mercoledì 30 marzo 2011

Vieni via con me

VIENI VIA CON ME
di Roberto Saviano


"Raccontare come stanno le cose vuol dire non subirle."

Il libro: Otto capitoli, otto storie, un ritratto unico dell'Italia di oggi firmato dall'autore del bestseller internazionale Gomorra. Roberto Saviano scava dentro alcune delle ferite vecchie e nuove che affliggono il nostro Paese. Il mancato riconoscimento del valore dell'Unità nazionale, il subdolo meccanismo della macchina del fango, l’espansione della criminalità organizzata al Nord, l'infinita emergenza rifiuti a Napoli, le troppe tragedie annunciate. Accanto alla denuncia c’è anche il racconto – commosso e ammirato – di vite vissute con onestà e coraggio: la sfida senz'armi di don Giacomo Panizza alla ’ndrangheta calabrese, la lotta di Piergiorgio Welby in nome della vita e del diritto, la difesa della Costituzione di Piero Calamandrei. Esempi su cui possiamo ancora contare per risollevarci e costruire un’Italia diversa. Ideato e condotto da Roberto Saviano e Fabio Fazio, Vieni via con me è stato l'evento televisivo dell’anno, più seguito delle partite di Champions League e dei reality show. Ora Vieni via con me è un libro che rende di nuovo accessibili al pubblico queste storie in una forma ampiamente rivista e arricchita. Facendole diventare, ancora una volta, storie di tutti.
(dalla quarta di copertina)

Giudizio personale: "Vieni via con me" è stata una di quelle rarissime trasmissioni televisive capace di riconciliarmi col canone Rai. E' stata una boccata d'aria fresca e pura in un marasma di tv spazzatura. E direttamente da Rai Tre, gli otto monologhi di Saviano approdano in libreria, pubblicati da Feltrinelli (e mi auguro che questo sodalizio duri a lungo). Per chi come me ha seguito tutte le 4 puntate della trasmissione, queste non sono storie nuove eppure questo libro ha la straordinaria capacità di emozionarvi e di farvi indignare nuovamente. Forse perché, come dicevano i latini, Verba volant Scripta manent e queste storie messe nero su bianco acquistano una forza inarrestabile. Ognuno di questi racconti mi ha lasciato qualcosa: la storia d'amore fra Mina e Piergiorgio Welby mi ha fatto innamorare della vita nonostante sia spesso così crudele, perché il loro amore è stato così forte da sconfiggere anche la morte. La macchina del fango e i rifiuti mi hanno letteralmente fatto imbufalire, perché è inaccettabile che queste cose accadano in un paese "civile". Il racconto de L'Aquila è però quello che più mi ha segnata, facendomi commuovere nel leggere i nomi e i rispettivi sogni dei ragazzi della casa dello studente: non sono riuscita a trattenere le lacrime perché sapevo già come sarebbe finita per quel gruppo di ragazzi, colpevoli solo di essersi guadagnati, grazie alle borse di studio, un alloggio in uno stabile che sarebbe dovuto essere uno dei più sicuri. Loro non sono morti per il terremoto, sono stati ammazzati dall'incuria, dalla disonestà di chi ha usato sabbia e non cemento armato per le fondamenta! 
Questo libro non è solo un elenco di cosa non va in questo paese, ma è soprattutto un invito a non voltarsi dall'altra parte, ad essere partecipi della vita dell'Italia, a non fare finta di niente. Questo libro è un calcio all'indifferenza!!
Voto: 10

Citazione: "Ma non partecipare, ritenere che quello che ti succede intorno non ti riguardi, significa consegnare il Paese ai poteri che sanno organizzare e gestire il consenso, e che ti portano via tutto. Considerare lo Stato altro da noi significa perdere la possibilità del diritto. Lo Stato non è altro da noi, lo Stato siamo noi."

Edizione: Feltrinelli

Collana: Varia

Pagine: 144

Prezzo: 13,00 €

Anno: 2011

Codice ISBN: 978-88-07-49110-8


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