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domenica 16 febbraio 2014

Un tè con Jane Austen

Metti un sabato pomeriggio in una piccola libreria del centro di Bologna. Metti un cospicuo gruppo di donne appassionate di Jane Austen. Metti diverse blogger che finalmente passano dalla conoscenza virtuale a quella reale. E aggiungici tè e pasticcini. Shakera un po' e otterrai un piacevolissimo pomeriggio di chiacchiere e libri.
Questo è quello che, in poche parole, è successo ieri pomeriggio e di cui mi accingo a farvi un breve riassunto.

Per cominciare partiamo dalla Jane Austen Society of Italy (Jasit), associazione culturale nata con l'obiettivo di promuovere e divulgare la conoscenza e lo studio di Jane Austen. L’intento principale dei fondatori è, cito testualmente dal sito,  "quello di rendere facilmente reperibili al pubblico italiano le informazioni, il materiale, la documentazione, i libri che altrimenti sarebbero disponibili solo in lingua inglese – e, quindi, non fruibili da parte di chi non ha dimestichezza con la lingua madre di Jane Austen."
Questa straordinaria associazione è stata creata da 5 altrettanto meravigliose persone (molti di voi le conosceranno già):
- Marina (Ipsa legit)
- Giuseppe (Jane Austen.it)

Ma veniamo a ieri pomeriggio. Le ragazze (e il ragazzo ^-^) di Jasit hanno organizzato un appuntamento di chiacchiere, tè e pasticcini interamente dedicato alla nostra mitica zia Jane. Grazie a loro e all'ospitalità della Libreria delle Donne di Bologna, posso dire di aver passato un pomeriggio davvero piacevole. Innanzi tutto dove c'è Jane io mi sento felice. Un'autrice che amo profondamente e che trovo estremamente moderna e anticonformista, molto più moderna di tante scrittrici contemporanee. Si è parlato molto di Orgoglio e Pregiudizio (romanzo che come sapete amo moltissimo) e della sua formidabile protagonista, Elizabeth Bennet. Poi si è passati all'ormai consolidato fenomeno dei derivati austeniani, che sono davvero tantissimi. Dalle ormai celeberrime serie create da Carrie Bebris e Stephanie Barron fino ai diari di Amanda Grange. Alcuni li conoscevo già molto bene, di altri ho preso nota perché qualche titolo che mi era sfuggito (ad esempio La zitella illetterata). È stata poi la volta di Mainsfield Park, romanzo di cui quest'anno ricorre il bicentenario. Questo è l'unico, insieme ad Emma, che ancora non ho letto, e sentirne parlare con così tanto trasporto ha stuzzicato ulteriormente la mia curiosità. Bè credo non ci sia modo migliore per festeggiare i duecento anni di un romanzo se non leggerlo per la prima volta… Non si è parlato poi solo di libri: una parte dell'incontro è stata infatti dedicata ai luoghi della Austen. Bath, Steventon, Chawton. Sentire Silvia raccontare il suo viaggio in questi luoghi ha solleticato la mia perenne voglia di viaggiare e già la mia mente sta cercando di organizzare una spedizione alla volta dell'Inghilterra, alla scoperta dei territori austeniani.
Il pomeriggio si è più o meno concluso così, fra amichevoli chiacchiere e qualche bella tazza di tè. Ma la parte più bella dell'intera giornata è stata la carrambata finale, ovvero l'incontro fra blogger.
All'appuntamento di ieri, infatti, ho partecipato insieme a Valentina (Peek a Book), che conosco da ormai quasi un anno e con la quale ho instaurato un bellissimo rapporto, e Sabina (Una fragola al giorno) che ho conosciuto proprio ieri (anche se ormai mi sembrava di conoscerla da sempre). Al termine dell'incontro poi abbiamo conosciuto Petra, Gabriella e Silvia. Forse a qualcuno sembrerò un po' pazza, ma per me è stato davvero un bel momento. Dopo esserci scritte, dopo aver commentato vicendevolmente i rispettivi blog per tanto tempo, è stato bello associare una persona reale ai nostri alter ego virtuali. Insomma dal tanto bistrattato internet ogni tanto nasce qualcosa di buono. 

