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venerdì 6 luglio 2012

La grammatica dell'amore


Titolo: La grammatica dell'amore
Autrice: Rocío Carmona
Titolo originale: La gramática del amor
Traduzione: Rita Feleppa
Editore: Fanucci
Collana: Teens
Pagine: 291
Prezzo: 14,00 €
Formato: copertina rigida
Anno 1ª edizione originale: 2011
Anno 1ª edizione italiana: 2012
Genere: narrativa per ragazzi
Codice ISBN: 978-88-347-1948-0

Trama: Irene ha appena conosciuto l'amore ma non è andata come sperava. Dopo il divorzio dei suoi è stata spedita a studiare in Inghilterra, ma invece di rimettersi in sesto, la ragazza ha sofferto la sua prima grande delusione. Quello che dovrebbe essere il sentimento più nobile al mondo, per lei è solo un miraggio, qualcosa di distante e incomprensibile. Ed è grazie al suo professore di inglese che intraprenderà un viaggio fondamentale, percorrendo chilometri e chilometri di parole che ridaranno il giusto peso a ciò che sente, disegnando per lei un cammino da vivere con l'intensità di un attimo perfetto e insostituibile. Perché, come le insegna il suo professore, la letteratura è vita e amore. E sarà un vero colpo di fulmine ciò che la trascinerà pagina dopo pagina. E attraverso la lettura di sette grandi capolavori della letteratura mondiale che la ragazza riuscirà a scrivere la propria personalissima grammatica dell'amore. Saranno le parole di Tolstoj, Austen, Màrquez e Murakami, fra gli altri, ad accompagnarla in questa esperienza vitale e memorabile.
(dal risvolto di copertina)

