martedì 8 febbraio 2011

XY

XY
di Sandro Veronesi


"Se esistono le parole per dirlo, è possibile."

Trama: San Giuda Taddeo, uno degli Apostoli di Gesù, è il patrono delle cause perse e delle situazioni disperate. Venerato in tutto il mondo e spesso confuso con Giuda Iscariota, il traditore, questo santo dà il nome ad un piccolo paesello perso fra i monti del Trentino: Borgo San Giuda. Ed è proprio alle porte di questo sperduto borgo di montagna, in una mattina apparentemente come tante, che Don Ermete si imbatte in una tragedia indicibile, una strage violenta ed inspiegabile che travolgerà e sconvolgerà la vita di tutti gli abitanti di San Giuda. Ai piedi del grande albero ghiacciato, macabramente intriso di sangue, undici persone giacciono senza vita. Nello stesso momento, a chilometri di distanza, la dottoressa Gassion si sveglia in una lago di sangue: tutto fa pensare che una cicatrice, vecchi di 15 anni, si sia improvvisamente riaperta, da sola. Alla luce di questi sorprendenti avvenimenti le domande si susseguono inesorabili: come? chi? e soprattutto, perché?

Giudizio personale: Questo è un romanzo davvero strano: si parte con un giallo adrenalinico, in cui tutto ciò che accade sembra non trovare risposte accettabili, ben presto però, l'aspetto thriller della storia passa in secondo piano: perciò se vi aspettate un semplice e classico giallo avete sbagliato libro. A dire la verità risulta difficile identificare un genere ben preciso in questo romanzo, il mistero si intreccia col dramma, le indagine si mischiano alla narrazione di come un intero paese, devastato dal lutto, reagisce al dolore. Come ho detto poc'anzi, è un libro strano ma forte, intenso. La strage, il mistero, le indagini, non sono altro che un pretesto per scandagliare l'animo umano, diviso fra fede e scienza. Il racconto procede in prima persona, da due diversi punti di vista: quello di Don Ermete e quello di Giovanna Gassion. Le loro voci si intrecciano e completano a vicenda, con stili narrativi diversissimi tra loro: in particolare quando è Giovanna a narrare la storia, il ritmo è serrato, veloce e simile allo stile di una sceneggiatura, condito da molti dialoghi "botta-e-risposta" e da lunghe e strane elucubrazioni mentali, figlie dell'insicurezza cronica della protagonista. In generale lo stile di Veronesi mi è piaciuto molto, e la lettura scorre velocissima. Devo però dire che questa storia mi ha un po' angosciata, perchè tutta la vicenda della strage e tutte le ipotesi fatte intorno a questa viaggiano in un perenne ed instabile equilibrio fra ragione e mistero, fra ciò che è scientificamente spiegabile e il mondo dell'ignoto, ragion per cui nell'arrivare al termine del libro la mia ansia cresceva (ma forse sono io ad essere un po' troppo impressionabile). Onestamente non so a chi potrei consigliare questo XY, perché o lo ami o lo detesti, almeno questa è l'impressione che ho avuto e perché qualcuno potrebbe sentirsi "tradito" da un finale non del tutto chiarificatore.
Voto: 7

Citazione: "Quel che è più strano è che nel milione di cose che sono successe oggi quella più importante non è successa. E non ho mai capito se in questi casi allora è destino che non debba succedere o se invece è destino che uno debba lottare per farla succedere."

Edizione: Fandango

Pagine: 367

Prezzo: 19,50 €

Anno: 2010

Codice ISBN: 978-88-6044-181-2


5 commenti:

  1. questo forse potrebbe piacere a me!

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  2. Mi attira l'ambientazione del paese e l'approfondimento dell'animo umano... però sembra anche molto angoscioso... mmh, devo capire se m'ispira oppure no!

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  3. @ Clau: se dovessi leggerlo fammi sapere il tuo paerere. Sono curiosissima

    @ Vele Ivy: è veramente interessante, ma come ho scritto anche piuttosto "ansiogeno"... Ti dico solo che per un paio di sere alla lettura ho preferito le parole crociate :-)

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  4. L'ho addocchiato in libreria e l'ho visto aperto tra le mani di molte persone in giro. Mi incuriosisce molto, soprattutto dopo la tua recensione. La citazione con cui chiudi il post è emblematica! Non mancherò di farti sapere se mi deciderò a leggerlo
    (ma anche a te capita di avere un comodino pieno di libri "in attesa"?... presumo di sì... e la pila non diminuisce mai, anzi, aumenta... e suscita l'ilarità di chi la vede ogni sera... ma quante vite sono necessarie per leggere tutti i libri che vorremmo?... Scusa l'elucubrazione!)

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  5. la mia pila è in continuo aumento...il problema è che non so più dove metterli...e ogni volta che passo in libreria non riesco a resistere all'impulso di acquistarne ancora, mi dico "uno in più che differenza vuoi che faccia, uno solo", ma qui uno più uno e la moltitudine è ormai preoccupante :-)
    se leggerai questo libro sono proprio curiosa di sapere le tue impressioni

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