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giovedì 3 maggio 2012

Polvere negli occhi


Titolo: Polvere negli occhi
Autrice: Agatha Christie
Titolo originale: A Pocket full of Rye
Traduzione: Grazia Maria Griffini
Editore: Mondadori
Collana: Oscar scrittore moderni
Pagine: 207
Prezzo: 8,50 €
Formato: brossura
Anno 1ª edizione originale: 1953
Anno 1ª edizione italiana: 1954
Genere: giallo
Codice ISBN: 978-88-04-52174-7 


Trama: Un giorno come tanti, nell'ufficio del signor Fortescue. Come sempre la signorina Grosvenor, la segretaria personale del direttore, alle dieci prepara il tè per il suo datore di lavoro. Ma questa volta accade qualcosa di assolutamente inatteso: subito dopo aver bevuto, il signor Fortescue viene colpito da terribili dolori e muore. Nelle tasche del cadavere, inspiegabilmente, viene ritrovata una manciata di chicchi di segale. Le indagini, subito avviate da Scotland Yard, si concentrano attorno al Villino dei Tassi, la casa che il signor Fortescue divideva con alcuni famigliari, ma proprio qui ben presto si verifica un secondo omicidio. Il caso vuole che la seconda vittima si una conoscente di Miss Marple e sarà proprio l'acuta vecchietta, con la sua logica implacabile, a risolvere l'intricata e bizzarra vicenda.
(dalla quarta di copertina)

Giudizio personale: Dopo cinque romanzi di Agatha Christie letti posso dirlo, io amo questa donna! Non c'è niente da fare, ogni sua storia ha la straordinaria capacità di travolgermi e farmi immergere in un'atmosfera unica. Anche questo libro non è da meno: una trama ben strutturata e ricca di particolari, con personaggi intriganti ed enigmatici. La storia si svolge nell'Inghilterra dei primi anni '50 e ha per protagonista la famiglia Fortescue. In una normalissima mattinata di lavoro il capofamiglia, Rex Fortescue, viene colto da fortissimi dolori dopo aver bevuto il suo consueto tè delle 10. Portato d'urgenza in ospedale morirà poco dopo. Appurato che si tratta di avvelenamento iniziano subito le indagini della polizia, affidate all'attento ispettore Neele. Le sue attenzioni sono concentrate sui membri della numerosa famiglia Fortescue, i quali però sembrano avere tutti un buon alibi. L'arrivo improvviso di Miss Marple aiuterà l'ispettore a guardare il caso da una prospettiva diversa e molto interessante. Un intreccio complesso, fatto di invidie, gelosie, desiderio di vendetta e avidità, davvero tanta avidità. Fino alle ultime pagine si susseguono le supposizioni e il colpevole potrebbe essere davvero chiunque. Insomma, zia Agatha non sbaglia un colpo.
Mi piace, mi piace tanto quest'autrice. Mi piace innanzi tutto il suo stile, fresco e coinvolgente. M piace moltissimo il suo modo di caratterizzare i personaggi, che prendono vita davanti ai nostri occhi. Mi piace il suo continuo rimescolare le carte, rendendoti quasi impossibile individuare il vero colpevole del delitto. Ma più di ogni altra cosa adoro Miss Marple: la trovo favolosa. Lei è, in tutto e per tutto, la vecchietta della porta accanto: attenta, curiosa e chiacchierona. La sua invadenza non è mai fastidiosa e la sua vivace intelligenza, unita ad un intuito infallibile, la rendono un'investigatrice eccellente. Attenta anche al più piccolo particolare, lei riesce a vedere quello che gli altri nemmeno immaginano, riesce ad orientarsi attraverso la fitta nebbia di un'indagine anche meglio dei poliziotti più navigati, e lo fa con una classe unica. Ma in questo romanzo il suo è quasi un personaggio secondario (fino a un certo punto); gli altri protagonisti però non sono da meno. Conturbanti e misteriosi, ognuno con qualche scheletro nell'armadio e tutti pronti a giurarsi innocenti. 
Un ottimo romanzo firmato dalla signora del giallo. Imperdibile.
Voto: 8

Buona Lettura!

mercoledì 4 aprile 2012

Guida galattica per gli autostoppisti


Titolo: Guida galattica per gli autostoppisti
Autore: Douglas Adams
Titolo originale: The Hitchhiker's Guide to the Galaxy
Traduzione: Laura Serra
Editore: Mondadori
Collana: Piccola Biblioteca Oscar Mondadori
Pagine: 212
Prezzo: 9,00 €
Formato: brossura
Anno 1ª edizione originale: 1979
Anno 1ª edizione italiana: 1996
Genere: Fantascienza, umoristico
Codice ISBN: 978-88-04-46463-1