Quello di ieri è stato davvero un bellissimo pomeriggio, che spero possa ripetersi presto.

mercoledì 14 marzo 2012

Persuasione


Titolo: Persuasione
Autrice: Jane Austen
Titolo originale: Persuasion
Traduzione: Anna Luisa Zazo
Editore: Mondadori
Collana: Oscar Classici
Pagine: 324
Prezzo: 8,40 €
Formato: brossura
Anno 1ª edizione originale: 1818
Genere: classici, letteratura inglese
Codice ISBN: 978-88-04-50149-7


Trama: Il libro narra le contrastate vicende di due giovani, Anne, figlia di un Lord, e Frederick, ufficiale di marina. I due si amano, ma la ragazza presto si lascia persuadere dalla famiglia a rinunciare all'innamorato, di natali troppo umili. Frederick scompare per sette anni: quando torna, è un uomo ricco e influente, ma ancora pieno di rancore per essere stato abbandonato da Anne. Costei, ormai donna, si rende conto di averlo sempre amato, e solo dopo lunghi tentativi riuscirà a superare l'ostilità e il risentimento dell'uomo.

Giudizio personale: Quando, nell'estate 2009, lessi l'ultima riga di Orgoglio e pregiudizio credevo che nessun altro romanzo austeniano avrebbe potuto rapirmi così tanto e in maniera così profonda. Certo, in seguito, sono rimasta colpita e mi sono innamorata anche di Ragione e sentimento e ancor di più di Northanger Abbey, romanzi che ragioni diverse amo molto. Ma già dopo pochissime pagine di questo romanzo ho percepito che stava succedendo di nuovo, ho capito che ancora una volta la nostra mitica zia Jane mi aveva colpita dritta al cuore. Oh, se solo poteste vedere la mia faccia ora, mentre maldestramente cerco di fare un po' di chiarezza in questa testolina un po' pazza, per cercare di mettere qui, nero su bianco, tutte le emozioni e le sensazioni che Persuasione ha scatenato. Protagonista di questa meraviglia della letteratura inglese è Anne, una giovane donna, figlia di Sir Walter Elliot. Seconda di tre sorelle e orfana di madre, vive in una famiglia in cui il culto per il titolo nobiliare acquisito è pressoché la base fondante su cui poggiano tutti i rapporti che il padre e la sorella maggiore intraprendono. Non a caso l'incipit del romanzo descrive quanto Sir Walter sia "ossessionato" dal Baronetage, il libro in cui vengono elencate e descritte le famiglie dei baronetti inglesi: per lui è una sorta di Bibbia, che cura e legge ogni qualvolta ne sente il bisogno. Anne, a differenza del padre e delle sorelle, non dà peso al rango familiare e si innamora, ricambiata, di Frederick, giovane ufficiale di marina. Quando i due innamorati decidono di sposarsi trovano sulla loro strada due ostacoli insormontabili: la ferma intenzione di Sir Walter a non dare in sposa la figlia a un semplice ufficiale e l'opposizione di Lady Russell, amica della defunta madre di Anne, che non ritiene Frederick all'altezza della sua prediletta. Persuasa da due figure così importanti, Anne rinuncia al matrimonio. A distanza di quasi otto anni, però, il destino farà incontrare nuovamente i due giovani, e per Anne comincia un'altalena di emozioni, sempre incerta fra il desiderio di poter parlargli o anche solo vederlo e il timore che la rabbia e il rancore per il torto subito non si siano ancora assopiti per lui. 
Indubbiamente il romanzo più romantico della Austen, Persuasione ha esercitato su di me una forza impressionante, tenendomi legata alle sue pagine con una tensione emotiva che non credevo fosse possibile. Un po' come, passatemi l'assurdo paragone, leggendo un bel thriller si incede nella trama con un'ansia e una tensione crescente fino all'epilogo inaspettato. Ecco, leggendo quest'opera io ero proprio così, ansiosa di proseguire, fremendo ad ogni sguardo rubato, a ogni minimo accenno di conversazione fra Anne e Frederick, e ad ogni interruzione o intromissione la mia reazione era rabbiosa quasi, perché Jane non si fa così, non me li puoi far incontrare dopo anni di lontananza e poi non dargli mai un minimo di tregua. Praticamente sembravo una pazza. Posso dire di averlo vissuto questo libro, in tutti i sensi. 
Mi sono piaciuti molto i personaggi, nel bene e nel male. Anne l'ho adorata, ed è strano per me che sono tutto tranne che facile alla persuasione, anzi mi posso tranquillamente definire come una testarda che raramente cambia idea e non scende mai a compromessi. Eppure, questa ragazza mi ha conquistata: sarà stato per il suo carattere sempre positivo, per l'intelligenza raffinata e la totale mancanza di boria e snobismo propri del padre e delle sorelle, o per il modo terribile in cui veniva trattata dai familiari, sta di fatto che Anne è diventata in pochissimo tempo una delle mie eroine austeniane preferite. Frederick è semplicemente superlativo. Non so come descriverlo, la prima parola che mi viene in mente è bello. In tutti i sensi. Seppur, come spesso capita ai personaggi maschili nati dalla penna della Austen, descritto meno approfonditamente non può non affascinare, per i suoi modi, per il carattere e per la rara capacità di ammettere gli sbagli commessi e saper perdonare. Poi ci sono i personaggi dalle connotazioni negative, che Jane descrive così bene che ogni volta in cui li vedevo entrare in scena sbuffavo. Sir Walter è altezzoso, pieno di sé e noncurante di qualsiasi cosa non siano il suo nome e il suo rango; Elizabeth, la primogenita, è tale quale al padre, insopportabile. Lady Russell è invece il personaggio che più mi ha lasciata incerta nel mio giudizio: lei è davvero affezionata ad Anne, le vuole bene e per lei desidera il meglio, vede in lei tutte le qualità che il resto della sua famiglia invece ignora platealmente. Eppure, nonostante la buona fede e i buoni sentimenti, è complice e causa di un dolore profondo e insanabile nella vita di Anne, perché quando la convince ad abbandonare Frederick, pur spinta dai migliori propositi, non tiene minimamente in considerazioneAnne. 
In conclusione, questo è un romanzo che vi consiglio con tutta me stessa, per solleticare il vostro lato più romantico e lasciarvi andare ai sogni ad occhi aperti che zia Jane sa regalarci. Ora vi lascio, vado alla ricerca del mio Darcy o, da oggi, del mio Frederick.
Voto: 9,5

