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mercoledì 15 gennaio 2014

E liberaci dal padre


Titolo: E liberaci dal padre
Autrice: Elizabeth George
Titolo originale: A great deliverance
Traduzione: Laura Battaglia, Monica Mazzanti
Editore: TEA
Collana: Teadue
Pagine: 387
Prezzo: 8,60 €
Formato: brossura
Anno 1ª edizione originale: 1988
Anno 1ª edizione italiana: 1989 (Sonzogno)
Genere: giallo
Codice ISBN: 978-88-502-0163-1


Trama: Un cadavere decapitato, un'ascia insanguinata e un'ammissione sconcertante: «Sono stata io. Non me ne pento». Questi gli elementi dell'omicidio di William Teys, un contadino di Keldale, nello Yorkshire, e tutti puntano verso la figlia di Teys, Roberta, una ragazza introversa e complessata che, dopo essersi dichiarata colpevole, si è chiusa in un silenzio impenetrabile. Eppure nessuno, nel villaggio, può credere a un'apparente verità così mostruosa e inquietante, tanto che padre Hart, il parroco della comunità, si reca a Londra per chiedere a Scotland Yard che venga fatta piena luce sul delitto. Una richiesta insolita, che tuttavia il commissario capo accoglie volentieri perché è l'occasione che aspettava per mettere alla prova una coppia di investigatori del tutto inedita: l'ispettore Lynley e il sergente Barbara Havers…
(dalla quarta di copertina)

Giudizio personale: Ho letto questo romanzo lo scorso anno, ma non potevo non parlarvene perché E liberaci dal padre merita davvero.
L'azione si svolge in un piccolo paese dello Yorkshire, Keldale, dove William Teys, contadino amato da tutti, viene ucciso in maniera brutale. La polizia cittadina ha già arrestato Roberta, secondogenita di Teys, trovata accanto al cadavere del padre. Dopo aver confessato l'omicidio però si è chiusa in un silenzio invalicabile. La comunità è sconvolta e il parroco, convinto dell'innocenza di Roberta, chiede a Scotland Yard di indagare più a fondo. È così che l'ispettore Lynley e il sergente Barbara Havers approdano a Keldale per fare un po' di chiarezza su questo macabro delitto. Ma quello che stanno per scoprire è un buco nero di dolore e disperazione. È stata davvero Roberta? E cosa può aver scatenato una tale violenza in una ragazza altrimenti pacata e tranquilla?
E liberaci dal padre è davvero un ottimo romanzo d'esordio (e il primo della lunga serie dedicata alle indagini dell'ispettore Lynley). La cosa che più colpisce è la caratterizzazione dei personaggi: eccellente. I due protagonisti sono diversissimi fra loro. Lynley è il poliziotto di bell'aspetto, elegante e raffinato, molto ricco, di buonissima famiglia e con la reputazione del Casanova. Barbara è l'esatto opposto: imbranata, bruttina e sciatta e dalla carriera altalenante. Ma grattando la superficie escono due personaggi molto più complessi. Se all'inizio viene quasi spontaneo solidarizzare con la Havers, anche per via di una situazione familiare tutt'altro che serena, alla lunga questa naturale simpatia per lei vacilla. Non puoi non volerle bene, ma a volte la detesti, perché questo atteggiamento perenne da "ce l'hanno tutti con me" diventa insopportabile e tu vorresti metterla all'angola e dirle, molto banalmente, "Datti una svegliata! Smettila di crogiolarti nel tuo dolore e fa qualcosa per cambiare la tua vita!". Lynley ottiene invece il risultato opposto e finisci col renderti conto di quanto l'apparenza possa ingannare, perché basta una frase mal interpretata o un'idea sbagliata ormai radicata in noi per giudicare male un uomo che invece merita più rispetto di quanto si pensi.
La trama è ben costruita e colpisce per l'intensità e per la narrazione quasi impeccabile. Un intreccio di segreti, bugie e storie inconfessabili che trascina il lettore fino al finale che lascia senza parole. Forse non brilla per originalità, ma è romanzo scritto più di 20 anni fa, e sono sicura che all'epoca abbia lasciato molti lettori davvero davvero senza fiato.
Una piccola menzione anche per l'ambientazione: eccezionale. Le descrizione dei paesaggi che fanno da sfondo a questa storia sono meravigliose e talmente coinvolgenti che se chiudete gli occhi vi sembrerà di essere nello Yorkshire insieme a Barbara e Lynley.
Voto: 7,5

Consigliato: agli amanti dei gialli psicologici e agli appassionati dello stile british.

Buona Lettura!

venerdì 10 gennaio 2014

Taci! Sei morto!


Titolo: Taci! Sei morto!
Autrice: Katarina Mazetti
Titolo originale: Tyst! Du är död!
Traduzione: Laura Cangemi
Editore: Elliot
Collana: Scatti
Pagine: 184
Prezzo: 16,50 €
Formato: brossura
Anno 1ª edizione originale: 2001
Anno 1ª edizione italiana: 2012
Genere: giallo
Codice ISBN: 978-88-6192-272-3


Trama: La giovane Malla Vilhelmsson sta svolgendo il suo praticantato come giornalista nella sezione locale di una radio svedese, in una sperduta cittadina della Svezia settentrionale. L’ambiente è popolato di personaggi piuttosto particolari e le relazioni – assai complesse – alimentano una tensione crescente che sfocia nell’assassinio di Richard Malmström, quarantacinquenne belloccio e infedele, ucciso, nel bel mezzo della trasmissione che conduce ogni mattina in diretta, con un colpo d’ascia che gli fracassa il cranio. Ecco che da subito si scatena una caccia all’assassino in cui tutti sospettano di tutti: Richard era infatti un uomo supponente e antipatico che non perdeva mai occasione per lanciare le sue frecciate umilianti a chiunque gli capitasse a tiro. L’ispettrice di polizia Ulla-Britt Munter, con il suo modo di fare brusco e deciso, non ha certo un compito facile visto che si trova a gestire “non un solo testimone oculare, ma settantamila maledettissimi testimoni auricolari!”. Tanti sono infatti gli ascoltatori che hanno seguito in diretta il drammatico omicidio di Richard e, a giudicare dalle telefonate che continuano a giungere in commissariato, ciascuno di loro ha una sua versione dei fatti. Nel frattempo, però, Malla cerca di investigare per conto suo, per giungere alla soluzione dell’indagine con un doppio colpo di scena finale che spiazzerà anche il lettore di gialli più scaltro. Katarina Mazetti è un’autrice poliedrica e davvero estrosa e in questo suo primo giallo dimostra di riuscire a conciliare una trama apparentemente drammatica con il suo irrinunciabile humour.
(dal risvolto di copertina)