Il libro: Lontano, nei dimenticati spazi non segnati nelle carte geografiche dell'estremo limite della Spirale Ovest della Galassia, c'è un piccolo e insignificante sole giallo. A orbitare intorno a esso, alla distanza di centoquarantanove milioni di chilometri, c'è un piccolo, trascurabilissimo pianeta azzurro-verde, le cui forme di vita, discendenti dalle scimmie, sono così incredibilmente primitive che credono ancora che gli orologi da polso digitali siano un'ottima invenzione...
(dal risvolto di copertina)

Giudizio personale: Come avevo già scritto nel post dedicato a "L'uomo illustrato" di Bradbury, io non ho un buon rapporto con la fantascienza. Non è che non mi piaccia, semplicemente non mi attira più di tanto, non mi intriga o forse, molto banalmente, non la conosco bene. Della Guida Galattica però, avevo sentito parlare così tanto, e così bene, che non ho resistito. E, fortunatamente, anche questa volta non sono rimasta delusa, anzi ho terminato la lettura letteralmente entusiasta. Questo romanzo è semplicemente GENIALE, e ve lo scrivo in maiuscolo perché vorrei rendere bene l'idea. Già dall'introduzione si può chiaramente evincere che stiamo per addentrarci in un mondo, anzi in un universo assurdo e surreale, fatto di molteplici galassie e milioni di pianeti abitati dalle più strane creature. Questi pianeti sono in contatto fra di loro, come se vigesse una grande legge cosmica e, naturalmente, gli unici a non rendersi conto di ciò che accade nell'infinità dell'universo sono, neanche a dirlo, gli abitanti della Terra. Una mattina però, un particolare abitante di questo trascurabilissimo pianeta azzurro-verde, Arthur Dent, si ritrova davanti casa un esercito di ruspe, pronte ad abbatterla e far così posto alla nuova tangenziale. Arthur è deciso a impedirlo, ma non sa che di lì a poco avrà un problema molto più grosso da gestire, perché il suo amato pianeta sta per essere distrutto. In suo aiuto arriva Ford Perfect, suo amico, che grazie alla Guida galattica per gli autostoppisti in suo possesso, riusciranno a strappare, o meglio rubare, un passaggio a un'astronave aliena. Perché Ford in realtà è un extra-terrestre, bloccato sulla terra da quindici anni, che da diverso tempo viaggia di pianeta in pianeta proprio per aggiornare la Guida. Da qui inizia un'avventura spaziale, che porterà i nostri protagonisti ai confini dell'universo e darà loro la possibilità di conoscere la risposta alla domanda che da sempre assilla l'umanità. Oltre non voglio andare, per non rovinarvi la lettura di questo capolavoro della letteratura moderna. Posso solo dirvi che io mi sono divertita come poche altre volte mi era capitato con un romanzo: le risate che mi sono fatta, le espressioni che evidentemente mi si dipingevano in volto mentre ero immersa nel libro mi avranno sicuramente fatta sembrare un po' pazza ai più, ma chi ha letto la Guida mi capisce benissimo. È un romanzo surreale e paradossale, ma terribilmente attuale. Credo descriva molto bene le manie e le debolezze umane, la brama di potere e il senso di smarrimento davanti all'ignoto. Ci sono dei passaggi meravigliosi come, ad esempio, il dialogo fra i filosofi e il computer Pensiero Profondo (e che in un certo senso inquadra molto bene la categoria dei filosofi). Geniale dalla prima all'ultima riga. Per chi l'ha letto citerò solo Bob Dylan! Voglio dire, solo una mente brillante poteva partorire una cosa così. Oltre che surreale e divertente, questo libro è anche visionario perché praticamente la Guida altro non è che un e-book/e-reader, con quasi trent'anni di anticipo rispetto ai vari tablet e kindle odierni. 
Sono davvero in difficoltà, perché vorrei dirvi tantissime cose a proposito del libro ma credo che vi farei un torto svelandovi troppi particolari, è bene leggerlo partendo da zero. Per me è stato così ed è stata una sorpresa continua.
La Guida galattica per gli autostoppisti è il primo romanzo di una trilogia in cinque parti basata sull'omonima serie radiofonica inglese ideata dallo stesso Adams. È il caso di mettersi subito alla ricerca del secondo volume, il Ristorante al termine dell'universo. E comunque, DON'T PANIC! 
Voto: 9

Citazione: "C'è una teoria che afferma che, se qualcuno scopre esattamente qual è lo scopo dell'universo e perché è qui, esso scomparirà istantaneamente e sarà sostituito da qualcosa di ancora più bizzarro ed inesplicabile. C'è un'altra teoria che dimostra che ciò è già avvenuto."

