dopo l’altro, e che sembra legato a un antico mistero racchiuso nella tenebrosa Camera dei Segreti.
(dal risvolto di copertina)

Giudizio personale: Come sapete, sono arrivata all'Harry Potter cartaceo solo lo scorso anno (che vergogna, lo ammetto) dopo averne rimandato la lettura troppe volte. Del primo capitolo della saga mi sono innamorata subito e quando ho iniziato la lettura della camera dei segreti speravo di non rimanerne delusa perché leggere un libro dopo aver visto la sua trasposizione cinematografica almeno 10 volte può essere pericoloso, sai già cosa aspettarti, più o meno, e il rischio di annoiarsi è alto. Invece, anche questa volta ho terminato la lettura entusiasta e soddisfatta. Come può essere possibile che una quasi trentenne (sigh!) ami così tanto una serie nata appositamente per i bambini? Perché, almeno credo, Harry Potter è tante cose, non solo in romanzo per ragazzi: innanzi tutto c'è una trama avvincente, che ti coinvolge da subito, ci sono personaggi ai quali è impossibile non affezionarsi e poi c'è quell'atmosfera magica che ti cattura sin dalle prime pagine, un'atmosfera che ti fa volare con la fantasia. In questo secondo libro della Rowling Harry è ormai prossimo ad iniziare il suo secondo anno alla scuola di magia di Hogwarts. Le vacanze estive sono state terribili per colpa dei Dursley e la mancata corrispondenza con gli amici Ron e Hermione non ha fatto altro che aggravare la nostalgia di Harry. E ancor primo di arrivare alla scuola, Potter capisce che questo sarà un altro anno estremamente movimentato: sembra infatti che tutto trami contro di lui, che ci sia una forza magica che fa di tutto per tenerlo lontano dal castello. Per Harry sarà un anno molto difficile, in bilico tra dubbi e accuse di essere l'erede di Serpeverde. Ancora più forte del precedente romanzo sarà l'importanza che avranno le scelte attuate dai protagonisti. Come già detto nella recensione di Harry Potter e la pietra filosofale, uno degli aspetti che maggiormente ho amato di questa saga è il rilievo dato dall'autrice al concetto di scelta: Harry sceglie con convinzione di stare dalla parte dei buoni, così come altri scelgono scientemente il male, l'oscurità. Ogni presa di posizione non è frutto del caso, come spesso capita nei libri per bambini: i buoni non sono tali solo perché sono nati così, ma perché hanno scelto quella strada. Ecco, trovo che questa sia una prospettiva fondamentale per i ragazzi, un fattore importantissimo: perché dai libri si può imparare tanto.
Voto: 8,5 

Citazione: "Sono le scelte che facciamo, Harry, che dimostrano quel che siamo veramente, molto più delle nostre capacità."

Colonna sonora: Boys don't cry dei Vitamin String Quartet (tributo ai Cure)
Consigliato a: agli adulti, per tornare un po' bambini e riscoprire un po' della magia che c'è intorno a noi

Buona Lettura!

lunedì 21 novembre 2011

Dalla libreria al cinema: BAR SPORT

Dati tecnici
Titolo: Bar Sport
Nazione: Italia
Anno: 2011
Genere: Commedia
Durata: 93 minuti
Regia: Massimo Martelli
Cast: Claudio Bisio, Angela Finocchiaro, Giuseppe Battiston, Antonio Cornacchione, Lunetta Savino, Antonio Catania, Bob Messini, Benedetta Taiana, Teo Teocoli, Claudio Amendola
Produzione: Aurora Film, Rai Cinema
Distribuzione: 01 Distribution

Trama: in un paesino della provincia di Bologna viene inaugurato il Bar Sport. Il Bar Sport non è come gli altri bar, è un punto di riferimento per la comunità, un luogo di incontro delle varie anime della città. Nel Bar Sport potrete infatti trovare il "tennico" ovvero l'esperto di qualsiasi cosa; c'è il nonno da bar, il cinno, ci sono le due vecchiette sedute sempre nello stesso angolo a spettegolare. Ci sono le sfide a biliardo contro gli acerrimi rivali del bar Moka, le trasferte per seguire le partite del Bologna. Il Bar Sport è una grande famiglia, rumorosa, chiassosa, che non ti abbandona mai.

Giudizio personale: Portare sul grande schermo il meraviglioso romanzo di Stefano Benni era sicuramente un'impresa ardua. Bar Sport è un libro surreale, al limite del paradosso, ed estremamente divertente: insomma un'opera da maneggiare con cura. Ho atteso questo film con trepidazione, tanto ho amato il libro, e quando sono finalmente andata a vederlo ero pronta al disastro: avevo infatti letto critiche taglienti che in pratica avevano demolito le mie aspettative. Forse proprio perché mi aspettavo il peggio, il film alla fine non mi è dispiaciuto affatto. Intendiamoci, non è un capolavoro e non è nemmeno uno di quei film che ti fa uscire dalla sala soddisfatto, però è stata una visione piacevole e divertente. La pellicola di Martelli, così come il libro di Benni, non ha un vero e proprio filo logico, ma è fatta di episodi, fotografie che caratterizzano il bar sport. Questo fedeltà al libro nella struttura temo abbia reso il film non sempre lineare e scorrevole, ragion per cui se non avete letto il libro e vi aspettate una storia vera e propria (con una fine e un inizio ben precisi) rimarrete delusi. Un'altra pecca la si può riscontrare nel cast: gli attori, soprattutto i più famosi, non apportano nulla di nuovo ai personaggi che interpretano. Bisio fa quello che fa sempre (simpatico certo, ma un po' scontato), Teocoli ha il ruolo del playboy da bar in linea col Teocoli che tutti conosciamo, Battiston è poco incisivo. Insomma mancano di carisma e sono tutti un po' prevedibili. Molto simpatiche invece le vecchine interpretate da Angela Finocchiaro e Lunetta Savino e formidabili il nonno del bar e il cinno. 
Nel complesso il film è carino, ha quel pizzico di vena nostalgica che ha me piace molto ed è abbastanza fedele al libro, in alcuni punti forse troppo.