Giudizio personale: Non conoscevo quest'autrice e non sapevo cosa aspettarmi da questo libro, quindi ho iniziato la lettura pronta a tutto, ma soprattuto un po' timorosa di aver preso una cantonata al momento dell'acquisto, avvenuto decisamente a scatola chiusa. Invece è stata un'inattesa ventata di freschezza, anche se di un giallo si tratta.
La protagonista è Malla, giovane praticante di una radio svedese. È lei, attraverso le mail scambiate con un ex compagno del corso di giornalismo, a narrarci le vicende dei dipendenti di Radio Nordest, un insieme di personaggi stravaganti dalle mille sfaccettature, legati tra loro da rapporti lavorativi piuttosto complicati. Un giorno, durante una diretta radiofonica, il conduttore Richard Malmström viene aggredito e ucciso a colpi d'ascia. Un delitto terrificante avvenuto alla presenza di migliaia di testimoni auricolari, ma che non non ha lasciato tracce o indizi. La vittima è stata infatti uccisa all'interno di una stanza chiusa, dalla quale sembra che nessuno sia entrato o uscito. E tutti sono sospettati: Richard era tutt'altro che un buon collega e tutti, chi più chi meno, avevano un buon motivo per detestarlo. Malla, spaventata ma al tempo stesso incuriosita, si mette alla ricerca dell'assassino, fino a giungere a un epilogo del tutto inaspettato.
Taci! Sei morto! è un libro che strizza l'occhio ad Agatha Christie, e ai suoi gialli impossibili da risolvere, grazie all'enigma della stanza chiusa. Chi può aver ucciso Richard senza che nessuno dei colleghi presenti in radio l'abbia visto entrare o uscire dallo studio di trasmissione? Potrebbe essere stato davvero chiunque e Malla ce lo fa capire molto bene, tratteggiando i personaggi che popolano Radio Nordest alla perfezione. Insieme a lei ,a narrare i fatti, c'è Haqvin, singolare programmatore musicale dotato di una fortissima empatia, così forte da renderlo in grado di percepire i pensieri altrui. Ma questo dono non basta per stanare un assassino così furbo.
Un romanzo ben congegnato, dalla trama semplice ma impeccabile. Tutto è molto scorrevole, grazie allo stile della Mazetti fluido ed essenziale, e a una suspense ben calibrata. I personaggi sono veri: non ci sono super investigatori tutto muscoli e azione, non c'è la bellona a cui tutto riesce sempre alla perfezione. Ci sono persone normali alle prese con difficoltà quotidiane e una praticante fresca di corso di giornalismo con l'aspetto fisico adatto al pedinamento (passa inosservata).
Voto: 8

Colonna sonora: Unfinished Sympathy dei Massive Attack
Consigliato: agli amanti dei gialli e a chi vuole avvicinarsi a questo genere. Questo è un buon modo per cominciare
Istruzione per l'uso: per la lettura di questo romanzo non può mancare una buona tazza di tè caldo.

Buona lettura!


giovedì 3 maggio 2012

Polvere negli occhi


Titolo: Polvere negli occhi
Autrice: Agatha Christie
Titolo originale: A Pocket full of Rye
Traduzione: Grazia Maria Griffini
Editore: Mondadori
Collana: Oscar scrittore moderni
Pagine: 207
Prezzo: 8,50 €
Formato: brossura
Anno 1ª edizione originale: 1953
Anno 1ª edizione italiana: 1954
Genere: giallo
Codice ISBN: 978-88-04-52174-7 


Trama: Un giorno come tanti, nell'ufficio del signor Fortescue. Come sempre la signorina Grosvenor, la segretaria personale del direttore, alle dieci prepara il tè per il suo datore di lavoro. Ma questa volta accade qualcosa di assolutamente inatteso: subito dopo aver bevuto, il signor Fortescue viene colpito da terribili dolori e muore. Nelle tasche del cadavere, inspiegabilmente, viene ritrovata una manciata di chicchi di segale. Le indagini, subito avviate da Scotland Yard, si concentrano attorno al Villino dei Tassi, la casa che il signor Fortescue divideva con alcuni famigliari, ma proprio qui ben presto si verifica un secondo omicidio. Il caso vuole che la seconda vittima si una conoscente di Miss Marple e sarà proprio l'acuta vecchietta, con la sua logica implacabile, a risolvere l'intricata e bizzarra vicenda.
(dalla quarta di copertina)

Giudizio personale: Dopo cinque romanzi di Agatha Christie letti posso dirlo, io amo questa donna! Non c'è niente da fare, ogni sua storia ha la straordinaria capacità di travolgermi e farmi immergere in un'atmosfera unica. Anche questo libro non è da meno: una trama ben strutturata e ricca di particolari, con personaggi intriganti ed enigmatici. La storia si svolge nell'Inghilterra dei primi anni '50 e ha per protagonista la famiglia Fortescue. In una normalissima mattinata di lavoro il capofamiglia, Rex Fortescue, viene colto da fortissimi dolori dopo aver bevuto il suo consueto tè delle 10. Portato d'urgenza in ospedale morirà poco dopo. Appurato che si tratta di avvelenamento iniziano subito le indagini della polizia, affidate all'attento ispettore Neele. Le sue attenzioni sono concentrate sui membri della numerosa famiglia Fortescue, i quali però sembrano avere tutti un buon alibi. L'arrivo improvviso di Miss Marple aiuterà l'ispettore a guardare il caso da una prospettiva diversa e molto interessante. Un intreccio complesso, fatto di invidie, gelosie, desiderio di vendetta e avidità, davvero tanta avidità. Fino alle ultime pagine si susseguono le supposizioni e il colpevole potrebbe essere davvero chiunque. Insomma, zia Agatha non sbaglia un colpo.
Mi piace, mi piace tanto quest'autrice. Mi piace innanzi tutto il suo stile, fresco e coinvolgente. M piace moltissimo il suo modo di caratterizzare i personaggi, che prendono vita davanti ai nostri occhi. Mi piace il suo continuo rimescolare le carte, rendendoti quasi impossibile individuare il vero colpevole del delitto. Ma più di ogni altra cosa adoro Miss Marple: la trovo favolosa. Lei è, in tutto e per tutto, la vecchietta della porta accanto: attenta, curiosa e chiacchierona. La sua invadenza non è mai fastidiosa e la sua vivace intelligenza, unita ad un intuito infallibile, la rendono un'investigatrice eccellente. Attenta anche al più piccolo particolare, lei riesce a vedere quello che gli altri nemmeno immaginano, riesce ad orientarsi attraverso la fitta nebbia di un'indagine anche meglio dei poliziotti più navigati, e lo fa con una classe unica. Ma in questo romanzo il suo è quasi un personaggio secondario (fino a un certo punto); gli altri protagonisti però non sono da meno. Conturbanti e misteriosi, ognuno con qualche scheletro nell'armadio e tutti pronti a giurarsi innocenti. 
Un ottimo romanzo firmato dalla signora del giallo. Imperdibile.
Voto: 8