Giudizio personale: Solo pochi giorni fa ero qui a parlarvi di quanto un libro mi avesse piacevolmente colpita, oggi invece vi racconterò della mia delusione a proposito di questo romanzo, La grammatica dell'amore, dal quale tanto mi aspettavo. 
La protagonista è Irene, un'adolescente spagnola che, in seguito al doloroso divorzio dei genitori, viene mandata a studiare in un college in Cornovaglia. Oltre alla nostalgia di casa e delle amicizie lasciate in fretta e furia Irene dovrà affrontare anche le prime delusioni d'amore, colpa di un compagno di classe, Liam, forse il più bello della scuola, che la trascina in un vortice di lacrime e umiliazione. Fortunatamente c'è Peter, il professore di inglese, che, cercando di aiutare Irene a metabolizzare il dolore e a capire meglio questo folle sentimento, inizia con lei una serie di lezioni private sulla grammatica dell'amore. I mezzi attraverso i quali si articolano queste lezioni speciali sono i libri, i grandi romanzi che parlano di amore, quello con la A maiuscola.
Una trama così non poteva non intrigarmi e il titolo, poi, mi era talmente tanto piaciuto che non sono riuscita a resistere. Se a questo aggiungiamo che uno dei grandi classici citati è Orgoglio e pregiudizio capite bene quali potessero essere le mie aspettative nel dare inizio a questa lettura. Aspettative in gran parte disattese. Questo romanzo infatti non mi ha per niente entusiasmato. L'ho trovato piuttosto banalotto, privo di originalità, i cui personaggi mi sono sembrati, in tutta onestà, privi di spessore. Tutto quello che accade è ampiamente prevedibile, non succede niente che ti faccia dire "Wow, questo proprio non me l'aspettavo", chiunque leggendo sarebbe in grado di anticipare quello che accade nella pagina successiva. Mi è sembrato, fondamentalmente, che tutto fosse appena sfiorato, poco approfondito. La stessa interazione fra Irene e i romanzi che le sono stati assegnati mi è parsa molto flebile, poco incisiva, superficiale quasi. Mi sono sembrati quasi marginali, proprio perché poco sviscerati. Per non parlare di alcune situazioni al limite dell'assurdo, tipo il rapporto che si instaura tra Peter e Irene, che tra una lezione e l'altra vanno a cena insieme e fanno escursioni fuori porta senza che nessuno trovi strano che un professore trentenne, e a quanto pare pure avvenente, esca con una minorenne. In Inghilterra funzionerà così.
Va detta una cosa, a onor del vero, questo è a tutti gli effetti un romanzo per ragazzi e io sono abbondantemente fuori target, ormai prossima ai trenta, e sicuramente questo influisce nella mia valutazione. Insomma, forse sono un po' vecchia per certe cose. Però ho trovato poco corretto far passare la "crescita" di Irene solo dal miglioramento dell'aspetto fisico, mi è parso un po' troppo facile e anche poco credibile. Di solito accade il contrario, almeno per me è stato così, dopo un lungo percorso interiore ci si sente meglio e di conseguenza anche l'estetica ne trae vantaggio. Ma sorvoliamo su questo punto per arrivare alla vera nota dolente e qui potrei aprire una parentesi immensa. Nel senso che il mio giudizio è stato inevitabilmente influenzato da un un piccolo dettaglio che, secondo me, non è così irrilevante. Mi spiego meglio: all'interno di questo romanzo c'è un erroraccio macroscopico, macché dico macroscopico, un errore madornale, pazzesco e imperdonabile. Forse sono troppo drastica, lo ammetto, ma come ho già detto altre volte gli errori mi infastidiscono parecchio. Ebbene, più o meno nella prima parte del libro Irene ha appena concluso lo studio di Murakami e riceve da Peter il secondo romanzo per la sua grammatica dell'amore: Orgoglio e Pregiudizio. All'inizio lei ha qualche difficoltà ad immergersi nelle atmosfere austeniane ed è ben felice di scoprire che la professoressa di letteratura inglese sta per affrontare quello stesso romanzo in classe. E qui casca l'asino. Sì, perché la lezione inizia così, con la professoressa che dice, cito testualmente: "Orgoglio e Pregiudizio racconta la storia d'amore di Elizabeth Bennet e MARK Darcy". Cooosa??? No, non ci siamo, questa cosa è quasi un'eresia, imperdonabile. Mettiamo in chiaro che Mark Darcy non esiste, se non ne Il diario di Bridget Jones, il Darcy della Austen si chiama Fitzwilliam. Questo abominio, peraltro, non è nemmeno una svista ma un errore reiterato  perché Mark Darcy compare tre volte in quattro pagine, quindi lei era davvero convinta. Vi giuro che credevo di aver letto male, ma quando mi sono accorta di tale castroneria stavo per avere un mancamento. Ora, io sarò esagerata troppo drastica, tutto quello che volete, ma parto da un presupposto molto semplice: se stai scrivendo un libro e decidi, all'interno dello stesso, di citare un altro romanzo, mi aspetto che tu lo faccia correttamente. Se tu mi sbagli il nome del protagonista maschile di suddetto romanzo mi induci a pensare che tu, in realtà, non l'abbia letto oppure tu l'abbia fatto molto superficialmente. E nessuna delle due opzioni è cosa buona. Tra l'altro stiamo parlando di un romanzo che conosco anche i sassi. Ma poi, avesse anche citato un personaggio secondario o un libro minore non sarebbe comunque un errore accettabile. Sei una scrittrice, i libri sono il tuo mestiere. Per non parlare del fatto che, se hai scelto questi sette romanzi, un motivo ci sarà, avranno qualcosa che a tuo giudizio li rende consoni e adatti alla tua opera, io presumo che dietro ci sia una scelta ponderata derivata da uno studio accurato di tali testi. Se poi, però, mi cadi su Darcy mi viene quasi da pensare che ti stia citando Orgoglio e Pregiudizio solo perché adesso è di moda farlo. Se citi un romanzo, o qualsiasi altro testo, lo fai in maniera corretta se no non lo fai. Gravissimo errore, ma ancora più grave, se possibile, è il fatto che il correttore di bozze, o meglio l'editor, non se ne sia accorto. Ma come fai a non accorgerti di una cosa simile, come fai a mandare in stampa un libro con una castroneria del genere. Sono davvero allucinata. Questa cosa, penso si sia capito, ha pesato tantissimo nel mio giudizio. Una volta che mi sono imbattuta in Mark Darcy la lettura non è stata più la stessa. Sono davvero cattiva stasera, me ne rendo conto. 
Il bello è che, nonostante tutto questo, La grammatica dell'amore non è poi così atroce, ci sono alcuni passaggi molto carini e ha uno stile fresco che rende la lettura molto veloce.
Non so, fatemi sapere cosa ne pensate, per oggi ho finito la mia scorta di cattiverie.
Voto: 5,5

Citazione: "Siamo ciò che rimane di noi quando ci spezzano il cuore per la prima volta."