Voto:
Film: 6,5
Adattamento: 6,5


mercoledì 16 novembre 2011

Bob Dylan spiegato a una fan di Madonna e dei Queen


Titolo: Bob Dylan spiegato a una fan di Madonna e dei Queen
Autore: Gianluca Morozzi
Editore: Castelvecchi
Collana: Le Torpedini
Pagine: 250
Prezzo: 16,00 €
Formato: brossura
Anno 1ª edizione: 2011
Genere: Narrativa italiana
Codice ISBN: 978-88-7615-450-8

Trama: Dopo essere stato lasciato da una bellissima fidanzata simpaticamente nota con il soprannome di "Stregatto", Lajos porta avanti una vita tranquilla e abitudinaria: lavora in un negozio di fumetti, esce con i soliti tre amici e si gode i proventi di una vincita inaspettata. Ma il giorno di Natale viene sconvolto da un'incredibile rivelazione: la madre gli confida che tanti anni prima ha avuto una breve relazione nientemeno che con... Bob Dylan, e che lui è il frutto di quell'incontro fugace. Pur avendo giurato di non parlarne mai con nessuno, da quel momento in poi Lajos stravolge completamente la sua esistenza: fonda una band dylaniana, studia allo specchio le proprie somiglianze con il fratellastro Jakob Dylan e, quando esce con qualcuno, finisce sempre per litigare quando l'argomento in questione riguarda le conversioni religiose del famosissimo cantautore. Ma cosa succederà quando Lajos avrà a che fare con una ragazza che possiede solo qualche cd di Madonna e un paio di dischi dei Queen? I colpi di scena sono dietro l'angolo, in un romanzo che riflette sulla fama "galattica" (è davvero il caso di dirlo!) di un artista assolutamente magico: un'avventura di trascinante passione che l'inventiva morozziana dedica alla musica di Bob Dylan e a tutti i suoi fan.

Giudizio personale: Come spesso mi capita ultimamente, mi sono imbattuta in questo romanzo per puro caso: girovagavo senza meta in libreria e sono subito stata attratta da questo titolo, perché effettivamente come si può spiegare Bob Dylan a una fan di Madonna? E questi miei incontri casuali con libri di certo poco pubblicizzati si stanno rivelando sempre più positivi. Questo romanzo mi è piaciuto e mi ha regalato non poche risate. Innanzi tutto il protagonista non poteva non incontrare la mia simpatia in virtù del fatto che il suo soprannome è Lajos, come Lajos Détári calciatore ungherese che ha militato nel Bologna nei primissimi anni '90 (io ero una bambina ma me lo ricordo molto bene); è, neanche a dirlo, un tifoso del Bologna e possiede una cultura musicale invidiabile. Una cultura musicale molto vasta ma all'interno della quale, su tutti, spicca Bob Dylan di cui conosce ogni singolo particolare. E Bob Dylan sarà anche la sua rovina: un giorno, infatti, Lajos scopre dalla madre di essere il figlio illegittimo dell'autore di Mr. Tambourine Man. Questa rivelazione sconvolge la vita del nostro protagonista, rendendolo ancora più maniacale nei confronti del suo idolo, nonché padre. Così, tra le disavventure societarie del Bologna calcio e infinite dissertazioni dylaniane, Lajos ci racconta la sua vita da scrittore alle prese con un nuovo romanzo, ma soprattutto impegnato in rocambolesche avventure amorose. Sarebbe forse meglio dire disavventure, perché a Lajos capiterà davvero di tutto, quasi a farlo sembrare sul set di una sit-com. 
Questo romanzo è veramente divertente anche se, devo ammettere, tutto questo bombardamento dylaniano può stancare il lettore. Lo stile leggero e ironico di Morozzi però fa presa e ci regala momenti veramente esilaranti. Lo ammetto, forse non sono molto obiettiva: l'ambientazione bolognese e i continui riferimenti calcistici mi avevano conquistata già a pagina 18, però credo sia davvero una buonissima lettura, soprattutto se siete appassionati di buona musica.
Bob Dylan spiegato a una fan di Madonna e dei Queen è una sorta di seguito del romanzo L'era del porco pubblicato da Guanda nel 2005, che io non ho ancora letto (shame on me).
Voto: 8


Colonna sonora: Mr. Tambourine Man di Bob Dylan (ovviamente)
Consigliato a: agli amanti della musica, a chi cerca una lettura gradevole e divertente
Istruzioni per l'uso: astenersi detrattori di Bob Dylan, perché in questo romanzo di Bob Dylan ce n'è veramente tanto


Buona Lettura!
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