Buona Lettura!

martedì 27 marzo 2012

Un messaggio dagli spiriti


Titolo: Un messaggio dagli spiriti
Autrice: Agatha Christie
Titolo originale: The Sittaford Mystery
Traduzione: Maria Grazia Griffini
Editore: Mondadori
Collana: Oscar scrittori moderni
Pagine: 232
Formato: brossura
Prezzo: 8,50 €
Anno 1ª edizione originale: 1931
Anno 1ª edizione italiana: 1935
Genere: giallo
Codice ISBN: 978-88-04-51919-5


Trama: Una giornata d'inverno, un paesino isolato dalla neve, in mezzo alla desolazione della brughiera, vicino a Dartmoor e alla sua famigerata prigione. A Sittaford House la signora Willet, che dal Sudafrica è venuta a passare la stagione invernale in questa remota località del Devon insieme alla figlia Violet, tiene salotto, come sempre. Per passare il pomeriggio, gli ospiti decidono di fare una seduta spiritica. Ma quello che doveva essere un gioco si trasforma in un sinistro incubo: gli spiriti, infatti, annunciano che il capitano Trevelyan, il proprietario di Sittaford House che ha ceduto la sua casa alle Willet ritirandosi in una vicina cittadina, è stato assassinato in quel momento. Tutti gli astanti sono sconvolti. Il maggiore Burnaby, vecchio compagno del capitano, si precipita a casa dell'amico e scopre che...
(dalla quarta di copertina)

Giudizio personale: Metti che in un noioso venerdì pomeriggio invernale, nella fredda e cupa brughiera inglese degli anni '30, venga proposto agli invitati a Sittaford House per il tè dalla signora Willet, di fare una seduta spiritica. Un gioco per staccarsi dalla monotonia del lungo e tedioso inverno. Messo un tavolino al centro della stanza e riunitisi gli astanti intorno ad esso, la seduta ha inizio, tra il divertimento e lo stupore generale. Ben presto però, quello che doveva essere un semplice gioco si tramuta in puro terrore, quando gli spiriti annunciano la morte del capitano Trevelyan, padrone di Sittaford House. Il disappunto per uno scherzo di tale cattivo gusto lascia subito spazio all'apprensione per le sorti di Trevelyan, apprensione malcelata dagli ospiti che cercano invano di smorzare la tensione accusandosi l'un l'altro di aver manovrato la seduta. Ma per il maggiore Burnaby l'ansia per la sorte dell'amico è talmente incontrollabile da spingerlo ad affrontare una lunga camminata per accertarsi delle sue condizioni. Ma una volta giunto a destinazione troverà solo il cadavere del capitano. Allora era tutto vero? Gli spiriti hanno davvero parlato quel pomeriggio? Da qui parte l'indagine per scoprire il colpevole di un delitto così brutale e apparentemente  senza motivo. E Agatha Christie, anche questa volta, non delude e riesce a creare un intreccio di possibili colpevoli che fino all'epilogo è difficile da sbrogliare, perché in ogni momento tutti sembrano sospettati. A risolvere l'enigma non c'è un eccentrico investigatore belga né tanto meno un'arzilla e curiosa zitella, bensì una giovane donna molto sveglia e determinata a scagionare il fidanzato. Emily Trefusis è la protagonista indiscussa di questo romanzo: mai rassegnata alle sorti dell'amato, sfodera tutte le armi femminile e la sua caparbietà per individuare l'assassino, mettendo insieme, pezzo dopo pezzo, un puzzle davvero inaspettato. Perché ogni pagina è una scoperta e ogni qualvolta si è convinti di avere in mano la risoluzione del caso ecco che capita qualcosa che ci costringe a rivedere tutte le nostre teorie. Alla sua tenacia, Emily aggiunge una sottile e arguta ironia, uno spiccato spirito d'osservazione e un sesto senso che l'aiuteranno in maniera determinante. Il suo personaggio mi è piaciuto moltissimo, perché completamente fuori dagli schemi e dallo stereotipo della donna benestante degli anni '30. E devo ammettere che in questo romanzo sono decisamente i personaggi femminili ad uscirne vincitori, perché sempre consapevoli delle proprie forze e inflessibili nel raggiungere lo scopo prefissato, a dispetto dei personaggi maschili un po' sottotono e spesso privi di carattere, fatte salve alcune eccezioni. A tutto questo fa da cornice la brughiera inglese, meravigliosamente descritta dalla Christie. L'autrice, infatti, riesce a rendere quasi tangibili i paesaggi descritti e rende perfettamente l'idea di uno scenario da un lato poetico, con le sue atmosfere sfuocate, quasi irreali, per via della nebbia e della natura incontaminata, e da un lato terribilmente angosciante, con i suoi colori freddi e il senso di isolamento che pervade tutto il romanzo. Una lettura estremamente piacevole, che mi ha catturato dalla prima all'ultima riga e che vi consiglio vivamente.
Voto: 8,5


Colonna sonora: Clocks dei Vitamin String Quartet (tributo ai Coldplay)
Consigliato: consigliatissimo veramente a tutti 


Buona Lettura!

