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venerdì 14 febbraio 2014

Friday I'm in love #5


Potevo forse non rispolverare la mia rubrica dedicata all'amore nel giorno di San Valentino? Ovviamente no, perché anche le zitelle più acide come la sottoscritta, sotto sotto hanno un cuore tenero e pieno d'amore….

Per chi non lo sapesse, Friday I'm in l❤ve è la rubrica che ho creato nell'ormai lontano 2011, con il mero intento di condividere un po' d'amore letterario.
Ogni venerdì… ehm ehm diciamo qualche venerdì ogni tanto, condividerò con voi dei piccoli brani tratti da romanzi che mi hanno colpita e ovviamente, se non si fosse capito, saranno brani di puro e semplice amore. 
Per la giornata di oggi, che sprizza cuori da ogni dove, ho scelto Persuasione, bellissimo romanzo di Jane Austen. L'ho scelto perché la sua intensità mi ha travolta. Perché questo amore così sofferto e contrastato mi ha davvero fatto battere il cuore, come poche volte mi era capitato. E ho scelto questo passaggio che secondo me sintetizza alla perfezione il senso del romanzo.


"Vi offro di nuovo il mio cuore che è ancor più vostro di quando lo spezzaste quasi otto anni e mezzo or sono. Non abbiate l'ardire di affermare che l'uomo dimentica più in fretta della donna, che il suo amore finisce prima. Non ho amato che voi. Ingiusto posso essere stato, debole e risentito lo sono certamente stato, ma incostante mai. Per voi soltanto sono tornato a Bath e senza di voi non posso immaginare il mio futuro."






Buon San Valentino lettori!

venerdì 13 aprile 2012

Friday I'm in love #4

Oggi è venerdì e quindi nuovo appuntamento con la rubrica da me creata dedicata all'amore, ovvero Friday I'm in l❤ve. Per questa quarta "puntata" ho scelto uno dei miei romanzi preferiti, Orgoglio e Pregiudizio. Strano come un'appassionata di indagini e suspense possa amare così tanto e così profondamente questo romanzo, ma come ormai sapete io adoro Jane Austen, è stata per me una vera rivelazione.
Il passaggio che ho scelto è molto significativo: Elizabeth ha realizzato di aver commesso un enorme errore di giudizio nei confronti di Darcy. La vanità e il pregiudizio l'hanno tratta in inganno, l'hanno condotta a prendere una decisione che sembra non prevedere il lieto fine. Eppure, in queste poche righe, è racchiuso tutto l'amore che Lizzie prova per lui.


"Era umiliata, era disperata; era pentita senza sapere di che cosa. Desiderava la sua stima, ora che non c'era più speranza di averla. Avrebbe voluto avere sue notizie, ora che sembrava del tutto improbabile procurarsene. Era convinta che sarebbe stata felice con lui, ora che non aveva più neanche la possibilità di vederlo.
Che trionfo per lui, pensava spesso, se avesse saputo che l'offerta rifiutata con tanto, inutile orgoglio appena quattro mesi prima sarebbe stata accolta adesso con gioia e gratitudine! Non dubitava che fosse generoso, come il più generoso degli uomini, ma era un comune mortale e, come tale, non avrebbe potuto non godere di questo trionfo.
Incominciava ora a capire che Darcy era la persona più adatta a lei per carattere e intelligenza. La comprensione e l'indole di lui, benché diverse dalle sue, avrebbero risposto a tutte le sue aspirazioni. La loro unione sarebbe stata positiva per entrambi; la disinvoltura e la vivacità di lei gli avrebbero addolcito l'animo e ingentilito i modi; e il senno, la cultura e l'esperienza di lui le avrebbero fornito un aiuto della massimo importanza."
(da Orgoglio e Pregiudizio, di Jane Austen, edizione Einaudi)

venerdì 30 marzo 2012

Friday I'm in love #3

Terzo appuntamento con Friday I'm in l❤ve, rubrica tutta dedicata all'amore. Questa settimana ho scelto un romanzo molto intenso e travolgente: "Cime tempestose".
Di quest'opera mi hanno colpito la forza e la passione che pervadono ogni pagina, l'intensità del sentimento che lega Catherine e Heathcliff, un amore travolgente e allo stesso tempo folle. Per una volta l'amore non rappresenta la salvezza, non purifica l'anima dei due innamorati. Heathcliff così innamorato rimane il personaggio negativo, addirittura perfido, ma in assoluto il più vero di tutto il romanzo.