Buona Lettura!

giovedì 23 febbraio 2012

Il visconte dimezzato


Titolo: Il visconte dimezzato
Autore: Italo Calvino
Editore: Mondadori
Collana: Oscar Mondadori
Pagine: 91
Prezzo: 8,00 €
Formato: brossura
Anno 1ª edizione: 1952
Genere: narrativa italiana, narrativa per ragazzi
Codice ISBN: 978-88-04-37087-1


Trama: Il Visconte Medardo di Terralba rimane gravemente ferito durante la guerra contro i turchi: cannonata lo colpisce in pieno, dividendolo in due parti. In patria infatti, fa ritorno solo la sua metà destra. Quella appena rientrata a Terralba però, è una metà cattiva e priva di compassione, che semina il terrore fra la popolazione. Nel giro di breve tempo il visconte matura il desiderio di prendere moglie e comincia così a ricattare Pamela, giovane contadina, perché acconsenta a sposarlo. La situazione si complica quando anche la metà sinistra di Medardo, quella buona, torna in patria e anch'egli chiede in moglie Pamela.

Giudizio personale: Recensire Calvino è praticamente impossibile. O forse inutile. Inutile perché Calvino non ha bisogno di presentazioni, né tantomeno di una pazza amante della lettura che ne parla sul suo blog (ehm, presente), senza la necessaria competenza per farlo a dovere. Calvino è unico. Per il suo stile meraviglioso, per le sue storie surreali, per i personaggi che riesce a creare plasmandoli con fantasia e ingegno. Io amo Calvino, lo amo di un amore folle proprio come folle è questo romanzo. Il protagonista, Medardo di Terralba, è un visconte da poco partito per la guerra contro i turchi. Appena arrivato sul campo di battaglia però, viene colpito da una palla di cannone che lo divide a metà. Salvato dai medici del campo, fa ritorno a casa sconvolgendo tutta la popolazione di Terralba, che vede tornare al castello solo la metà destra del visconte. Ben presto, gli abitanti della valle si rendono conto che Medardo è stato diviso in due non soltanto in senso fisico, ma anche caratterialmente: a Terralba infatti è tornata la metà cattiva. Il visconte, perfido e malvagio passa le sue giornate a fare dispetti e a condannare a morte le persone colpevoli di aver commesso anche solo un minimo reato. Ma ancor più scompiglio è destinato a crearsi quando anche la metà buona del visconte torna in patria. 
Questa favola moderna è una piccola perla della letteratura italiana. Sempre in bilico fra il surreale e il fiabesco, la storia del visconte è anche un po' la nostra storia. Ognuno di noi infatti, può dire di combattere una guerra intestina, più o meno intensa, fra la sua parte razionale e quella più istintiva, fra il suo lato più magnanimo e quello più cinico. Medardo, letteralmente diviso in due, non ha più mezze misure, e né il suo lato buono né quello malvagio trovano pace: sono esseri incompleti, che estremizzando ogni loro azione si rendono insopportabili a chiunque. Non è un caso che Calvino descriva sia il Gramo che il Buono (così vengono chiamate le due metà) perennemente in condizioni di instabilità fisica, sempre alla ricerca di un supporto. Sono alla ricerca di un equilibrio che la loro condizione fisica rende impossibile, così come l'uomo moderno cerca di mediare fra i suoi istinti e il suo raziocinio: è un equilibrio difficile da trovare, e una volta raggiunto sarà sempre precario, ma è ciò a cui tutti ambiscono. Il visconte dimezzato è una piccola grande metafora dell'uomo e del mondo moderno, che sempre più aspira alla perfezione. Ma Calvino ci insegna che la perfezione non esiste, e che anche se esistesse sarebbe terribilmente noiosa: basta leggere le avventure del Buono, che in un primo momento è ben voluto da tutti, ma che poi è destinato anch'egli alla solitudine perché ogni sua buona azione, ogni suo sentimento è estremo, privo di obiettività e di mezze misure. La vita però non è solo bianca o nera, è ricca di migliaia di sfumature, ognuna delle quali ci arricchisce e ci rende più completi, un piccolo pezzo alla volta.
Il Visconte dimezzato è il primo romanzo della cosiddetta Trilogia Araldica, di cui fanno parte anche Il barone rampante e Il cavaliere inesistente.
Voto: 8,5

Citazione: "O Pamela, questo è il bene dell'esser dimezzato: il capire d'ogni persona e cosa al mondo la pena che ognuno e ognuna ha per la propria incompletezza. Io ero intero e non capivo, e mi muovevo sordo e incomunicabile tra i dolori e le ferite seminati dovunque, là dove meno da intero uno osa credere. Non io solo, Pamela, sono un essere spaccato e divelto, ma tu pure e tutti. Ecco io ora ho una fraternità che prima, da intero, non conoscevo: quella con tutte le mutilazioni e le mancanze del mondo."