venerdì 13 gennaio 2012

Il club dei filosofi dilettanti


Titolo: Il club dei filosofi dilettanti
Autore: Alexander McCall Smith
Titolo originale: The Sunday Philosophy Club
Traduzione: Giovanni Garbellini
Editore: TEA
Collana: TeaDue
Pagine: 263
Prezzo: 8,60 €
Formato: brossura
Anno 1ª edizione originale: 2004
Anno 1ª edizione italiana: 2006
Genere: giallo, narrativa scozzese
Codice ISBN: 978-88-502-1373-3


Trama: Per la colta e raffinata Isabel Dalhousie, fondatrice del Club dei filosofi dilettanti di Edimburgo, una serata all'opera è sempre un momento di riposo e di serenità. Ma quando un giorno, al termine di una rappresentazione, vede un giovane precipitare giù dal loggione, intuisce che quella caduta non è affatto accidentale, come la polizia vorrebbe far credere. Dotata di grande sensibilità e di senso morale, Isabel da perspicace filosofa si trasforma immediatamente in investigatrice. Aiutata dalle persone a lei più care - Cat, l'adorata nipote, Jamie, l'affascinante ex fidanzato di Cat e Grace, la fedele governante -, Isabel indaga e scopre che dietro le suggestive atmosfere e gli splendidi paesaggi urbani di Edimburgo si celano tensioni e appetiti, tanto voraci quanto immorali...
(dalla quarta di copertina)

Giudizio personale: Prima esperienza con Alexander McCall Smith e, se devo essere sincera, ne esco piuttosto perplessa. Non posso dirmi completamente insoddisfatta, ma ritengo che questo romanzo abbia diversi punti deboli, uno su tutti il finale. Ma prima di arrivare alle ultime pagine di questo libro, su cui mi dilungherò più avanti, ci sono molte altre cose di cui parlare. La protagonista di questa storia è Isabel Dalhousie, affascinante donna di mezza età responsabile della "Rivista di etica applicata" nonché presidentessa del Club dei filosofi dilettanti. Una sera, al termine di un concerto di musica sinfonica alla Usher All, assiste alla morte di un ragazzo, che precipita da un loggione proprio davanti ai suoi occhi. Questo episodio la turberà oltre misura, fino quasi a diventare un'ossessione e, in seguito a una serie di incontri casuali, Isabel decide di fare luce su questa morte che la polizia sembra voler catalogare come suicidio. Così la nostra protagonista, un po' Miss Marple un po' Jessica Fletcher, mettendo il naso in affari molto delicati, riesce a ricostruire l'esatta dinamica dei fatti. Isabel è un personaggio molto particolare (ancora non ho capito se mi piace): estremamente brillante, intelligente e in possesso di un bagaglio culturale invidiabile, a tratti diventa di difficile sopportazione per via delle continue intromissioni nella vita della nipote. È quantomeno singolare che un'accanita sostenitrice dell'etica e della filosofia sia così curiosa ed invadente, seppur ogni sua intrusione sia frutto dell'affetto che prova per Cat o nata dal desiderio di trovare risposte sensate per una morte così assurda. Non so perché, ma Isabel mi ricorda la professoressa Roberta de Monticelli: non chiedetemi da dove arrivi questa mia pazza similitudine, ma già dopo poche pagine nella mia mente è scattata questa strana associazione. Ma torniamo al romanzo, di cui un punto forte è sicuramente l'ambientazione: c'è tanta Scozia in questo libro, una Scozia spesso sconosciuta ai più, una Scozia ricca di artisti e filosofi, una Scozia che sembra quasi essersi fermata nel tempo. Spesso durante la lettura ho avuto la sensazione di avere per le mani un romanzo ambientato a cavallo fra '800 e '900, grazie a uno stile d'altri tempi e alla quasi totale mancanza di riferimenti temporali e alla tecnologia: nessuna ossessione per super gadget informatici che vanno tanto di modo, nessuna marca in bella mostra (cosa che detesto e che sempre più spesso mi capita di trovare nei "super best sellers"), quasi un romanzo anacronistico, fuori dal tempo e dallo spazio. Purtroppo però non sempre lo stile narrativo di McCall Smith solletica il lettore, in alcune passaggi anzi lo infastidisce. Il romanzo infatti è a tratti prolisso a causa delle continue divagazioni ed elucubrazioni mentali della protagonista, la quale, in ottemperanza al suo titolo di filosofa, parte da un minuscolo problema e ne fa un caso accademico, tirando in ballo perfino Kant. Ora, questo giochino è carino e interessante all'inizio, ma quando per ogni minima questione ci si ritrova con un panegirico filosofico senza fine si corre il rischio di perdere il filo logico del romanzo. Un punto a suo favore l'autore lo segna con un particolare sottotesto erotico, nemmeno tanto velato, che caratterizza spesso e volentieri i pensieri di Isabel, e che se non altro offre una variante divertente e insolita alla sua altrimenti troppo rigida e inflessibile visione della vita. Il finale però è stata una grandissima delusione, non tanto per chi incarna il colpevole, quanto per come Isabel decide di gestire la sua scoperta. Vi assicuro che le ultime due pagine mi hanno lasciata interdetta, senza parole. Ho chiuso il libro con l'amaro in bocca: insomma, dopo tutte queste belle parole sull'onestà e la morale finisce così? No, davvero non ci siamo. O forse sono io a essere abituata male, con tutti i thriller americani che leggo. Mi concederò un'altra avventura di Isabel Dalhousie per capire meglio come la penso su questo autore.
Voto: 6 meno meno


Citazione: "A questo serviva l'educazione, a evitare le frizioni tra le persone, regolando i termini dell'incontro con gli altri. Se ambo le parti in causa sapevano cosa avrebbe dovuto fare l'altro, era improbabile che si arrivasse a uno scontro. E funzionava a ogni livello, dalle minime interazioni tra due persone ai rapporti tra le nazioni. Il diritto internazionale, in fin dei conti, non era che un galateo su larga scala."


