Visualizzazione post con etichetta Italo Calvino. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Italo Calvino. Mostra tutti i post

giovedì 23 febbraio 2012

Il visconte dimezzato


Titolo: Il visconte dimezzato
Autore: Italo Calvino
Editore: Mondadori
Collana: Oscar Mondadori
Pagine: 91
Prezzo: 8,00 €
Formato: brossura
Anno 1ª edizione: 1952
Genere: narrativa italiana, narrativa per ragazzi
Codice ISBN: 978-88-04-37087-1


Trama: Il Visconte Medardo di Terralba rimane gravemente ferito durante la guerra contro i turchi: cannonata lo colpisce in pieno, dividendolo in due parti. In patria infatti, fa ritorno solo la sua metà destra. Quella appena rientrata a Terralba però, è una metà cattiva e priva di compassione, che semina il terrore fra la popolazione. Nel giro di breve tempo il visconte matura il desiderio di prendere moglie e comincia così a ricattare Pamela, giovane contadina, perché acconsenta a sposarlo. La situazione si complica quando anche la metà sinistra di Medardo, quella buona, torna in patria e anch'egli chiede in moglie Pamela.

Giudizio personale: Recensire Calvino è praticamente impossibile. O forse inutile. Inutile perché Calvino non ha bisogno di presentazioni, né tantomeno di una pazza amante della lettura che ne parla sul suo blog (ehm, presente), senza la necessaria competenza per farlo a dovere. Calvino è unico. Per il suo stile meraviglioso, per le sue storie surreali, per i personaggi che riesce a creare plasmandoli con fantasia e ingegno. Io amo Calvino, lo amo di un amore folle proprio come folle è questo romanzo. Il protagonista, Medardo di Terralba, è un visconte da poco partito per la guerra contro i turchi. Appena arrivato sul campo di battaglia però, viene colpito da una palla di cannone che lo divide a metà. Salvato dai medici del campo, fa ritorno a casa sconvolgendo tutta la popolazione di Terralba, che vede tornare al castello solo la metà destra del visconte. Ben presto, gli abitanti della valle si rendono conto che Medardo è stato diviso in due non soltanto in senso fisico, ma anche caratterialmente: a Terralba infatti è tornata la metà cattiva. Il visconte, perfido e malvagio passa le sue giornate a fare dispetti e a condannare a morte le persone colpevoli di aver commesso anche solo un minimo reato. Ma ancor più scompiglio è destinato a crearsi quando anche la metà buona del visconte torna in patria. 
Questa favola moderna è una piccola perla della letteratura italiana. Sempre in bilico fra il surreale e il fiabesco, la storia del visconte è anche un po' la nostra storia. Ognuno di noi infatti, può dire di combattere una guerra intestina, più o meno intensa, fra la sua parte razionale e quella più istintiva, fra il suo lato più magnanimo e quello più cinico. Medardo, letteralmente diviso in due, non ha più mezze misure, e né il suo lato buono né quello malvagio trovano pace: sono esseri incompleti, che estremizzando ogni loro azione si rendono insopportabili a chiunque. Non è un caso che Calvino descriva sia il Gramo che il Buono (così vengono chiamate le due metà) perennemente in condizioni di instabilità fisica, sempre alla ricerca di un supporto. Sono alla ricerca di un equilibrio che la loro condizione fisica rende impossibile, così come l'uomo moderno cerca di mediare fra i suoi istinti e il suo raziocinio: è un equilibrio difficile da trovare, e una volta raggiunto sarà sempre precario, ma è ciò a cui tutti ambiscono. Il visconte dimezzato è una piccola grande metafora dell'uomo e del mondo moderno, che sempre più aspira alla perfezione. Ma Calvino ci insegna che la perfezione non esiste, e che anche se esistesse sarebbe terribilmente noiosa: basta leggere le avventure del Buono, che in un primo momento è ben voluto da tutti, ma che poi è destinato anch'egli alla solitudine perché ogni sua buona azione, ogni suo sentimento è estremo, privo di obiettività e di mezze misure. La vita però non è solo bianca o nera, è ricca di migliaia di sfumature, ognuna delle quali ci arricchisce e ci rende più completi, un piccolo pezzo alla volta.
Il Visconte dimezzato è il primo romanzo della cosiddetta Trilogia Araldica, di cui fanno parte anche Il barone rampante e Il cavaliere inesistente.
Voto: 8,5