Colonna sonora: Viva la vida dei Coldplay
Consigliato: ai bambini, ma soprattutto ai grandi


Buona Lettura!

domenica 8 gennaio 2012

Harry Potter e il prigioniero di Azkaban


Titolo: Harry Potter e il prigioniero di Azkaban
Autrice: J. K. Rowling
Titolo originale: Harry Potter and the prisoner of Azkaban
Traduzione: Beatrice Masini
Illustrazioni: Serena Riglietti
Editore: Salani
Pagine: 366
Prezzo: 14,00 €
Formato: brossura
Anno 1ª edizione originale: 1999
Anno 1ª edizione italiana: 2000
Genere: narrativa per ragazzi, fantasy
Codice ISBN: 978-88-8451-612-1


Trama: «Non vado in cerca di guai. Di solito sono i guai che trovano me». Così dice Harry Potter, giovane studente della prestigiosa Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts, ai suoi amici. E infatti Harry non è al sicuro: un famigerato assassino è evaso dalla terribile prigione di Azkaban e gli sta dando la caccia, deciso a ucciderlo. Forse questa volta nemmeno la scuola magica, nemmeno gli amici più cari possono aiutarlo, non quando tra loro si nasconde un traditore...
In un vortice di emozionanti colpi di scena, tra mappe stregate e ippogrifi scontrosi, zie volanti e libri che mordono, Harry Potter conduce il lettore nel terzo capitolo delle sue straordinarie avventure.
(dal risvolto di copertina)

Giudizio personale: Ebbene sì, lo devo ammettere: sono ufficialmente entrata nel tunnel di Harry Potter. Intendiamoci, non è stata una cosa poi così difficile, visto l'amore che già provavo per i rispettivi film, ma ora, ormai giunta al terzo romanzo della Rowling, posso dirmi davvero Potter-dipendente. L'unica cosa che mi dispiace è aver dato la precedenza alla saga cinematografica rispetto a quella letteraria (cosa peraltro insolita per me): mi consola il fatto che almeno per l'ultimo capitolo posso rimettere le cose nell'ordine più giusto, non avendo ancora visto i due film. Ma veniamo a noi e a questo terzo romanzo di quella che è diventata forse la saga più famosa al mondo. Il terzo anno di studio a Hogwarts non è ancora cominciato, ma come sempre per Harry i guai non mancano, e quest'anno si preannuncia ancora più ostico dei precedenti. La causa è Sirius Black, pericoloso criminale evaso dalla prigione di Azkaban e sulle tracce del nostro maghetto. La fuga di Black fornisce l'occasione per fare un po' di luce e fornire ulteriori particolari sulla terribile morte di James e Lily Potter. In un susseguirsi di emozioni e avventure, Harry trascorrerà questi dieci mesi sempre al limite dell'incredibile, tra esplosioni di gioia e rivelazioni dolorose e insopportabili. Questo è l'anno della svolta.
Harry Potter sta crescendo e con lui cresce anche il livello dei romanzi; ad oggi posso dire che questo è il mio preferito della saga. La trama si fa più intricata e intensa, così come sempre più intense sono le emozioni provate dai protagonisti. C'è tanta rabbia in questo romanzo, rabbia per quello che è stato perso e sarebbe potuto essere, rabbia per un tradimento imperdonabile. Una rabbia espressa però in modo non distruttivo, una rabbia che ammette la pietà. E poi c'è questa amicizia bellissima e forte, più forte di qualsiasi altra cosa, che lega Harry, Ron e Hermione. Un'amicizia che supera liti e incomprensioni brillantemente, e che sempre più affonda le sue radici in un sentimento profondo e sempre più maturo, un'amicizia per difendere la quale i tre protagonisti sarebbero disposti a perdere la vita. Harry sta crescendo, dicevo poc'anzi, ma tutti gli altri personaggi crescono con lui, e la Rowling riesce a dare corpo e carattere ad ognuno di loro in maniera magistrale. E in questo libro anche i professori sono decisamente in netto miglioramento: la professoressa McGranitt è semplicemente stupenda, specialmente quando si trasforma in sfegatata tifosa di Quidditch; Silente, neanche a dirlo, è meravigliosamente saggio e ironico; Piton è terribile, sempre più perfido (o quanto l'ho detestato durante questa lettura), e Lupin è l'insegnante che tutti vorremmo avere. Ma in assoluto il personaggio migliore di questo romanzo è Sirius Black, un concentrato di arguzia, caparbietà e mistero, in una sola parola: FAVOLOSO! Sempre più gotico e maturo, questo Harry Potter mi piace ogni giorno di più, soprattutto per come l'ironia viene sapientemente miscelata a tinte dark e a momenti tristi e commoventi: questa alternanza di emozioni accompagna il lettore fino all'ultima pagina, in un crescendo di trepidazione e speranza. E, appena chiuso il libro, già si è pronti a ricominciare. Il quarto anno è lì che aspetta.
Voto: 9


Citazione: "Credi che le persone scomparse che abbiamo amato ci lascino mai del tutto? Non credi che le ricordiamo più chiaramente che mai nei momenti di grande difficoltà? Tuo padre è vivo in te, Harry, e si mostra soprattutto quando hai bisogno di lui."


