lunedì 8 agosto 2011

Sconto sì sconto no

Scrivo questo breve post per chiarire la mia posizione a proposito della legge appena approvata dal Senato italiano che fissa a 15% il tetto massimo di sconto applicabile ai libri. Parto da una piccola premessa: lungi da me voler difendere una qualsivoglia legge varata da questo folle governo che disapprovo in toto e non volendone nemmeno fare una questione politica cercherò di essere il più obiettiva possibile. 
La legge Levi, come detto poc'anzi, fissa un tetto massimo di sconto del 15% sui prezzi di copertina e  del 20% per casi particolari (quali fiere del libro o altre manifestazioni di particolare rilevanza) e lascia sconto libero (fino a un massimo del 25%) per le campagne promozionali realizzate direttamente dagli editori che potranno però avere una durata massima di un mese e che saranno vietate nel mese di dicembre. Tale legge entrerà in vigore a partire dal 1 settembre.
Ribattezzata anche Anti-Amazon, questa legge dovrebbe in linea teorica tutelare i piccoli librai che sempre più stanno soccombendo sotto la spietata concorrenza delle grandi catene e soprattutto dei grandi negozi on-line (uso il condizionale perché in questo paese è d'obbligo visto come vanno di solito le cose), per questo motivo mi sentirei di approvarla. Da anni inseguo il sogno di poter aprire una mia libreria, sogno che ho praticamente abbandonato perché così come è adesso il mercato editoriale avrei vita brevissima; inseguendo questo sogno però ho frequentato diversi corsi, sia per il mestiere di libraio sia per il lavoro in editoria e grazie a loro ho avuto modo di imparare tantissime cose che stanno dietro a questo mondo. Ad esempio quante persone lavorano affinché un libro possa uscire in libreria, motivo per il quale spesso i prezzi di copertina ci sembrano esorbitanti. Soprattutto però ho potuto notare quanto il mercato sia falsato: in questo momento quando un libario acquista dalla casa editrice lo fa ricevendo uno sconto sul prezzo di listino che varia dal 25/30% per una piccola libreria al 40/45% per una libreria di catena. Questo differenza fa sì che la Feltrinelli, per fare un esempio, ti rivenda poi lo stesso libro con uno cospicuo sconto mentre la libreria "Pinco Pallino" con uno sconto molto basso o addirittura nullo. In questa maniera le regole di mercato sono diverse per i vari operatori; forse varrebbe la pena uniformarle alla base. Il mio timore infatti è che questa legge possa riversarsi solo ed esclusivamente sul consumatore, affossando ancora di più un mercato già instabile. 

Io credo fortemente nel libero mercato, per questo vorrei che accanto alle varie Feltrinelli, FNAC, Mondadori e così via potessero continuare a vivere i vari piccoli librai, perché ognuno di questi operatori apporta qualcosa di buono al settore dei libri, ma in questo preciso momento il mercato è falsato, pende tutto a favore dei grandi gruppi. Ora, la mia domanda è: servirà questa legge a bilanciare le cose? Oppure danneggerà tutti quanti? In Francia, ad esempio, il tetto massimo di sconto è fissato al 5%, eppure i francesi leggono molto più di noi. In questo paese però (ed è questo il problema più grave) manca completamente una politica di sostegno alla cultura: qui chi legge è uno sfigato, un perditempo, chi lavora in ambito culturale è generalmente considerato un "fancazzista" (scusate il francesismo). Manca, è davvero il caso di dirlo una cultura alla cultura, (passatemi il gioco di parole) e in questo contesto una tale legge diventa un'arma a doppio taglio. Non sarebbe forse il caso di risolvere il problema a monte? Fare in modo che i libri escano direttamente dalle case editrici con prezzi più bassi? Trovo francamente illogico prendersela col libraio che applica uno sconto basso e non con l'editore che ti pubblica un libro a 25 €. Magari abbassare ulteriormente l'IVA o eliminarla del tutto sui prodotti culturali? Aiutare le piccole librerie e le piccole case editrici con incentivi e facilitazioni per spezzare così il monopolio dei grandi gruppi? 
Forse sarebbe anche il caso che le case editrici, soprattutto i colossi del mercato, perseguissero piani editoriali un po' diversi da quelli attuali, cercando magari di variare maggiormente l'offerta e smetterla di continuare a propinarci le solite cose, i soliti libri tutti uguali. Forse una maggiore attenzione al "prodotto libro" permetterebbe davvero di abbassare i prezzi ed elevarne la qualità. Spero che questa legge non esautori completamente gli editori dalle loro responsabilità, ma che anzi li spinga ad abbassare i prezzi.
In conclusione ritengo che questa legge abbia buonissimi propositi, ma se non verrà supportata da una adeguata politica che investa realmente nella cultura potrebbe provocar solo danni.
Voi cosa ne pensate di questa legge? Dite la vostra! Fatevi sentire!