Colonna sonora: Scarborough Fair di Simon & Garfunkel
Consigliato: se siete il tipo di persone che ama intromettersi nella vita altrui (a fin di bene però)


Buona Lettura!

lunedì 19 dicembre 2011

A Natale regala un libro! I GIALLI

Settimana scorsa ho inaugurato questa mini rubrica tutta natalizia con l'intento di "proporre" qualche libro come idea regalo. Ho iniziato con i classici, perfetti per questa atmosfera festosa; oggi, invece, cambiamo completamente genere, approdando a quello che forse è il mio preferito, ovvero il giallo! Chi passa di qui con una certa frequenza non può non aver notato una mia propensione per tutto ciò che ha a che fare con crimini, indagini, suspense e chi più ne ha più ne metta. I tre libri di cui vi parlo oggi sono molto diversi fra loro, per stile narrativo, trama e ambientazione. Ognuno di questi però mi ha lasciato qualcosa: la scoperta di un personaggio geniale e affidabile, la Divina Commedia a tinte noir e una "eroina" moderna tanto combattiva e passionale sul lavoro quanto fragile e indifesa nella vita privata. E poi, con questo freddo, cosa c'è di meglio di una bella tazza di tè caldo e un buon libro ricco di colpi di scena?



Il re indiscusso di questo genere letterario è senza ombra di dubbio Sir Arthur Conan Doyle, dalla cui penna magica è nato lo straordinario personaggio di Sherlock Holmes. Se non avete mai avuto il piacere di immergervi nelle avventure di questo personaggio allora questo è il romanzo che fa per voi. In Uno studio in rosso, pubblicato nel 1887, Holmes fa la sua prima apparizione. Potrete così assistere alla genesi di un genio dell'investigazione e alla nascita del suo rapporto collaborativo con il fedelissimo Watson. Sherlock Holmes è veramente un personaggio magnetico, capace di catturare l'attenzione grazie alla sua arguzia, alla sua intelligenza e al suo raziocinio sempre limpido, privo di qualsiasi barlume di sentimentalismo, al limite del cinismo. In questo romanzo Holmes è in cerca di un nuovo coinquilino con cui condividere il famosissimo appartamento di Baker Street ed è così che incontra per la prima volta John Watson, ex medico militare appena rientrato in Inghilterra dalla guerra in Afghanistan. Fra i due nasce subito un feeling particolare e ben presto si troveranno ad avere a che fare con un omicidio piuttosto complicato. Ma grazie alle personalità diametralmente opposte dei due protagonisti, che collaborano in simbiosi perfetta, l'assassino non avrà scampo.

Il circolo Dante è un altro giallo che ho amato particolarmente, perché fonde fra le sue pagine un'ambientazione cupa e un po' angosciante alle parole del mio poeta preferito: Dante. Ambientato a Boston nel 1865, in un'America che non vede di buon occhio la diffusione della "Divina Commedia", considerata papista e pericolosa, un gruppo di letterati dell'università di Harvard si riunisce in segreto nel tentativo di dare una degna traduzione all'opera Dantesca. Contestualmente Boston è colpita da una serie di delitti raccapriccianti che colpiscono personalità in vista della città: questi omicidi avvengono secondo uno schema ben preciso, che solo un conoscitore di Dante può riconoscere. L'assassino, infatti, utilizza le punizioni inflitte ai peccatori nell'inferno dantesco per uccidere le sue vittime. Mentre la polizia brancola nel buoi, i nostri letterati riusciranno a mettersi sulle tracce del serial killer. 
Questo romanzo è lungi dall'essere perfetto: la prima parte è oggettivamente piuttosto prolissa, ma superate le prime cento pagine non sono più riuscita a staccarmi dalla lettura. La trama è ben strutturata e miscela fatti e vicende di pura fantasia a personaggi realmente esistiti: Longfellow, Holmes e Lowell erano davvero studiosi e diedero vita effettivamente al circolo Dante. Se cercate un giallo un po' diverso dal solito, privo dei superpoliziotti dei thriller moderni, questo è il libro che fa per voi.

Come mi è già capitato di sottolineare, Patricia Cornwell è una delle mie autrici preferite, indubbiamente quella che conosco meglio. Sebbene gli ultimi romanzi siano stati piuttosto deludenti, appena viene pubblicato un suo libro non so proprio resistere, e finisco col leggerlo tutto d'un fiato. Se non avete mai avuto a che fare con questa autrice, vi consiglio di iniziare con Postmortem, il suo primo romanzo. Quando fu pubblicato per la prima volta, nel 1990, è stato uno dei primi romanzi a proporre un punto di vista inedito nel panorama dei romanzi investigativi: la protagonista, Kay Scarpetta, è un'anatomopatologa forense, dirigente dell'Istituto di medicina legale di Richmond. Tutta l'indagine è narrata dal suo punto di vista, quindi il classico lavoro da poliziotto fa da contorno all'analisi scientifica dettagliata del corpo della vittima. Molto prima di C.S.I. o Body of Proof. Avvicinarsi alla Cornwell con questo romanzo, significa anche assistere alla crescita professionale e personale della protagonista: Kay Scarpetta è infatti protagonista di altri 18 romanzi, attraverso i quali vedremo l'incedere della sua vita tra indagini sempre più complicate, colleghi di lavoro ostili e un amore passionale e profondo. 

A domani con altri piccoli e veloci consigli di letterari, e come sempre

Buona Lettura!

mercoledì 2 novembre 2011

Scomparsa


Titolo: Scomparsa
Autore: Chevy Stevens
Titolo originale: Still Missing
Traduzione: Velia Februari
Editore: Fazi
Pagine: 361
Prezzo: 18,60 €
Formato: copertina rigida
Anno 1ª edizione originale: 2010
Anno 1ª edizione italiana: 2011
Genere: giallo, narrativa nord-americana
Codice ISBN: 978-88-6411-246-1


Trama: È una mattina d'estate qualunque per la giovane agente immobiliare Annie O'Sullivan. Quel giorno, le sue uniche preoccupazioni sono l'ennesima lite con la madre, l'open house da organizzare in una casa in vendita nel pomeriggio e la cena con Luke, il suo fidanzato. L'open house va per le lunghe, ma quando si presenta un potenziale acquirente dal sorriso gentile, Annie pensa che possa essere il suo giorno fortunato. Non è così. L'uomo le punta una pistola addosso e, dopo averla drogata, la chiude in un furgone. Al risveglio, Annie scopre di essere stata portata in una casa sperduta tra le montagne. Dove si trova? E chi è quell'uomo? Intrecciato con la storia dell'anno di prigionia che viene svelata durante gli incontri con la psichiatra - un secondo filo narrativo racconta l'incubo del ritorno dopo la liberazione: la lotta di Annie per ricomporre un'esistenza ormai spezzata, le ricerche della polizia per identificare il rapitore e il turbamento per la consapevolezza che questa esperienza, sebbene conclusa, è molto lontana dall'essere superata. Un thriller mozzafiato, una storia di paura e dolore, ma anche di sopravvivenza, della forza di raccontare e di esplorare i recessi più oscuri della psiche umana, dove la verità non sempre rende liberi.
(dal risvolto di copertina)