Colonna sonora: Ramalama Bang Bang di Roisin Murphy
Consigliato a: tutti
Istruzioni per l'uso: chiudete gli occhi e......MAGIA!


Buona Lettura!

venerdì 23 dicembre 2011

A Natale regala un libro! JUNIOR

Quando ho pensato a questa serie di post "natalizi" volevo innanzi tutto buttare le basi per i non lettori, volevo cioè elencare una serie di titoli che potessero in qualche modo incuriosire anche solo una persona che fa parte di quella stragrande maggioranza di popolazione italiana che non legge. E potevo forse ignorare il genere letterario che appartiene al nostro futuro? Per questo ho scelto libri particolarmente adatti ai giovani lettori, sia per letture individuali sia per letture condivise con i genitori. Ma prima di passare ai consigli di oggi vorrei aggiungere ancora due parole sui ragazzi e la lettura. Se i vostri figli, o nipoti, non leggono non forzateli, non fategli vivere la lettura come un obbligo (ci pensa purtroppo già la scuola). Cercate piuttosto di stimolare la loro fantasia, di assecondare le loro passioni e attitudini. Fategli capire quanto di magico c'è in un libro, quanta avventura e quante emozioni possono scaturire da ogni pagina. Fate in modo che già da piccolissimi vivano i libri come amici: abbiamo la fortuna di avere un'editoria per bambini e ragazzi in alcuni casi davvero ottima. 

Il primo libro-consiglio di oggi è il meraviglioso Il bambino con il pigiama a righe. Questo libro è la storia di un'amicizia molto speciale fra Bruno, figlio di un gerarca nazista, e Smhuel, prigioniero ad Auschwitz. L'intera storia è narrata dal punto di vista di Bruno, che dai suoi 8 anni non percepisce quello che realmente sta accadendo attorno a lui. La forza straordinaria di questo libro sta proprio nella contrapposizione fra la tragicità del periodo storico e l'innocenza e ingenuità della voce narrante. Per questo ritengo che la lettura di questo libro vada condivisa con un adulto, sia per chiarire le lacune o le curiosità che la narrazione può suscitare in un giovane lettore, sia perché su una persona matura, consapevole degli avvenimenti storici, l'effetto dirompente di questo romanzo è ancora maggiore e sicuramente più profondo. È piuttosto evidente che questo non è un romanzo storico a cui si possa affidare l'insegnamento di cosa sia stato l'Olocausto, ma è un buon punto di partenza, soprattutto per i più giovani, per cominciare a costruire le fondamenta di una forte e solida coscienza storica.

Più che un unico libro, ora vorrei consigliarvi una vera e propria collana realizzata dalla Scuola Holden in collaborazione con la Biblioteca di Repubblica e l'Espresso. Si chiama Save the story e nasce con l'intento di "preservare" alcuni dei maggiori capolavori letterari e metterli al servizio dei giovanissimi. Per questo alcuni scrittori famosi hanno "riscritto" altrettanti classici della letteratura in versione junior corredati da illustrazioni bellissime. I romanzi in questione sono: Don Giovanni raccontato da Alessandro Baricco, I promessi sposi da Umberto Eco, Cyrano de Bergerac da Stefani Benni, Il naso da Andrea Camilleri, Delitto e castigo da Abraham B. Yehoshua, Gilgamesh da Yiyun Li, Antigone da Ali Smith, Gulliver da Jonathan Coe, Capitano Nemo da Dave Eggers. Trovo che attraverso questa collana si possano avvicinare i bambini a romanzi troppo spesso considerati solo dei mattoni letterari, solleticando la loro curiosità e facendo in modo che, una volta cresciuti, sentano la necessità di leggere la versione originale di questi capolavori.

Con questo post si concludono i miei veloci consigli natalizi, spero di esservi stata utile, di avervi incuriosito in qualche modo. Non mi resta che augurarvi un Natale ricco di libri!

