martedì 14 giugno 2011

Autopsia virtuale

AUTOPSIA VIRTUALE
di Patricia Cornwell


Trama: Kay Scarpetta si trova al Port Mortuary di Dover, luogo in cui vengono smistati i caduti in guerra dell'esercito americano, per uno speciale corso di addestramento sulle autopsie virtuali. A causa di un fatto molto grave dovrà anticipare il suo rientro a Boston, presso il CFC il nuovo centro di medicina legale da lei diretto. Nella cella frigorifero del centro infatti, un uomo, apparentemente morto per cause naturali, ha cominciato a sanguinare. Cosa è successo davvero? L'uomo, ancora senza identità, era stato chiuso nella sacco mortuario ancora vivo? A queste e a mille altre domande dovrà cercare di dare una risposta la dottoressa Scarpetta il cui lavoro e la cui reputazione sono in serio pericolo.

Giudizio personale: Caotico: è la prima parola che mi viene in mente per descrivere questo romanzo. Caotico perché l'impressione è che ci siano davvero troppe cose, troppo informazioni concentrate in poche pagine e riversate sul lettore tutte insieme. La prima parte del libro infatti è costituita da un agglomerato informe di dati e notizie che travolgono il lettore creando non poca confusione e il rischio di non seguire con fluidità la trama. Anche perché il romanzo si svolge in soli 3 giorni ai quali però vanno aggiunti i continui riferimenti a fatti accaduti mesi o settimane prima e soprattutto il passato di Kay, assolutamente nuovo anche per i più affezionati fan della Cornwell, ovvero la carriera militare della nostra anatomopatologa preferita. Una cosa positiva, invece, che si nota sin dalle prime righe è il ritorno alla narrazione in prima persona abbandonata dopo L'ultimo distretto in favore di una meno efficace narrazione in terza persona. In questo modo possiamo seguire il prosieguo delle indagine attraverso la "voce" della protagonista, accompagnati dai suoi pensieri e dalle sue emozioni: Kay Scarpetta è una donna forte, di prestigio, carismatica, ma come tutte le donne è anche piena di dubbi e insicurezze, sia a livello lavorativo sia nella vita privata, e sono proprio queste insicurezze a renderla più umana, più "vera". Un'altra nota positiva è la definitiva conclusione della lunghissima serie di eventi legata alla "morte inscenata" di Benton, vicenda che ha visto finalmente la parole fine nel precedente romanzo, Il fattore Scarpetta e che in questo libro viene menzionata velatamente solo una volta, una sorta di nuovo inizio che si accompagna al progressivo miglioramento qualitativo cominciato con Kay Scarpetta. Nei romanzi della Cornwell, che io ho amato tantissimo, c'è infatti questa strana e incomprensibile parentesi che, partendo da Calliphora, segna un cambiamento repentino e radicale, non soltanto nell'intreccio narrativo ma anche e soprattutto a livello stilistico tanto che a volte mi ha fatto persino dubitare che a scrivere questi libri fosse la stessa Cornwell. Tuttavia, nonostante i lati positivi sopra citati, ancora non siamo tornati ai livelli di un tempo, forse perché Kay Scarpetta è un personaggio che ha già dato tutto, è stato spremuto e sviscerato fino all'osso e per quanto si possa ancora scavare nel suo passato non so se valga davvero la pena sfruttarlo ancora in maniera così massiccia. Anche il genere letterario è ormai destinato a cambiare: non abbiamo più a che fare con un thriller classico ma sempre più ci avviciniamo alla letteratura d'azione, quasi spionaggio, visto che Governo, esercito e agenzie varie trovano sempre più spazio nel plot narrativo. Ora io non mi aspetto di incontrare un maggiordomo assassino, ma questa virata sempre più netta nell'intricato scenario dei complotti e delle macchinazioni politiche non è sempre efficace. A questo va aggiunta la tendenza a finali sempre più frettolosi. Possibile che per 350 pagine siamo bombardati da elucubrazioni mentali di ogni tipo, domande continue sul come, il dove e il perché apparentemente senza uscita e poi nel giro di mezzo capitolo si arrivi all'happy end? Fatte tutte queste considerazioni non mi sento di bocciare questo romanzo, forse per via dell'affetto che provo per questa autrice: direi una storia discreta, comunque ben scritta, ma c'è ancora da lavorare...
Voto: 6,5

Titolo originale: Port Mortuary
Traduzione: Annamaria Biavasco, Valentina Guani
Edizione: Mondadori
Collana: Omnibus
Pagine: 369
Prezzo: 20,00 €
Anno 1ᵃ edizione originale: 2010
Anno 1edizione italiana: 2011
Codice ISBN: 978-88-04-61137-0



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