In questo breve brano, Catherine cerca di spiegare a Nelly, la governante impicciona, il suo amore per Heathcliff:

"È difficile da spiegare. Ma certo tu hai, tutti hanno l'idea che ci deve essere, fuori di noi, un'esistenza che è ancor la nostra. A che scopo esisterei, se fossi tutta contenuta in me stessa? I miei grandi dolori, in questo mondo, sono stati i dolori di Heathcliff, io li ho tutti indovinati e sentiti fin dal principio. Il mio grande pensiero, nella vita, è lui. Se tutto il resto perisse e lui restasse, io potrei continuare ad esistere;ma se tutto il resto durasse e lui fosse annientato, il mondo diverrebbe, per me,qualche cosa di immensamente estraneo:avrei l'impressione di non farne più parte. Il mio amore per Linton è come il fogliame dei boschi:il tempo lo trasformerà,ne sono sicura,come l'inverno trasforma le piante. Ma il mio amore per Heathcliff somiglia alle rocce nascoste ed immutabili;dà poca gioia apparente ma è necessario. Nelly:io sono Heathcliff! Egli è stato sempre, sempre nel mio spirito:non come un piacere,allo stesso modo ch'io non sempre un piacere per me stessa, ma come il mio proprio essere. Così, non parlar più di separazione:ciò è impossibile e..."

(da "Cime Tempestose" di Emily Brontë)

venerdì 16 marzo 2012

Friday I'm in love #2

Mesi e mesi fa, a fine novembre mi pare, avevo inaugurato con tanta gioia una nuova rubrica "settimanale" dedicata all'amore: Friday I'm in l❤ve. Una specie di avvenimento per me che non sono molto avvezza alle smancerie e ai romanzi troppo romantici: infatti a quella prima puntata (shame on me) non ne sono seguite altre. Sono terribile lo so. Ma eccomi qua a riproporvi questo piccolo spazio interamente dedicato ai passaggi, alle citazione che più mi hanno fatto battere il cuore. Perché oggi più che mai credo ci sia bisogno di amore e positività.
Il romanzo che ho scelto oggi è uno dei mie preferiti: "Il barone rampante" di Italo Calvino. Questo libro mi ha colpita per tantissimi motivi, soprattutto per la forza e la straordinaria caparbietà di Cosimo. Fra rivoluzioni e battaglie personali però, non mancano amore e passione. 

Ecco il brano che voglio condividere con voi. Sono poche parole, ma descrivono alla perfezione il sentimento che lega Cosimo e Viola:

"Si conobbero. Lui conobbe lei e se stesso, perché in verità non s'era mai saputo. E lei conobbe lui e se stessa, perché pur essendosi saputa sempre, mai s'era potuta riconoscere così."

(Tratto da "Il barone rampante" di Italo Calvino)

venerdì 25 novembre 2011

Friday I'm in love

I don't care if Monday's blue 
Tuesday's grey and Wednesday too 
Thursday I don't care about you 
It's Friday I'm in love...

Così cantavano i Cure nel lontano 1992, con la bellissima Friday I'm in love. Ispirandomi a quella meravigliosa canzone ho pensato di creare una nuova rubrica che avrà il suo spazio ogni venerdì (o quasi) e si chiamerà appunto Friday I'm in l❤ve. 
Ho creato questo nuovo angolo letterario con l'idea di condividere con voi un po' d'amore. Mi spiego meglio: ogni settimana sceglierò un libro che mi ha particolarmente colpito e ne pubblicherò un piccolo estratto, ma non un brano qualsiasi, bensì un brano d'Amore, di quello con la A maiuscola. 
Per iniziare ho pensato subito a "Il maestro e Margherita" e a questo passaggio che mi fece  battere il cuore.


Il maestro racconta il suo primo incontro con Margherita, racconta di come fu amore a prima vista:

"Lei aveva in mano un mazzo di disgustosi, inquietanti fiori gialli. Sa il diavolo come si chiamano ma sono i primi a comparire a Mosca. E i fiori spiccavano violentemente sul suo soprabito nero. Aveva dei fiori gialli! Brutto colore. Sbucò da via Tverskaja in un vicolo e qui si voltò. Lei conosce via Tverskaja? Ci passano migliaia di persone, ma io le assicuro che lei vide me solo e mi guardava non si può dire inquieta ma addirittura in modo morboso. E lei mi colpì non tanto per la sua bellezza, quanto per il senso di solitudine insolito, mai visto, che c'era nei suoi occhi. Obbedendo a quel segnale giallo, svoltai anch'io nel vicolo e la seguii. Camminavamo per la viuzza monotona, tutta curve, l'una da una parte, l'altro dall'altra, in silenzio. Non c'era anima viva. Io soffrivo perché mi pareva che fosse indispensabile parlare e stavo in pena perché se non dicevo niente, lei se ne sarebbe andata e io non l'avrei più rivista. E, si figuri, fu lei che cominciò d'un tratto a parlare.
-Le piacciono i fiori? -
Ricordo chiaramente il tono della sua voce, abbastanza profonda ma a scatti e, per quanto sia stupido, mi sembrava che l'eco urtasse nella viuzza e riecheggiasse dalla sporca parete ingiallita. Passai rapidamente dalla sua parte e avvicinandomi a le risposi: - No -
Mi guardò stupita, e d'un tratto compresi, e fu una cosa del tutto inaspettata, che per tutta la vita avevo amato proprio lei."

(Da "Il maestro e Margherita" di Michail Bulgakov)



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