Giudizio personale: Romanzo d'esordio dell'autrice canadese Chevy Stevens, questo "Scomparsa" mi ha proprio sorpresa. La storia inizia una domenica d'agosto quando, al termine di una giornata di lavoro, Annie viene rapita da uno sconosciuto. Il "Pazzo", come lo chiama lei, la porta in una specie di casetta di montagna e lì la terrà segregata per lungo tempo. La peculiarità del romanzo è la sua suddivisione in 26 sedute di psicoterapia durante le quali Annie ripercorre i momenti salienti della sua prigionia, le violenze subite, la paura e il terrore costanti e la quotidiana lotta per sopravvivere. Per due terzi del libro la concentrazione massima è rivolta alle sensazioni provate dalla protagonista e ai suoi tentativi disperati di tornare ad una vita normale: il racconto del rapimento si alterna così ad accenni al passato di Annie e al resoconto della sua vita attuale. Questa parte del romanzo è quella che colpisce di più, per le emozioni e i sentimenti che approfondisce, e il lettore non può non rimanerne coinvolto. Annie tira fuori tutto quello che ha dentro, lo fa in maniera diretta e senza filtri e tu finisci col chiederti: "E io cosa avrei fatto al suo posto?" Lei si dimostra una donna forte, caparbia, capace di sopravvivere, seppur con mille difficoltà e conseguenze devastanti, ad una esperienza tanto traumatica da rovinarti per sempre la vita. I piccoli passi, gli sforzi giornalieri per riappropriarsi di ciò che ha perso, le arrabbiature e gli sfoghi con le persone che ama sono assolutamente realistici, tangibili quasi. Poi c'è la suspense, il mistero che avvolge l'uomo che l'ha presa: chi è? perché proprio lei? Cercando di dare una risposta a queste domande si arriva a un finale che vi farà trattenere il fiato fino all'ultima riga e a una conclusione non priva di sorprese.
Voto: 8


Citazione: "Ho fatto molte cose lassù in montagna, molte cose che non avrei voluto fare e molte cose di cui non mi sarei mai creduta capace. Ma quella volta? Quando mi chiedo come abbia fatto a diventare lo zombie che sono, come abbia potuto smarrirmi così, ripenso sempre a quel momento: il momento in cui misi da parte l'anima per fare posto alla ragione."


Colonna sonora: Broken dei Lifehouse
Consigliato a: questo romanzo è adatto sia agli amanti dei gialli, sia a chi predilige storie più intense. 


Buona Lettura!

venerdì 26 agosto 2011

La briscola in cinque



Titolo: La briscola in cinque
Autore: Marco Malvaldi
Editore: Sellerio
Collana: La memoria
Pagine: 162
Prezzo: 10,00 €
Formato: Brossura
Anno 1a edizione: 2007
Genere: Giallo
Codice ISBN: 978-88-389-2219-5

Trama: La rivalsa dei pensionati. Da un cassonetto dell'immondizia in un parcheggio periferico, sporge il cadavere di una ragazza giovanissima. Siamo in un paese della costa intorno a Livorno, l'immaginaria Pineta, "diventata località balneare di moda a tutti gli effetti, e quindi la Pro Loco sta inesorabilmente estinguendo le categorie dei vecchietti rivoltandogli contro l'architettura del paese: dove c'era il bar con le bocce hanno messo un discopub all'aperto, in pineta al posto del parco giochi per i nipoti si è materializzata una palestra da body-building all'aperto, e non si trova più una panchina, solo rastrelliere per le moto". L'omicidio ha l'ovvio aspetto di un brutto affare tra droga e sesso, anche a causa della licenziosa condotta che teneva la vittima, viziata figlia di buona famiglia. E i sospetti cadono su due amici della ragazzina nel giro delle discoteche. Ma caso vuole che, per amor di maldicenza e per ammazzare il tempo, sul delitto cominci a chiacchierare, discutere, contendere, litigare e infine indagare il gruppo dei vecchietti del BarLume e il suo barista. In realtà è quest'ultimo il vero svogliato investigatore. I pensionati fanno da apparato all'indagine, la discutono, la spogliano, la raffinano, passandola a un comico setaccio di irriverenze. Sicché, sotto all'intrigo giallo, spunta la vita di una provincia ricca, civile, dai modi spicci e dallo spirito iperbolico, che sopravvive testarda alla devastazione del consumismo turistico modellato dalla televisione.
(dal risvolto di copertina)

Giudizio personale: Per lungo tempo avevo sentito parlare di Malvaldi e dei suoi romanzi, e quando infine mi sono decisa ad acquistare La briscola in cinque, opera prima dell'autore nonché primo capitolo delle avventure del BarLume di Pineta, sono stata investita dai commenti entusiastici della mia libraia che a furia di tesserne le lodi pareva quasi un'addetta all''ufficio stampa della Sellerio. Caricato in valigia e pronto per accompagnarmi durante il mio soggiorno sulle rive del lago di Garda, è stato letteralmente divorato! Letto in mezza giornata. E devo ammettere che nonostante le premesse più che positive questo romanzo è stata una vera sorpresa. 
La storia si svolge a Pineta, immaginaria località balneare sita in provincia di Livorno, il cui centro di gravità permanente è il BarLume gestito dal giovane e brillante Massimo, il quale si trova suo malgrado testimone del ritrovamento di un cadavere. La vittima, giovanissima autoctona di buona famiglia, viene rinvenuta in un cassonetto non molto distante dal bar e da quel momento Massimo è inevitabilmente coinvolto nelle indagini. Indagini condotte dal ben poco promettente commissario Fusco, troppo impegnato a cercare nell'ovvio per prestare attenzione ai dettagli. A Massimo però non sfugge niente, e con il supporto di quattro pensionati praticamente domiciliati al bar, metterà insieme tutti i pezzi e, grazie a logica e deduzione, arriverà alla soluzione del caso. 
Questa è stata una lettura davvero piacevole e divertente perché, nonostante di delitti si parli, la voce narrante ci regala momenti di assoluto spasso grazie ai quattro vecchietti che fanno da cornice all'intero romanzo. Questi chiacchieroni, il cui sport preferito è impicciarsi dei fatti altrui, sono così veri da essere quasi tangibili, sempre pronti ad elargire perle di ironia pura e semplice. Sono sicura che se mi recassi al bar vicino casa troverei gli stessi quattro pensionati pettegoli impegnati in una diatriba tanto futile quanto comica, con un'unica differenza: il dialetto bolognese al posto di quello toscano. L'intreccio narrativo poi è ben riuscito e crea un giallo semplice ma efficace, con tutti gli indizi utili alla risoluzione del delitto nascosti alla luce del sole, pronti per essere colti da un occhio attento. Altrettanto positivo è il fatto che per una volta non abbiamo a che fare con un super poliziotto dal difficile passato, tutto muscoli e dal cuore d'acciaio che finisce con l'innamorarsi della collega di turno, ma bensì un ragazzo come tanti, un po' saccente, con una grande passione per la lettura e un nonno diabetico perennemente a caccia di gelati. Tuttavia i personaggi, per quanto simpatici ed efficienti, sono caratterizzati solo marginalmente e non in profondità: essendo però questo il primo volume di una serie, mi aspetto che l'autore ne approfondisca ulteriormente le varie sfaccettature di carattere nei prossimi libri che sono, in ordine, Il gioco delle tre carte e Il re dei giochi.
Voto: 8,5

