mercoledì 18 aprile 2012

Le braci


Titolo: Le braci
Autore: Sándor Márai
Titolo originale: A gyertyák csonkig égnek
Traduzione: Marinella D'Alessandro con il contributo della Hungarian Book Foundation
Editore: Adelphi
Collana: Gli Adeplhi
Pagine: 181
Prezzo: 10,00 €
Formato: brossura
Anno 1ª edizione italiana: 1998
Genere: narrativa ungherese
Codice ISBN: 978-88-459-2257-2


Trama: Dopo quarantun anni, due uomini, che da giovani sono stati inseparabili, tornano a incontrarsi in un castello ai piedi dei Carpazi. Uno ha passato quei decenni in Estremo Oriente, l'altro non si è mosso dalla sua proprietà. Ma entrambi hanno vissuto in attesa di quel momento. Null'altro contava per loro. Perché? Perché condividono un segreto che possiede una forza singolare: "una forza che brucia il tessuto della vita come una radiazione maligna, ma al tempo stesso dà calore alla vita e la mantiene in tensione". Tutto converge verso un "duello senza spade" ma ben più crudele. Tra loro, nell'ombra il fantasma di una donna.
(dalla quarta di copertina)

Giudizio personale: Per troppo tempo ho rimandato la lettura di questo romanzo. Per troppo tempo la mia mano ne ha sfiorato la copertina per poi passare ad altri libri. Pessimo errore. Perché questo romanzo mi ha conquistata, dalla prima all'ultima riga. In questo libro c'è tutto: un'amicizia fortissima, l'amore, il tradimento, la vendetta. Non manca davvero niente. Il protagonista è Henrik, vecchio generale dell'Impero austro-ungarico ormai in pensione, che si prepara a ricevere l'amico di vecchia data Konrad. I due, che per oltre vent'anni erano stati legati da un fortissimo sentimento d'amicizia, non si vedono da tantissimo tempo. Da quarantun anni per l'esattezza. Henrik ha atteso questo momento, consapevole che prima o poi sarebbe arrivato, e quando Konrad varca la soglia del castello che per anni era stata la sua seconda casa, ha inizio un viaggio nel tempo che ricostruisce le fasi salienti di un'amicizia straordinaria e di una vita vissuta in attesa di risposte. 
Leggere questo libro è un susseguirsi di emozioni. Non puoi non appassionarti a questa amicizia, nata per caso e sbocciata con la forza di un vulcano in eruzione. Non puoi non chiederti cosa possa essere successo di così grave da tenere lontane due persone per così tanti anni. Non puoi non partecipare emotivamente al racconto di Henrik che, per buona parte del romanzo, porta avanti un monologo avvincente e coinvolgente fino a tenerti incollato alle pagine con la stessa tensione che solo un giallo di ottima fattura sa creare. Perché fino all'ultima pagina ci sono domande a cui vorresti venisse data una risposta, ci sono dubbi e misteri da scogliere. Assistere a questo dialogo (anche se Konrad si esprime pochissimo) è qualcosa di meraviglioso. Traspare, in ogni parola, la saggezza e la consapevolezza che Henrik ha maturato nel corso degli anni. Lui è un uomo dai principi saldi, attento e meditabondo, che pesa le parole come fossero d'oro massiccio. La riflessione che lui fa è ad ampio respiro, tocca svariati punti, ma il fulcro vero di tutto è l'amicizia, nel senso più letterale del termine. Lui è in cerca di risposte, eppure non è rancoroso; vuole un perché ma non lo pretende. 
La storia, di per sé, non è certamente la più originale che abbia letto, ma la sua evoluzione e soprattutto lo stile di Márai ne fanno un vero capolavoro. La padronanza di linguaggio, il modo in cui le parole scorrono sulla carta è sublime. Vi sembrerà di essere in quel freddo salone, ad ascoltare dalla viva voce dei protagonisti un racconto emozionante e travolgente, oppure vi aggirerete con la mente per le vie di Vienna per vedere con i vostri occhi cosa combinano Henrik e Konrad. La struttura è costruita sapientemente, con salti temporali che ricreano perfettamente le atmosfere dell'epoca. Un vero gioiello. 
Credo anche che un romanzo come questo poteva avere come protagonisti solo due uomini, non sarebbe stato possibile con due donne. Non fraintendetemi, io sono un'accanita sostenitrice dell'amicizia femminile, ma credo, e questo libro ne è un esempio, che quella maschile abbia un qualcosa in più. Ovviamente sto generalizzando, ma spesso mi sembra che noi donne tendiamo ad essere più rancorose, a volte perfino più meschine. L'epilogo di questa storia è possibile anche e soprattutto perché si parla di uomini. Nonostante il dolore, le domande senza risposta, la fiducia tradita, gli anni, nonostante tutto questo Henrik e Konrad, quando si rivedono, si stringono la mano, il gesto forse più emblematico di tutto il libro.
Voto: 9


Citazione: "Perché la passione non si piega alle leggi della ragione, non si cura minimamente di quello che riceverà in cambio, vuole esprimersi fino in fondo, imporre la sua volontà, anche se in cambio non ottiene altro che sentimenti mansueti, amicizia e indulgenza. Ogni vera passione è senza speranza, altrimenti non sarebbe una passione ma un semplice patto, un accordo ragionevole, uno scambio di banali interessi."


Colonna sonora: Time dei Pink Floyd
Consigliato: consigliatissimo a tutti 


Buona Lettura!

6 commenti:

  1. Se hai letto soltanto questo libro, ti consiglio anche L'eredità di Eszter, un romanzo minore ma che mi ha molto affascinata. Protagonisti una donna e il suo animo... ma non ti svelo nulla!!!!
    Le braci mi è piaciuto molto :)

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    1. Grazie, me lo segno subito. Lo stile di Marai mi è piaciuto tantissimo e sono curiosa di leggere altre sue opere. :-)

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  2. molto interessante! Ho visto spesso questo libro in libreria e il suo titolo e la sua copertina adelphi violetta con dipinto di Klimt mi hanno sempre attirato. Vista la tua recensione mi sa che è ora di prenderlo e leggerlo :D

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    1. la copertina è davvero una meraviglia, semplice ed efficace. Fammi sapere se ti è piaciuto ;)

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  3. ma lo sai che stavo pensando a questo libro proprio in questi giorni? L'ho visto con gli sconti adelphi e pensavo di comprarlo...in realtà vorrei leggerlo da tempo...ora mi hai convinto definitivamente! ^^

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    1. bene bene, mi fa piacere :-) Sono sicura ti piacerà

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