Buona Lettura!

mercoledì 23 novembre 2011

Harry Potter e la camera dei segreti


Titolo: Harry Potter e la camera dei segreti
Autrice: J.K. Rowling
Titolo originale: Harry Potter and the chamber of secrets
Traduzione: Serena Daniele
Editore: Salani
Pagine: 307
Prezzo: 13,00 €
Formato: brossura
Anno 1ª edizione originale: 1998
Anno 1ª edizione italiana: 1999
Genere: fantasy, narrativa per ragazzi
Codice ISBN: 978-88-8451-611-4

Trama: Harry Potter è ormai celebre: durante il primo anno alla Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts ha sconfitto il terribile Voldemort, vendicando la morte dei suoi genitori e coprendosi di gloria. Ma una spaventosa minaccia incombe sulla scuola: un incantesimo che colpisce i compagni di Harry uno dopo l’altro, e che sembra legato a un antico mistero racchiuso nella tenebrosa Camera dei Segreti.
(dal risvolto di copertina)

Giudizio personale: Come sapete, sono arrivata all'Harry Potter cartaceo solo lo scorso anno (che vergogna, lo ammetto) dopo averne rimandato la lettura troppe volte. Del primo capitolo della saga mi sono innamorata subito e quando ho iniziato la lettura della camera dei segreti speravo di non rimanerne delusa perché leggere un libro dopo aver visto la sua trasposizione cinematografica almeno 10 volte può essere pericoloso, sai già cosa aspettarti, più o meno, e il rischio di annoiarsi è alto. Invece, anche questa volta ho terminato la lettura entusiasta e soddisfatta. Come può essere possibile che una quasi trentenne (sigh!) ami così tanto una serie nata appositamente per i bambini? Perché, almeno credo, Harry Potter è tante cose, non solo in romanzo per ragazzi: innanzi tutto c'è una trama avvincente, che ti coinvolge da subito, ci sono personaggi ai quali è impossibile non affezionarsi e poi c'è quell'atmosfera magica che ti cattura sin dalle prime pagine, un'atmosfera che ti fa volare con la fantasia. In questo secondo libro della Rowling Harry è ormai prossimo ad iniziare il suo secondo anno alla scuola di magia di Hogwarts. Le vacanze estive sono state terribili per colpa dei Dursley e la mancata corrispondenza con gli amici Ron e Hermione non ha fatto altro che aggravare la nostalgia di Harry. E ancor primo di arrivare alla scuola, Potter capisce che questo sarà un altro anno estremamente movimentato: sembra infatti che tutto trami contro di lui, che ci sia una forza magica che fa di tutto per tenerlo lontano dal castello. Per Harry sarà un anno molto difficile, in bilico tra dubbi e accuse di essere l'erede di Serpeverde. Ancora più forte del precedente romanzo sarà l'importanza che avranno le scelte attuate dai protagonisti. Come già detto nella recensione di Harry Potter e la pietra filosofale, uno degli aspetti che maggiormente ho amato di questa saga è il rilievo dato dall'autrice al concetto di scelta: Harry sceglie con convinzione di stare dalla parte dei buoni, così come altri scelgono scientemente il male, l'oscurità. Ogni presa di posizione non è frutto del caso, come spesso capita nei libri per bambini: i buoni non sono tali solo perché sono nati così, ma perché hanno scelto quella strada. Ecco, trovo che questa sia una prospettiva fondamentale per i ragazzi, un fattore importantissimo: perché dai libri si può imparare tanto.
Voto: 8,5 

Citazione: "Sono le scelte che facciamo, Harry, che dimostrano quel che siamo veramente, molto più delle nostre capacità."

Colonna sonora: Boys don't cry dei Vitamin String Quartet (tributo ai Cure)
Consigliato a: agli adulti, per tornare un po' bambini e riscoprire un po' della magia che c'è intorno a noi

Buona Lettura!

sabato 2 luglio 2011

Le luci di settembre



Titolo: Le luci di settembre
Autore: Carlos Ruiz Zafón
Titolo originale: Las luces de septiembre
Traduzione: Bruno Arpaia
Editore: Mondadori
Collana: Scrittori italiani e stranieri
Pagine: 268
Prezzo: 19,00 €
Formato: Copertina rigida
Anno 1ᵃ edizione originale: 1995
Anno 1ᵃ edizione italiana: 2011
Genere: narrativa spagnola, mistero, narrativa per ragazzi
Codice ISBN: 978-88-04-61023-6







