sabato 1 febbraio 2014

GLI SDRAIATI di Michele Serra


Titolo: Gli sdraiati
Autore: Michele Serra
Editore: Feltrinelli
Collana: I Narratori
Pagine: 108
Prezzo: 12,00 €
Formato: brossura
Anno 1ª edizione: 2013
Genere: narrativa
Codice ISBN: 978-88-07-01834-3

Trama: Forse sono di là, forse sono altrove. In genere dormono quando il resto del mondo è sveglio, e vegliano quando il resto del mondo sta dormendo. Sono gli sdraiati. I figli adolescenti, i figli già ragazzi. Michele Serra si inoltra in quel mondo misterioso. Non risparmia niente ai figli, niente ai padri. Racconta l’estraneità, i conflitti, le occasioni perdute, il montare del senso di colpa, il formicolare di un’ostilità che nessuna saggezza riesce a placare. Quando è successo? Come è successo? Dove ci siamo persi? E basterà, per ritrovarci, il disperato, patetico invito che il padre reitera al figlio per una passeggiata in montagna? Fra burrasche psichiche, satira sociale, orgogliose impennate di relativismo etico, il racconto affonda nel mondo ignoto dei figli e in quello almeno altrettanto ignoto dei “dopopadri”. Gli sdraiati è un romanzo comico, un romanzo di avventure, una storia di rabbia, amore e malinconia. Ed è anche il piccolo monumento a una generazione che si è allungata orizzontalmente nel mondo, e forse da quella posizione riesce a vedere cose che gli “eretti” non vedono più, non vedono ancora, hanno smesso di vedere.
(dal risvolto di copertina)

Giudizio personale: Il rapporto genitore/figli è forse il più complesso che l'evoluzione della specie abbia generato. Passano i secoli e i millenni, ma questo legame indissolubile è e sarà sempre quanto di più contorto ci possa essere nella nostra vita. Noi (i figli) non capiamo loro, loro (i genitori) non capiscono noi e così via, in circolo vizioso senza possibilità di soluzione. Tantissimi libri sono stati scritti a tal proposito, innumerevoli trattati e manuali di "sostegno", e anche Michele Serra ha voluto dire la sua, con la grazia e l'ironia che da sempre lo contraddistinguono. 
Una piccola premessa, però, mi è d'obbligo prima di questa recensione: io adoro Michele Serra. Amo alla follia il suo stile, la sua ironia e gli invidio tantissimo la sua meravigliosa capacità di sintesi: cosa non darei per saper racchiudere il mio pensiero su qualsivoglia argomento nelle favolose 10 righe dell'Amaca. Questa piccola digressione per prepararvi al fatto che forse il post che seguirà non brillerà molto per obiettività… Ma torniamo a noi...
In questo breve romanzo, se così può essere definito Gli sdraiati, Serra racconta il complicato rapporto di una padre, Serra, con il figlio adolescente. Complicato perché, come è giusto che sia, questo padre e questo figlio proprio non si capiscono. Il giovane è un po' lo stereotipo dell'adolescente dei nostri giorni: perennemente attaccato a smartphone e computer, annoiato il più delle volte, zero interessi degni di nota e un attaccamento quasi morboso al divano dove è, appunto, sdraiato il più delle volte. Più che evoluzione della specie un'involuzione, un ritorno all'età della pietra.
Il padre guarda il figlio, lo osserva incuriosito, ne "studia" i rapporti sociali e le mode, si lamenta della  sua insofferenza e la sua mancanza di interesse per ciò che lo circonda, consapevole però che per ogni padre, in qualsiasi momento storico, la propria generazione è stata migliore di quella successiva.
La narrazione procede poi su due binari paralleli: se da una parte abbiamo questo incontro/scontro genitore-figlio, dall'altra Serra ci racconta di un futuro in cui si scatenerà una guerra fra giovani e vecchi, la Grande Guerra Finale. E in questa parte di libro, si immagina legioni di vecchie cariatidi, in numero molto superiore rispetto ai ragazzi del Fronte di Liberazione Giovanile, pronte a tutto pur di vincere, ben sapendo che gli anni che resta loro da vivere non sono molti.
Questo alternarsi della trama, questo intreccio tra un presente esilarante e un immaginario (mica tanto) futuro gerontocratico trasportano il lettore in questa storia di sincero e profondo amore paterno, tra diversità e incomprensioni che un po' tutti abbiamo vissuto.
Una lettura davvero piacevole e consigliata.
Voto: 7,5

Citazione: "Tu che hai difronte un dopopadre esitante e in fondo complice, possibile che non capisca la fortuna che hai? Lo so bene che non basta, come Senso della Vita, un water pulito. Non sono così cretino. Ma il brivido (inedito nei secoli) di una relativa libertà, possibile che debba generare solo sciatteria e malessere, pigrizia e malumore, e non, anche, la condivisione di un sollievo, quello di avere finalmente abbattuto, tutti insieme, quel totem inumano, feroce, castrante che è l'Assoluto?"

Colonna sonora: Father and son di Cat Stevens
Consigliato: a chi ha voglia di regalarsi un pomeriggio di ironia.

Buona lettura!

1 commento:

  1. Sai che non ho mai letto nulla di Serra? Forse potrei recuperare con questo... :-)

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