Colonna sonora: The Promise di Michael Nyman
Consigliato: alle sognatrici, alle amanti del romanticismo di stampo classico

Buona Lettura!

martedì 6 dicembre 2011

A Natale regala un libro! I CLASSICI

Il tempo vola, è proprio il caso di dirlo, e anche se il clima ballerino ci disorienta un po', siamo ormai prossimi al Natale, decisamente il mio periodo dell'anno preferito. Anche se negli ultimi anni, per motivi vari, il mio spirito natalizio è andato via via scemando, quando la città s'illumina di mille colori mi sciolgo. Non c'è niente da fare. Certo sarebbe decisamente più bello se in questo periodo non ci comportassimo come degli invasati alla ricerca del regalo all'ultima moda. Il consumismo sfrenato ha decisamente rovinato questa festa, che oltre ad essere una ricorrenza religiosa, dovrebbe essere un'occasione di incontro, di gioia e serenità. 
Ma visto che di regali sembra non potersi fare a meno, quale occasione migliore, se non questa, per regalare un bel libro? Magari a chi non è proprio avvezzo alla lettura, per mostrargli un mondo nuovo e ricco di magia. Così ho pensato di creare alcuni post ad hoc, nei quali citerò alcuni dei libri che hanno segnato la mia vita di lettrice e che, spero, potrebbero fornire uno spunto soprattutto a chi in libreria non entra mai. Ho deciso di iniziare con i classici perché, diciamoci la verità, leggere un classico della letteratura a Natale ha tutto un altro sapore, un'altra atmosfera! Ne ho scelti tre volutamente non troppo pesanti, perché avvicinarsi alla lettura con un mattone russo potrebbe non essere proprio una grande idea.
           
Il primo, neanche a dirlo, è Orgoglio e Pregiudizio di Jane Austen. Un romanzo meraviglioso, adatto soprattutto ad un pubblico femminile, che vi farà semplicemente sognare. Pubblicato per la prima volta nel 1813, Orgoglio e pregiudizio è la storia di cinque sorelle la cui madre sembra avere un unico scopo nella vita, quello di vederle sposate. In un epoca in cui una donna nubile era impossibile da accettare, i matrimoni erano spesso frutto di cinici calcoli e convenienze. Per Elizabeth, la secondogenita, un matrimonio senza amore è semplicemente inconcepibile e nonostante le ingerenze dell'insopportabile madre cercherà in tutti i modi di perseguire il suo sogno di felicità. L'incontro con l'affascinante e altezzoso Mr. Darcy metterà in seria difficoltà il temperamento arguto e carismatico di Lizzie.
Forse il mio romanzo preferito in assoluto!


