mercoledì 30 novembre 2011

L'ipnotista


Titolo: L'ipnotista
Autore: Lars Kepler
Titolo originale: Hypnotisören
Traduzione: Alessandro Bassini
Editore: Longanesi
Collana: La Gaja Scienza
Pagine: 585
Prezzo: 18,60 €
Formato: copertina rigida
Anno 1ª edizione originale: 2009
Anno 1ª edizione italiana: 2010
Genere: thriller
Codice ISBN: 978-88-304-2758-7
È già disponibile la versione economica edita da TEA.

Ti servono indizi.
Ti serve tempo.
Ti serve un movente.
Non avrai niente di tutto questo.

Trama: Si chiama Erik Maria Bark ed era l'ipnotista più famoso di Svezia. Poi qualcosa è andato storto e la sua vita è stata a un passo dal crollo. Ha promesso pubblicamente di non praticare mai più l'ipnosi e per dieci anni ha mantenuto quella promessa. Fino a oggi. Oggi è l'8 dicembre, è una notte assediata dalla neve ed è lo squillo del telefono a svegliarlo di colpo. A chiamarlo è Joona Linna, un commissario della polizia criminale con l'accento finlandese. C'è un paziente che ha bisogno di lui. È un ragazzo di nome Josef Ek che ha appena assistito al massacro della sua famiglia: la mamma e la sorellina sono state accoltellate davanti ai suoi occhi, e lui stesso è stato ritrovato in un lago di sangue, vivo per miracolo. Josef è ricoverato in grave stato di choc, non comunica con il mondo esterno. Ma è il solo testimone dell'accaduto e bisogna interrogarlo ora. Perché l'assassino vuole terminare l'opera uccidendo la sorella maggiore di Josef, scomparsa misteriosamente. C'è solo un modo per ottenere qualche indizio: ipnotizzare Josef subito. Mentre attraversa in auto una Stoccolma che non è mai stata così buia e gelida, Erik sa già che infrangerà la sua promessa. Accetterà di ipnotizzare Josef. Perché, dentro di sé, sa di averne bisogno. Sa quanto gli è mancato il suo lavoro. Sa che l'ipnosi funziona. Quello che l'ipnotista non sa è che la verità rivelata dal ragazzo sotto ipnosi cambierà per sempre la sua vita. Quello che non sa è che suo figlio sta per essere rapito. Quello che non sa è che il conto alla rovescia, in realtà, è iniziato per lui.
(dal risvolto di copertina)

Giudizio personale: Ci sono alcuni libri davvero difficili da valutare; li inizi piena di aspettative e poi durante la lettura non fai altro che cambiare opinione, un giorno ti piace subito dopo lo trovi noioso, una pagina ti sorprende e quella dopo ti lascia basito, ma non in senso positivo. Ecco L'ipnotista è esattamente uno di questi, e ancora adesso che l'ho terminato mi riesce difficile dare un giudizio netto. L'incipit promette molto bene, e da subito si è catturati dalla trama, intrigante e inquietante allo stesso tempo. L'idea di base, infatti, è interessante e il fattore ipnosi mi ha affascinato parecchio. Quello che mi ha lasciato più perplessa però è stato l'involucro, il modo in cui tutta la storia è stata confezionata. Mi spiego meglio: il romanzo è narrato al tempo presente, scelta sicuramente non molto comune, e il racconto è affidato ad un narratore onnisciente che segue i vari protagonisti. Questo connubio di scelte, tempo verbale e narratore, fa sì che il lettore mantenga una certa distanza dalla narrazione: non so da dove arrivi questa sensazione, non so spiegarlo, ma per tutto il tempo è stato come se non riuscissi mai davvero a farmi coinvolgere dalla storia, come se ci fosse un distacco difficilmente colmabile. A questo va aggiunta una narrazione spesso prolissa e ricca di dettagli francamente poco rilevanti ai fini del racconto: soprattutto nella prima metà del libro infatti l'autore si dilunga frequentemente nella descrizione di particolari marginali che possono distrarre il lettore da una trama che invece sarebbe decisamente di buon livello se solo fosse un po' più scarna e diretta. Lo stesso plot narrativo, che come dicevo poc'anzi, è molto interessante presenta però diversi alti e bassi, per cui a un certo punto il finale diventa non dico prevedibile, ma di facile intuizione. Lascia un po' disorientati l'atmosfera che pervade tutto il romanzo, cupa e fredda come il dicembre svedese che fa da sfondo alla storia, e soprattutto il contesto sociale in cui i protagonisti si muovono, fatto di adolescenti con gravi problemi e atteggiamenti che definirei a dir poco preoccupanti. Anche i personaggi mi hanno lasciata soddisfatta solo a metà. Il commissario, Joona Linna è sicuramente il mio preferito: caparbio e ostinato, è un poliziotto normale, non il classico supereroe belloccio e dal passato torbido che spesso troviamo nei thriller. È un uomo come tanti, molto bravo nel suo lavoro e senza troppe manie di protagonismo. Anche Erik non mi è dispiaciuto, specie nella seconda parte del romanzo, quando finalmente si libera di quanto gli pesa sulle spalle e mette tutto se stesso per ritrovare suo figlio. Simone, la moglie di Erik, invece proprio non l'ho digerita: insopportabile dalla prima all'ultima riga. 
Posso concludere dicendo che è stata una lettura non del tutto negativa, ma sicuramente tutto il clamore e la pubblicità creati attorno a questo romanzo sono stati a mio avviso un po' esagerati.
Voto: 6 -


Colonna sonora: Karmacoma dei Massive Attack
Istruzioni per l'uso: se cercate l'erede di Stieg Larsson credo abbiate sbagliato libro


Buona Lettura!

1 commento:

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