Trama: Durante l'estate del 1937 Simone Sauvelle, rimasta all'improvviso vedova, abbandona Parigi assieme ai figli, Irene e Dorian, e si trasferisce in un piccolo paese sulla costa per sfuggire agli ingenti debiti accumulati dal marito. Trova lavoro come governante per il facoltoso fabbricante di giocattoli Lazarus Jann in una gigantesca magione chiamata Cravenmoore, dove l'uomo vive con la moglie malata. Tutto sembra andare per il meglio. Lazarus si dimostra un uomo gradevole, tratta con riguardo Simone e i figli, a cui mostra gli strani esseri meccanici che ha creato - e che sembrano avere vita propria - mentre Irene si innamora di Ismael, il cugino di Hannah, la cuoca della casa. Ma eventi macabri e strane apparizioni sconvolgono l'armonia di Cravenmoore: Hannah, viene trovata morta e una misteriosa ombra si impossessa della tenuta. Spetterà a Irene e Ismael lottare contro un nemico invisibile per salvare Simone e svelare l'oscuro segreto che avvolge la fabbrica dei giocattoli, un enigma che li unirà per sempre e li trascinerà nella più emozionante delle avventure in un mondo labirintico di luci e ombre.
(dal risvolto di copertina)


Giudizio personale: Le luci di settembre fa parte della Trilogia della nebbia, insieme a Il principe della nebbia e a Il palazzo della mezzanotte. Questi tre romanzi, scritti agli inizi degli anni novanta segnano l'esordio di Zafón e vengono inizialmente pubblicati come narrativa per ragazzi. Effettivamente, leggendo questo libro si ha spesso l'impressione di trovarsi fra le mani un romanzo per adolescenti: lo stile semplice ed accattivante, la trama in bilico tra il fantasy e il giallo con atmosfere gotiche rendono la lettura piacevole e scorrevole e adatta ai giovanissimi. Zafón è veramente molto bravo nel coinvolgere il lettore rendendolo partecipe della storia e creando atmosfere misteriose, ricche di tensione e a tratti persino angoscianti: mercoledì sera mentre su Bologna si abbatteva un temporale di proporzioni apocalittiche io ero nel clou del romanzo e fra tuoni, fulmini e ombre zafoniane ho avuto non poche difficoltà ad addormentarmi. A parte questo piccolo dettaglio che mi qualifica inequivocabilmente come una fifona da quattro soldi, sono molto soddisfatta di questa lettura che mi ha veramente travolto. I personaggi sono ben descritti, l'ambientazione dettagliata fotografa alla perfezione lo sfondo sul quale la storia prende forma. Durante la lettura ho riscontrato alcune similitudini con Marina, nell'intreccio e nelle atmosfere, ma soprattutto Lazarus Jann mi ricorda vagamente il personaggio di Michail Kolvenik pur essendoci differenze abissali. La qualità più evidente nella scrittura di Zafón è la straordinaria capacità di rendere vive le emozioni provate dai personaggi e trasmetterle ai lettori, siano esse positive o negative non ha importanza, se il protagonista è felice sarete felici con lui, se ha paura sarete spaventati anche voi. 
Voto: 8


Citazione: "Cravenmoore non era altro che l'oscuro riflesso del labirinto di solitudine in cui Lazarus Jann aveva vissuto negli ultimi vent'anni. Ogni abitante di quel mondo meraviglioso, ogni creazione, corrispondeva a una lacrima pianta in silenzio."


Colonna sonora: Shadow of the day dei Linkin Park
Consigliato a : a chi non ha paura dell'uomo nero, agli amanti del mistero e della suspence
Istruzioni per l'uso: da conumarsi preferibilmente lontano da temporali o luoghi dall'aspetto sinistro 


Buona Lettura!

lunedì 31 gennaio 2011

Il bambino con il pigiama a righe

IL BAMBINO CON IL PIGIAMA A RIGHE
di John Boyne


Trama: Caro lettore, 
sebbene di solito ci riserviamo questo spazio per raccontarti una trama o descriverti dei personaggi, per una volta ci prenderemo la libertà di non farlo. Non solo perché il libro che hai fra le mani è molto difficile da definire, ma anche perché siamo convinti che qualunque nostra parola ti priverebbe del sapore della scoperta. Se comincerai a leggere questo libro, infatti, farai un viaggio. Un viaggio con un bambino di nove anni che si chiama Bruno. (Ma questo non è un libro per bambini di nove anni.) E presto o tardi arriverai con lui in un luogo circondato da un recinto. Di luoghi così al mondo ne esistono molti, ma speriamo che tu non ne conosca mai uno.
(dalla quarta di copertina)