Il secondo romanzo che vorrei consigliarvi è altrettanto magnifico. Il ritratto di Dorian Gray, scaturito dalla penna e dal genio di Oscar Wilde è veramente un capolavoro. Pubblicato nel 1891 racconta la storia di un giovane ragazzo di buona famiglia, Dorian, che consapevole del proprio bell'aspetto arriverà a fare della sua bellezza croce e delizia per tutta la vita. Dorian infatti, dopo l'incontro con l'ambiguo lord Wotton comincia ad essere ossessionato dalla giovinezza, dall'idea di poter rimanere eternamente bello e giovane. Ad acuire queste emozioni un fedele ritratto, realizzato da Basil Hallward, che ritrae Dorian all'apice del suo splendore e da cui quest'ultimo sembra essere sempre più attratto. Sempre più intrappolato in un vortice di piaceri e vizi, per Dorian inizia una decadenza morale senza freni che si rispecchierà, come per effetto di uno strano sortilegio, sul ritratto che lo raffigura. 
Se amate le atmosfere gotiche queste è il romanzo che fa per voi!


Ultimo libro di oggi Fahrenheit 451, romanzo relativamente recente, ma entrato a pieno titolo fra i classici della letteratura moderna. Pubblicato nel 1953, Fahrenheit 451 è un romanzo distopico di una forza dirompente! Ambientato in un futuro non meglio precisato, narra le vicende di Guy Montag, vigile del fuoco in un mondo in cui i vigili del fuoco appiccano incendi. Il suo compito infatti è quello di trovare coloro che si sono macchiati di un reato gravissimo, il reato di lettura, e bruciare i libri. Un giorno però non resiste e come mosso da una curiosità primordiale apre uno dei volumi che dovrebbe bruciare e ne legge poche righe. Tanto basta per portarlo a commettere un'altra grave infrazione: rubare alcuni dei libri destinati al rogo e nasconderli a casa sua. Ben presto nascerà in lui un sempre più profondo senso di ribellione che lo porterà anche a scoprire persone che cercano disperatamente di proteggere il patrimonio mondiale che i libri rappresentano. 
Una lettura coinvolgente, che vi travolgerà senza lasciarvi possibilità di scampo!


Spero che questi tre semplici, e forse anche un po' banali, consigli vi siano stati d'aiuto. Alla prossima con tre nuovi romanzi!


Buona Lettura!

venerdì 6 maggio 2011

Autori in pillole: JANE AUSTEN

CENNI BIOGRAFICI
Jane Austen nasce a Steventon, nello Hampshire, il 16 dicembre del 1775, dal pastore anglicano George Austen e da Cassandra Leigh. Settima di otto figli, cresce all'interno di una famiglia unita, in un clima intellettuale vivo e stimolante. 
Nel 1782 il primogenito della famiglia, James, mette in scena Matilda, tragedia scritta da Thomas Francklin; diventa così consuetudine per gli Austen dare vita a rappresentazioni amatoriali nella propria casa. Nel 1783 insieme alla sorella Cassandra e alla cugina, Jane Cooper, la Austen viene mandata ad Oxford per studiare, e poi a Southampton dove però contrae il tifo che la costringe a tornare a casa. Nel 1785, sempre insieme alla sorella e alla cugina, viene iscritta alla Abbey School di Readind, nel Berkshire. E' a partire dal 1787, a soli 11 anni, che Jane comincia a mostrare le proprie doti di scrittrice con i suoi Juvenilia, raccolte di racconti, poesie, parodie dai toni umoristici o gotici, nati con lo scopo di divertire i suoi conoscenti.  Nel 1789 escono i primi due numeri della rivista "The Loiterer" quasi interamente prodotta da Jane. L'ultima decade del '700 è intensa e feconda, fra il 1795 e il 1799 infatti, la Austen inizia a elaborare quelli che diventeranno i suoi romanzi di maggior successo: Prime impressioni è la prima bozza di Orgoglio e pregiudizio, e Elinor e Marianne diventerà Ragione e sentimento. Nel 1795 conosce Tom Lefroy, nipote di alcuni vicini di Steventon, per il quale comincia a provare qualcosa. La famiglia Lefroy però ritenne la giovane Jane non adeguata socialmente e fece allontanare Tom nel 1796. Nel 1800 la famiglia Austen si trasferisce a Bath, dove nel 1805 George Austen morì improvvisamente, lasciando la moglie e le uniche due figlie in condizioni finanziarie incerte. Nel 1806 Jane insieme alla madre e alla sorella si trasferisce a Southampton dal fratello Frank e nel 1809 si sposta nuovamente, questa volta verso Chatwton. Qui Jane riesce a dare alle stampe quattro romanzi: con l'editore Thomas Egerton vennere pubblicati Ragione e Sentimento nel 1811, Orgoglio e pregiudizio nel 1813 e Mansfield Park  nel 1814, e infine Emma nel 1815 con l'editore John Murray. Nel 1816 Jane si ammala gravemente, sembra del morbo di Addison, a quel tempo incurabile. Nel 1817 la sorella Cassandra la porta a Winchester in cerca di cure, ma qui Jane Austen morirà il pomeriggio del 18 luglio, a soli quarantuno anni. La sua salma risposa nella cattedrale di Winchester. 