Citazione: "- Di solito è in commissariato che si fanno le indagini. Non al bar. Mi sembra che in questo ci sia un po' di confusione.
- Assolutamente - interloquì Aldo. - In commissariato si fanno le indagini, è vero, ma qui si sottopone al vaglio del consorzio civile l'operato delle forze pubbliche che, in un paese democratico, il cittadino ha il dovere morale di valutare. Questo acciocché non sia abbia a cadere in una disdicevole accettazione supina che, lei mi insegna..."

Colonna sonora: Summertime di Janis Joplin
Consigliato a: ideale per tutti i gusti
Istruzioni per l'uso: divertitevi ad identificare i vostri nonni con uno dei quattro pensionati del romanzo

Buona Lettura!

lunedì 1 agosto 2011

Speciale Estate: IL MASTINO DEI BASKERVILLE



Titolo: Il mastino dei Baskerville
Autore: Arthur Conan Doyle
Titolo originale: The Hound of the Baskervilles
Traduzione: Maria Buitoni Duca
Editore: Bur
Collana: I Grandi Romanzi
Pagine: 226
Prezzo: 7,90 €
Formato: Brossura
Anno 1ᵃ edizione originale: 1901
Anno 1ᵃ edizione italiana: 1902
Genere: Giallo, Classico della letteratura inglese
Codice ISBN: 978-88-17-15350-8


Trama: A Dartmor, nel Devonshire, aleggia una maledizione che da decenni colpisce gli eredi maschi della famiglia Baskerville. Narra la leggenda che tutto  ebbe inizio quando Hugo Baskerville, uomo sfrenato e blasfemo, uccise una giovane donna di cui si era invaghito. Subito dopo il crimine lo stesso Hugo fu privato della vita per mano di una belva enorme proveniente dagli inferi. Lunga era la scia di morti violente nella dinastia dei Baskerville, lunga e preoccupante al punto che l'ultimo erede, il giovane Henry, si rivolge al rinomato Sherlock Holmes per avere protezione e venire finalmente a capo del mistero che da secoli minaccia la sua famiglia.

Giudizio personale: Terzo appuntamento con la rubrica dedicata alle letture estive e anche oggi sono a proporvi un bel giallo. Intrigante, coinvolgente, questo romanzo è veramente speciale. Il merito ovviamente è di quell'irresistibile e inimitabile genio di Sherlock Holmes: un personaggio a dir poco meraviglioso. In questo romanzo il nostro investigatore si troverà al cospetto di misteriose forze dell'occulto che da quasi duecento anni perseguitano la dinastia dei Baskerville. Una sfida imperdibile per una uomo razionale come Holmes, che basa le sue indagini sul ragionamento e sulla deduzione. Con accanto l'inseparabile Watson arriverà a risolvere il caso con arguzia e intelligenza. Una trama avvincente, dall'intreccio perfetto e dallo stile impeccabile di Conan Doyle. I personaggi sono ben caratterizzati, descritti magistralmente. L'ambientazione poi è assolutamente eccezionale, sembra quasi prendere vita più ci si addentra nella storia, con atmosfere cupe e tenebrose che non lasciano scampo.
Questo romanzo fu pubblicato per la prima volta a puntate sulla rivista The Strand Magazine, a partire dall'agosto 1901. Con Il Mastino dei Baskerville Arthur Conan Doyle, in seguito alle innumerevoli richieste dei suoi ammiratori resuscita Sherlock Holmes, che aveva ucciso nel 1893 nel racconto L'Ultima Avventura. 
Se non avete ancora letto niente di Conan Doyle, questo romanzo rappresenta un perfetto punto di partenza. Se però preferite iniziare dal principio, e cioè volete assistere al primissimo incontro tra Holmes e Watson, allora buttatevi senza esitazione su Uno studio in rosso, primissima avventura di Holmes.
Curiosità: Umberto Eco nel suo celeberrimo Il Nome della Rosa cita esplicitamente questo romanzo, chiamando il protagonista Gugliemo da Baskerville.
Voto: 9

Citazione: "Il mondo è pieno di cose ovvie che nessuno si cura mai di osservare."

Colonna sonora: Amber di Craig Armstrong
Consigliato a: questo romanzo è adatto veramente a tutti

Buona Lettura!

mercoledì 27 luglio 2011

Speciale Estate: DIECI PICCOLI INDIANI



Titolo: Dieci piccoli indiani
Autore: Agatha Christie
Titolo originale: Ten Little Niggers
Traduzione: Beata Della Frattina
Prefazione e postfazione: Alex R. Falzon
Editore: Mondadori
Collana: Oscar Scrittori del Novecento
Pagine: 181
Prezzo: 8,50 €
Formato: Brossura
Anno 1ᵃ edizione originale: 1939
Anno 1ᵃ edizione italiana: 1946
Genere: Giallo
Codice ISBN: 978-88-04-50759-4




Trama: Dieci persone vengono invitate a trascorrere qualche giorno sulla deserta Nigger Island. Queste persone non si conoscono e nessuna di loro sa che al suo arrivo sull'isola troverà altri nove invitati. Saranno tutti ospitati all'interno di una villa maestosa, ma al loro arrivo li attende una strana ed inquietante filastrocca, che con il passare del tempo sembra prendere vita, lasciando dietro di sé una scia di morte tanto spaventosa quanto inesplicabile.