Giudizio personale: Ho volutamente evitato di fare una sintesi del romanzo, e ho preferito riportare quanto scritto sulla quarta di copertina perché concordo con la casa editrice: questo libro va letto e scoperto pagina dopo pagina. Fare questa recensione mi è molto difficile, in parte perché non vorrei svelarvi troppo, ma soprattutto perché questo libro mi ha segnata, nel profondo, come non credevo fosse possibile. Un po' come accade ne La vita è bella di Benigni, in queste pagine la più grande tragedia del XX° secolo ci viene raccontata con delicatezza, senza che questa venga mai palesata in modo chiaro. Tutto quanto è filtrato dagli occhi di un bambino di 9 anni, che ovviamente non è pienamente consapevole di ciò che accade intorno a lui. La forza di questo libro è proprio qui, nella contrapposizione fra ciò che ci viene raccontato, completamente edulcorato e alleggerito da una narrazione semplice e pensata per bambini e ragazzi, e quello che un lettore adulto e consapevole sa. Ogni episodio, ogni avvenimento qui narrato vi riporterà inevitabilmente a quanto studiato sui libri di storia o a quanto visto in decine di documentari. Un romanzo breve, ma di un'intensità tale da colpirvi nel più profondo, perché non è necessario descrivere nel dettaglio quanto avviene al di là di una rete per riaprire una voragine senza fine nella crudeltà umana. Perché, come scrive Boyne, tutto questo è accaduto tanto tempo fa e non dovrebbe accadere più.
Voto: 9 

Citazione: "Quando fu lì, premette la faccia contro il vetro e guardò. E ciò che vide gli fece sgranare gli occhi e spalancare la bocca in una grossa O, ma le braccia rimasero rigide lungo i fianchi perché c'era qualcosa là fuori che gli diede un gran senso di gelo e di incertezza."

Titolo originale: The Boy in the Striped Pyjamas

Traduzione: Patrizia Rossi

Edizione: Bur

Collana: BurExtra

Pagine: 211

Prezzo: 10,00 €

Anno: 2006

Codice ISBN: 978-88-17-02253-8


mercoledì 29 dicembre 2010

Harry Potter e la pietra filosofale

HARRY POTTER E LA PIETRA FILOSOFALE
di Joanne Kathleen Rowling


Trama: Harry è un orfano di dieci anni, allevato fin da quando era in fasce dai terribili zii, Vernon e Petunia, che lo trattano come se non fosse un membro della loro famiglia ma un piccolo servo. Con l'avvicinarsi del suo undicesimo compleanno comincia a ricevere strane lettere che suo zio fa di tutto perché non riescano a arrivare nelle mani del legittimo proprietario. Harry scoprirà ben presto di appartenere ad una famiglia di maghi e di essere, nel mondo della magia, una celebrità.

Giudizio personale: Questo piccolo gioiello della letteratura per ragazzi è stato una vera boccata d'aria fresca... Quanto mi è piaciuto!!!! Conoscevo già molto bene la storia (chi non la conosce), essendo una fan accanita dell'omonina serie di film, ma non credevo che il libro mi avrebbe preso così tanto. L'ho letto tutto d'un fiato in un paio di giorni. Mi dispiace solo aver visto il film, peraltro almeno una decina di volte, prima di aver letto il libro: pagina dopo pagina pensi già di sapere cosa di aspetta, ma fortunatamente gli adattamenti cinematografici non sono mai veramente fedeli (anche se questo ci si avvicina molto) e, complice lo stile scorrevole e coinvolgente della Rowling, ogni nuovo capitolo è stata una sorpresa. Un romanzo ben scritto e divertente, che vi farà volare con la fantasia verso le torri incantate di Hogwarts o sugli spalti di uno stadio per assistere ad una partita di Quidditch. Una bella storia per ragazzi e per adulti, perché la Rowling non si limita a scrivere una storiella per bambini farcita da qualche elemento magico, ma pone al centro del romanzo temi importanti, quali l'amicizia, la lealtà e soprattuto il concetto di bene e male. Ed è proprio la dicotomia bene - male quella che più mi ha colpito, perché in Harry Potter è posta come scelta consapevole, e non come una cosa che ti è capitata: Harry chiaramente e volontariamente sceglie di stare dalla parte del bene ed altrettanto chiaramente Voldemort ha scelto il male e come lui i suoi seguaci. Questa è la forza del romanzo, le scelte dei suoi protagonisti e le conseguenze che ne derivano.
Voto: 9

Citazione: "Essere stati amati tanto profondamente ci protegge per sempre, anche quando la persona che ci ha amato non c'è più."

Titolo originale: Harry Potter and the philosopher's stone

Traduzione: Marina Astrologo

Edizione: Salani

Pagine: 293

Prezzo: 13,00 €

Anno: 1997

Codice ISBN: 978-88-8451-610-7




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