LE SUE OPERE
Il suo romanzo più famoso è indubbiamente Orgoglio e Pregiudizio, che descrive con acume e ironia gli usi e i costumi dell'Inghilterra di epoca Regency, la cui protagonista principale è una giovane donna afflitta da una madre con il pallino del matrimonio, in un epoca in cui una donna di ventisette anni non sposata rappresentava una disgrazia senza pari. 
Ognuno dei suoi romanzi rappresenta una fotografia dell'universo femminile del XVIII/XIX° secolo, attraverso cui la Austen delinea la situazione delle donne, considerate quasi esclusivamente "carne da matrimonio" non risparmiando però sarcasmo e battute nemmeno alle sue protagoniste. Nelle sue opere i personaggi femminile sono caratterizzati alla perfezione mentre quelli maschili vengono spesso avvolti da aloni di mistero. Lo scrivere quasi esclusivamente romanzi il cui centro focale fosse il matrimonio ha fatto sì che la Austen fosse erroneamente considerata un'autrice di romanzetti per sole donne, neanche da considerare letteratura. Forse perché ha vissuto in un'epoca densa di avvenimenti storici e li ha volutamente esclusi dai suoi scritti, che invece si concentrano sulla quotidianità, sulla vita di campagna, sulle difficoltà di chi non apparteneva alla classe nobile, o forse semplicemente perché le sue opere non sono state lette con la dovuta attenzione. 
Il critico inglese Saintsbury l'ha definita "la madre del romanzo inglese del XIX° secolo, così come Scott ne è il padre".
  • Sense and Sensibility (Ragione e sentimento, 1811)
  • Pride and Prejudice (Orgoglio e pregiudizio, 1813)
  • Mansfield Park (Mansfield Park, 1814)
  • Emma (Emma, 1815)
  • Northanger Abbey (L'abbazia di Northanger, 1818)
  • Persuasion (Persuasione, 1818) 
  • Lady Susan
  • Sandition (incompiuto)
  • I Watsons (incompiuto)
IO E JANE AUSTEN
Ho "conosciuto" la cara zia Jane molto tardi, fino a qualche anno fa era terra straniera per me. Non so bene perché, ma per buona parte della mia vita l'ho clamorosamente snobbata, assolutamente convinta che si trattasse di un'autrice di romanzi melensi e un po' sciocchi, adatti a signore un po' attempate amanti di storie d'amore in stile "Love Story". Non vi so dire a cosa dovessi questo pregiudizio, o meglio questa grandissima cantonata, forse ad una professoressa di lettere che della letteratura inglese mi ha insegnato molto poco, il fatto è che fino all'estate del 2009 per me Jane Austen era un'incognita. Accade poi che in quell'anno su Sky passasse in continuazione il film "Il club di Jane Austen", e quando dico in continuazione sono riduttiva, repliche continue a qualsiasi ora. La tal cosa ha lentamente cominciato ad accendere la mia curiosità, così una mattina mi sono ritrovata da Feltrinelli ha scegliere tra le varie edizioni di Orgoglio e Pregiudizio. E quella lettura, iniziata un po' per una sfida a me stessa, ha finito col travolgermi in tutti i sensi. Ho amato questo romanzo dalla primissima riga, ridendo alle battutte del mitico Mr Bennet, irritandomi per le uscite insopportabili di Mrs Bennet e innamorandomi perdutamente di Mr Darcy nell'esatto momento in cui fa capolino per la prima volta al ballo di Mr Lucas; e quanto mi sono sentita in sintonia con Lizzie, forse la mia "eroina" letteraria preferita, mai schiava dell'etichetta o dell'idea di doversi sposare a tutti i costi, anche quando rifiuta la proposta del meraviglioso Darcy o quando con grande umiltà riconosce ed ammette i propri errori di valutazione. Quanto è bello sbagliarsi e confessare i proprio pregiudizi, quando il "premio" è un romanzo che tanto mi ha dato e tanto continua a darmi. Ma il mio cammino per essere una perfetta janeite è ancora lungo: ad oggi posso annoverare fra le mie letture, oltre ad OeP, Ragione e Sentimento e Northanger Abbey, che ho amato entrambi tantissimo. Gli altri romanzi di Jane sono però già pronti nella mia libreria e attendono solo di essere letti! 