Giudizio personale: nel pensare a quale fossero i libri più adatti alle imminenti vacanze estive mi è subito balzato alla mente questo capolavoro del giallo!!! In questo romanzo Agatha Christie supera se stessa e crea qualcosa di perfetto. Si parte da una trama intrigante, nella quale ogni personaggio ha un losco passato, un segreto che nasconde a tutti e che lo accomuna inevitabilmente agli altri protagonisti. Quando uno dopo l'altro, cominciano a morire, nessuno è immune da sospetti: ognuno di loro potrebbe essere l'assassino. Ma come individuarlo? Parte così una sorta di caccia al topo, durante la quale non ci si può fidare di nessuno, in un crescendo di ansia e tensione. Lo stile della signora del giallo è come sempre semplice ma efficace: lei riesce a coinvolgere il lettore come pochi altri scrittori hanno la capacità di fare.
Dieci piccoli indiani ha dato vita a ben cinque adattamenti cinematografici e innumerevoli sono i film e i romanzi che ad esso si ispirano, dal famosissimo Invito a cena con delitto del 1975 al più recente Nella mente del serial killer (2004), fino alla serie televisiva Harper's Island (2009) che ruota attorno ad un matrimonio organizzato su un'isola al largo di Seattle i cui invitati muoiono in una terribile sequenza di "incidenti" macabri. 
Voto: 9,5

Citazione: "Se quella fosse stata una vecchia casa, con travi scricchiolanti, ombre scure negli angoli e pareti foderate di legno, si sarebbe potuto percepire un senso di mistero, di imponderabile. Ma quella villa era la quintessenza della modernità. Non c'erano angoli bui, nessun pannello che potesse celare una porta segreta, la luce elettrica rischiarava ogni cosa, tutto era nuovo, ben levigato e lucente. Non c'era nulla di strano, di sospetto. Nessuna atmosfera di mistero. 
E proprio questa era la cosa più spaventosa."

Colonna sonora: Precious Thing di Tori Amos
Consigliato a: questo romanzo è davvero adatto a tutti, siate voi amanti o meno del genere

Buona Lettura!

martedì 5 luglio 2011

Sospetto e sentimento





Titolo: Sospetto e sentimento    
o: Lo specchio misterioso
Autore: Carrie Bebris
Titolo originale: Suspence and sensibility
Or, First Impressions Revisited
Traduzione: Alessandro Zabini
Editore: TEA
Collana: Narrativa TEA
Pagine: 278
Prezzo: 10,00 €
Formato: brossura
Anno 1ᵃ edizione originale: 2005
Anno 1ᵃ edizione originale: 2008
Genere: mistery novel, giallo, fantasy
Codice ISBN: 978-88-502-1511-9






Trama: Sono passati pochi mesi dal loro matrimonio, e i coniugi Darcy stanno felicemente passando la loro luna di miele nell'incanto di Pemberley. Il tempo per la pace e la solitudine della campagna è destinato a concludersi quando Elizabeth e Darcy decidono di partire per Londra dove, in compagnia di Kitty e Georgiana, affronteranno la stagione al fine di trovare un marito alle giovani dame. Kitty, la più incline ad un matrimonio nel breve periodo, si invaghisce di Harry Dashwood, gentiluomo di buona famiglia e ottima reputazione. Annunciato il fidanzamento nonostante la contrarietà di Fanny Dashwood, i due neo fidanzati sembrano destinati alla felicità: eppure qualcosa sembra turbare Harry che comincia a comportarsi in modo molto strano. Ben presto l'atteggiamento sempre più disdicevole del promesso sposo farà aumentare i pettegolezzi del ton fino a mettere a repentaglio definitivamente la reputazione del giovane. Ma cosa può avere causato un tale e radicale cambiamento?

Giudizio personale: Questo è il secondo volume della saga dedicata alle indagini di Mr. e Mrs. Darcy, sempre più indaffarati a sbrogliare misteri. Decisamente migliore del precedente, come il titolo suggerisce questo romanzo è un omaggio ad un altro capolavoro austeniano: Ragione e sentimento. Fanno infatti la loro comparsa nell'intreccio narrativo alcuni dei personaggi del celeberrimo romanzo: Harry Dashwood non è altri che il figlio di John Dashwood e Fanny Ferrars, nonché nipote di Elinor e Marianne. Questo escamotage letterario ci permette di assistere all'incontro tra la tanto amata Lizzie ed Elinor, incontro che ho trovato eccellente. Ho sempre pensato che queste due eroine sarebbero state ben assortite insieme e in questo romanzo ho visto realizzate le mie fantasie da Janeite. Ed esattamente come avevo detestato Fanny Dashwood e Lucy Steel nell'originale della Austen, anche in questo caso queste due vipere sono davvero insopportabili, pettegole e superficiali, sempre pronte ad anteporre il loro benessere a chiunque e a qualsiasi costo. I personaggi sono nel complesso meglio caratterizzati rispetto al primo volume della saga, più coinvolgenti e le schermaglie fra Darcy e Lizzie poi sono sempre divertenti. L'unico personaggio un po' trascurato è quello di Georgiana, che rimane sempre in disparte. Anche la trama e l'intreccio segnano un deciso miglioramento mentre lo stile narrativo rimane lontano anni luce dalla maestria austeniana. La storia, in bilico fra il giallo e il fantasy, è ben strutturata anche se prima di arrivare ad una svolta decisiva occore attendere un numero considerevole di pagine. E' nel complesso una lettura molto piacevole e che permette agli amanti di Orgoglio e Pregiudizio di continuare a sognare attraverso le avventure investigative dei suoi protagonisti, perfetta per le incombenti vacanze estive.
Voto: 8

Colonna sonora: Boadicea di Enya
Consigliato a: agli amanti dei romanzi della Austen, agli appassionati del genere rosa a tinte fantasy, a chi ama leggere sotto l'ombrellone
Istruzioni per l'uso: da consumarsi con una buona tazza di tè


Buona Lettura!

Italian Blogs for Darfur
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