8 commenti:

  1. purtroppo la triste verità è che al nostro governo della cultura non gli frega una cippa...che dire, è desolante...

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  2. Devo ancora approfondire la questione ma ritengo che tutto il sistema sia sbagliato e che l'autore del libro guadagni una percentuale bassissima (senza di lui non esisterebbe proprio il libro!!!!) è scandaloso, indipendentemente da tutto.
    A me non cambia quindi molto pagare più o meno un libro (se sapessi che tutti i soldi vanno all'autore pagherei anche molto di più!), e la cultura non verrà fermata, per fortuna esistono le biblioteche, i blog, internet!

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  3. Carissima Nicky, purtroppo è tristemente vero, aprire una libreria oggi è un bel sogno destinato a restare tale.
    E di certo, non è mettendo barriere agli sconti che si salveranno le librerie. Amazon e affini continueranno ad avere più possibilità di vendita semplicemente perché possono rivolgersi ad un pubblico infinite volte più numeroso. Io, del resto, compro in entrambi i modi e non posso pensare di non entrare in libreria per più di 15 giorni!
    Noi lettori continueremo a leggere, sì, spenderemo di più, sì, faremo qualche economia, sì, ma le possibilità per chi non legge quasi mai diventeranno sempre meno. E fondamentalmente, più in generale, è vero, il problema è che non esiste alcuna politica culturale (a partire da quanto accade nelle scuole, con tagli continui alle ore di studio).
    Ma sto facendo il dialogo dei massimi sistemi!
    Però si è capito che questa legge non mi piace, vero? Mi sembra inutile allo scopo dichiarato e deleteria per i consumatori.
    Ciao cara!

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  4. @Hob03: molto desolante!!!!

    @Anonimo: hai perfettamente ragione. Io ho visto un po' di cifre e ti assicuro che l'autore è praticamente quello che ci guadagna di meno (il che è abbastanza paradossale se non assurdo). In generale comunque i margini di guadagno sono abbastanza ristretti per tutti, perchè ci sono molti passaggi (almeno nove) perché un libro arrivi dall'autore al lettore e molti di questi passaggi non possono essere eliminati. Io per esempio eliminerei i distributori, che si prendono una bella percentuale

    @Sylvia: Hai ragione, per i non lettori sarà sempre più difficile avvicinarsi ad un libro, e dire che basterebbe veramente poco. Si potrebbe ed esempio pensare ad un sistema di sconti cospicui per gli under 25....ma come sempre è necessario avere un progetto culturale, cosa che qui non hanno nessuna intenzione di mettere in pratica.

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  5. Il problema in Italia è che della cultura non ne frega niente a nessuno...a questo governo in particolare, sebbene anche in passato non è che qualcuno si sia contraddistinto per il caso contrario...è che gli italiani leggono poco e non c'è nessun supporto utile, come dici tu, per migliorare la cosa...io credo che questa legge, che tu ha spiegato in maniera chiarissima e te ne ringrazio, nasce a quanto pare per aiutare i piccoli distributori ma secondo me è solo l'ennesima trovata per sfavorire tutti noi, clienti e non. C'è da dire inoltre che in Italia il prezzo dei libri è anche più alto che in altri paesi...ricordo perfettamente quando ho comprato tre libri in Spagna presso La casa del libro e ho speso un prezzo irrisorio rispetto a quello che avrei speso qui e come ne sono rimasta piacevolmente sorpresa. Insomma una legge del genere mi trova un pò indecisa, non so fino a che punto sia buona e fino a quanto invece sia negativa...forse riformulata in altro modo...forse prendendo questo paese e riformulandolo in altro modo sarei più contenta...ma la realtà è, purtroppo, ben diversa...

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  6. @Strawberry: sono pienamente d'accordo con te, bisognerebbe prendere l'Italia e rifarla dall'inizio sperando di non commettere gli stessi errori! Spero solo che questa legge non affossi definitivamente il mondo dei libri

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  7. Cara Nicky,
    non mi resta che quotare @Sylvia e @Strawberry, con il triste presagio che il peggio deve ancora venire...
    Ma i libri c'insegnano se sappiamo ascoltare, forse, noi amanti ed angeli custodi della Cultura riusciremo ad avere ragione prima o poi, non molliamo! :D

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  8. Carissima,
    spero davvero tu abbia ragione e che noi, non mollando mai, possiamo riuscire a far vincere la cultura!!

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