Citazione: "O Pamela, questo è il bene dell'esser dimezzato: il capire d'ogni persona e cosa al mondo la pena che ognuno e ognuna ha per la propria incompletezza. Io ero intero e non capivo, e mi muovevo sordo e incomunicabile tra i dolori e le ferite seminati dovunque, là dove meno da intero uno osa credere. Non io solo, Pamela, sono un essere spaccato e divelto, ma tu pure e tutti. Ecco io ora ho una fraternità che prima, da intero, non conoscevo: quella con tutte le mutilazioni e le mancanze del mondo."


Colonna sonora: Viva la vida dei Coldplay
Consigliato: ai bambini, ma soprattutto ai grandi


Buona Lettura!

lunedì 6 settembre 2010

Vita sugli alberi

IL BARONE RAMPANTE
di Italo Calvino


" Un ragazzo sale su di un albero, si arrampica tra i rami, passa da una pianta all'altra, decide che non scenderà più. L'autore di questo libro non ha fatto che sviluppare questa immagine e portarla alle estreme conseguenze: il protagonista trascorre l'intera vita sugli alberi, una vita tutt'altro che monotona, anzi: piena d'avventure, e tutt'altro che da eremita, però sempre mantenendo tra sé e i suoi simili questa minima ma invalicabile distanza." Italo Calvino, 1965

Trama: La storia inizia il 15 giugni del 1757. Cosimo Piovasco di Rondò, figlio di un aristocratica famiglia ligure ormai in decadenza, in seguito ad una banale discussione avuta durante un pranzo con il padre, sale su un albero del grande giardino. Da principio sembra un capriccio, un alzata di testa di un ragazzino in cerca d'avventura. In realtà è solo l'inizio di una lunga vita passata sugli alberi, senza mai più mettere un solo piede a terra. E Cosimo, passando di ramo in ramo, vivrà avventure fantastiche e amori intensi.

Giudizio personale: 9 Lo confesso, sono follemente innamorata di Cosimo!! Così anticonformista, così intelligente e fuori dagli schemi, sempre e fino all'ultimo coerente con se stesso. Un romanzo che ho amato alla follia, scritto (lo so, è banale dirlo) magistralmente da Calvino, che consegna a Biagio, fratello di Cosimo, il compito di raccontarci queste mirabolanti avventure, rendendo così ancora più netta ed evidente la differenza tra i due fratelli. Biagio infatti è l'emblema della banalità, sempre ligio ai suoi doveri, mai una parola di troppo, mai un'azione o un comportamento degni di nota, è un uomo che potremmo definire prevedibile. Cosimo al contrario è un precursore dei tempi, libero, sempre pronto ad aiutare gli altri, coraggioso e rivoluzionario. L'ambientazione, a cavallo fra il '700 e l'800, periodo ricco di avvenimenti storici, fornisce a Cosimo, studioso di filosofia e politica, l'opportunità di esprimere le proprie opinioni a proposito di un mondo che capisce sempre meno, e di intrattenere rapporti con personaggi quali Diderot e Rousseau. La scrittura di Calvino è accattivante, ironica, pungente, non vorresti mai staccarti dalle pagine di questo romanzo, che è indubbiamente uno dei miei preferiti. Ve lo consiglio vivamente!
Il Barone rampante fa parte della Trilogia Araldica, insieme a Il Visconte Dimezzato e a Il Cavaliere inesistente. 

Citazioni: "Tutte belle cose, però io avevo l'impressione che in quel tempo mio fratello non sole fosse del tutto ammattito, ma andasse anche un poco imbecillendosi, cosa questa più grave e dolorosa, perché la pazzia è una forza della natura, nel male e nel bene, mentre la minchioneria è una debolezza della natura, senza contropartita."

"Insomma, c'erano anche da noi tutte le cause della Rivoluzione francese. Solo che noi non eravamo in Francia, e la Rivoluzione non ci fu. Viviamo in un paese dove si verificano sempre le cause e non gli effetti."

Edizione: Mondadori

Pagine: 263

Prezzo: 9,00 € 

Anno: 1957




Italian Blogs for Darfur
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...