per approfondire il mondo di Jane Austen:


domenica 19 settembre 2010

L'Abbazia dei misteri

NORTHANGER ABBEY
di Jane Austen


Trama: Catherine Morland è una ragazza di diciassette anni, un po' ingenua che, trascorrendo un periodo di vacanza a Bath in compagnia di amici di famiglia, ha finalmente l'oppotunità di mettere in gioco se stessa, con nuove conoscenze e amicizie. Tra i nuovi incontri ci sono due coppie di fratelli e sorelle: Isabella e John Thorpe e Eleanor e Henry Tilney, così profondamente diversi eppure in egual misura in grado di suscitare un forte affetto nella giovane Catherine. Grande amante di romanzi gotici, per lei l'invito a passare diversi giorni presso l'Abbazia di Northanger rappresenta la realizzazione di un sogno, e ben presto la sua fantasia comincerà a correre, nella speranza di incontrare fra i lunghi corridoi dell'abbazia qualche mistero da risolvere.

Giudizio personale: 9 meno. Io adoro lo stile della Austen, sempre ironica e unica nel raccontare la società inglese dei primi dell'ottocento. Questo romanzo, il primo che abbia scritto e pubblicato postumo solo nel 1818, è però molto diverso dalle altre opere austeniane. La protagonista è una ragazza normalissima, priva di caratteristiche interessanti: non è frizzante e piena di carisma come Elizabeth Bennet, non è sveglia e ponderata come Elinor Dashwood, è la classica ragazza che non si nota, che potremmo definire quasi banale. Dotata di un cuore puro è però fin troppo credulona, sempre pronta a giustificare gli altri e mai propensa a credere alla malafede quando si tratta dei suoi amici, eppure la sua fervida fantasia le giocherà un brutto scherzo. A raccontarci la sua storia non è un semplice narratore, ma la Austen in persona, che pagina dopo pagina non ci risparmia le sue acute osservazioni e i suoi punti di vista sulla società dell'epoca. Un romanzo molto bello, ironico e con un pizzico di mistero.

Citazione: "Nessuno, che avesse conosciuto Catherine Morland al tempo della sua infanzia, avrebbe veduto in lei una futura eroina. La sua condizione, il carattere dei genitori, il suo aspetto e la sua natura, tutto le era avverso."

Titolo originale: Northanger Abbey

Traduzione: Anna Luisa Zazo

Edizione: Mondadori

Pagine: 220

Prezzo: 8,50 €

Anno: 1818





mercoledì 14 aprile 2010

Elinor e Marianne

RAGIONE E SENTIMENTO
di Jane Austen


Trama: protagoniste di questo romanzo sono due giovani sorelle: Elinor, la maggiore, intelligente, perspicace e poco incline a mostrare le proprie emozioni; Marianne, dotata di un'indole estremamente romantica ed emotiva. Rimaste orfane di padre, e costrette dalle circostanze a trasferirsi in una più modesta casa nel Devonshire assieme alla madre e alla sorella più piccola, dovranno ben presto affrontare i dolori causati dall'amore. 

Giudizio personale: 9 Ambientato nell'Inghilterra a cavallo fra il 1700 e il 1800, questo romanzo è davvero sublime. La Austen riesce come sempre a tratteggiare i personaggi, soprattutto quelli femminili, in maniera perfetta, descrivendo con severa ironia gli usi dell'Inghilterra ottocentesca. I protagonisti maschili sono invece più trascurati e meno caratterizzati. Il romanzo accompagna la crescita sentimentale delle sorelle Dashwood, unite nell'affetto e nelle simili pene d'amore, affrontate però in maniera diamentralmente opposta. Con la forza della ragione Elinor, con l'ostentazione continua e un po' esagerata del prorpio dolore Marianne. Forse l'unica pecca è un happy end un po' forzato. Comunque un romanzo delizioso.

Citazione: "Elinor, la maggiore delle figlie, il cui parere ebbe tanta influenza, era dotata di un'intelligenza perspicace e di una salda forza d'animo, che facevano di lei, anche se aveva solo diciannove anni, la consigliera di sua madre e che spesso l'avevano messa in grado di controbilanciare, con grande vantaggio di tutte loro, quell'impulsività che spesso spingeva la signora Dashwood all'impudenza. Ella aveva un cuore buono, un'indole affettuosa e profondi sentimenti, ma sapeva dominarli, arte che sua madre non aveva ancora imparato, e che una delle sue sorelle aveva deciso non imparare mai."

Titolo originale: Sense and senibility

Traduzione: Monica Luciano

Edizione: Mondadori

Pagine: 416

Prezzo: 8,40 €

Anno: 1811



mercoledì 16 dicembre 2009

Uno dei miei preferiti

ORGOGLIO E PREGIUDIZIO
di Jane Austen


"E’ un fatto universalmente noto che uno scapolo provvisto di un cospicuo patrimonio non possa fare a meno di prendere moglie."

Trama: La storia si svolge nell’Inghilterra dei primi dell’800; protagoniste sono le 5 sorelle Bennet la cui madre ha un unico sogno: vederle tutte sposate. Al centro del romanzo la secondogenita, Elizabeth, sveglia e diretta e l’altezzoso Mr. Darcy. Lei, carattere molto forte ed estroverso continuamente impegnata ad arginare le imbarazzanti uscite di una madre impicciona e maleducata, è accecata dal pregiudizio. Lui, ricco e un po’ snob, terribilmente orgoglioso. A loro fa da contorno un meraviglioso studio dei personaggi e dei loro caratteri, una forte satira sulle vanità e sulle frivolezze della vita domestica del periodo Regency inglese.

Giudizio personale: 10! Semplicemente, l’ho adorato. Ho iniziato a leggerlo un po’ scettica (non è il mio genere), ma l’ho letteralmente divorato! I personaggi sono meravigliosamente descritti dalla Austen, a partire ovviamente da Elizabeth e Darcy, ai quali appartengono i sentimenti del titolo di questo romanzo. Entrambi, infatti, peccano di orgoglio e cadono in facili pregiudizi, che li portano ad avere scontri dialettici pungenti. Mi vorrei soffermare anche su Mr. e Mrs. Bennet: il primo, sarcastico e pragmatico, con la battuta sempre pronta,  non riesce a frenare il comportamento irriverente delle figlie minori; la seconda, superficiale, frivola e anche un po' sciocca, pur volendo sinceramente bene alle figlie, non fa che causare loro danni, con i suoi comportamenti poco consoni alla buona società inglese, ed è mal sopportata dal marito e da Elizabeth. La scrittura della Austen è briosa e piacevole, i dialoghi sono brillanti e divertenti, il romanzo si legge tutto d'un fiato, e appena finito si ha voglia di ricominciare, per innamorarsi nuovamente dello schivo e sintetico Darcy.

Citazione: "Per poco che si conoscano i sentimenti o le intenzioni di un uomo ricco e senza moglie al momento del suo primo apparire in un certo luogo, questo fatto è così radicato nella mente delle famiglie del vicinato, che egli viene considerato legittima proprietà dell’una o dell’altra delle loro figliuole." 

Edizione: Ce ne sono davvero tante, io vi consiglio quella dei Tascabili Einaudi, con la traduzione della indimenticata Fernanda Pivano.

Titolo originale: Pride and Prejudice

Pagine: 399

Prezzo: 7,80 €

Anno: 1813


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