Colonna sonora: Around the World dei Daft Punk
Consigliato: straconsigliatissimo a tutti
Istruzioni per l'uso: attenzione alla lettura in luoghi pubblici, il romanzo causa risate difficili da controllare 

Buona Lettura!

martedì 27 marzo 2012

Un messaggio dagli spiriti


Titolo: Un messaggio dagli spiriti
Autrice: Agatha Christie
Titolo originale: The Sittaford Mystery
Traduzione: Maria Grazia Griffini
Editore: Mondadori
Collana: Oscar scrittori moderni
Pagine: 232
Formato: brossura
Prezzo: 8,50 €
Anno 1ª edizione originale: 1931
Anno 1ª edizione italiana: 1935
Genere: giallo
Codice ISBN: 978-88-04-51919-5


Trama: Una giornata d'inverno, un paesino isolato dalla neve, in mezzo alla desolazione della brughiera, vicino a Dartmoor e alla sua famigerata prigione. A Sittaford House la signora Willet, che dal Sudafrica è venuta a passare la stagione invernale in questa remota località del Devon insieme alla figlia Violet, tiene salotto, come sempre. Per passare il pomeriggio, gli ospiti decidono di fare una seduta spiritica. Ma quello che doveva essere un gioco si trasforma in un sinistro incubo: gli spiriti, infatti, annunciano che il capitano Trevelyan, il proprietario di Sittaford House che ha ceduto la sua casa alle Willet ritirandosi in una vicina cittadina, è stato assassinato in quel momento. Tutti gli astanti sono sconvolti. Il maggiore Burnaby, vecchio compagno del capitano, si precipita a casa dell'amico e scopre che...
(dalla quarta di copertina)

Giudizio personale: Metti che in un noioso venerdì pomeriggio invernale, nella fredda e cupa brughiera inglese degli anni '30, venga proposto agli invitati a Sittaford House per il tè dalla signora Willet, di fare una seduta spiritica. Un gioco per staccarsi dalla monotonia del lungo e tedioso inverno. Messo un tavolino al centro della stanza e riunitisi gli astanti intorno ad esso, la seduta ha inizio, tra il divertimento e lo stupore generale. Ben presto però, quello che doveva essere un semplice gioco si tramuta in puro terrore, quando gli spiriti annunciano la morte del capitano Trevelyan, padrone di Sittaford House. Il disappunto per uno scherzo di tale cattivo gusto lascia subito spazio all'apprensione per le sorti di Trevelyan, apprensione malcelata dagli ospiti che cercano invano di smorzare la tensione accusandosi l'un l'altro di aver manovrato la seduta. Ma per il maggiore Burnaby l'ansia per la sorte dell'amico è talmente incontrollabile da spingerlo ad affrontare una lunga camminata per accertarsi delle sue condizioni. Ma una volta giunto a destinazione troverà solo il cadavere del capitano. Allora era tutto vero? Gli spiriti hanno davvero parlato quel pomeriggio? Da qui parte l'indagine per scoprire il colpevole di un delitto così brutale e apparentemente  senza motivo. E Agatha Christie, anche questa volta, non delude e riesce a creare un intreccio di possibili colpevoli che fino all'epilogo è difficile da sbrogliare, perché in ogni momento tutti sembrano sospettati. A risolvere l'enigma non c'è un eccentrico investigatore belga né tanto meno un'arzilla e curiosa zitella, bensì una giovane donna molto sveglia e determinata a scagionare il fidanzato. Emily Trefusis è la protagonista indiscussa di questo romanzo: mai rassegnata alle sorti dell'amato, sfodera tutte le armi femminile e la sua caparbietà per individuare l'assassino, mettendo insieme, pezzo dopo pezzo, un puzzle davvero inaspettato. Perché ogni pagina è una scoperta e ogni qualvolta si è convinti di avere in mano la risoluzione del caso ecco che capita qualcosa che ci costringe a rivedere tutte le nostre teorie. Alla sua tenacia, Emily aggiunge una sottile e arguta ironia, uno spiccato spirito d'osservazione e un sesto senso che l'aiuteranno in maniera determinante. Il suo personaggio mi è piaciuto moltissimo, perché completamente fuori dagli schemi e dallo stereotipo della donna benestante degli anni '30. E devo ammettere che in questo romanzo sono decisamente i personaggi femminili ad uscirne vincitori, perché sempre consapevoli delle proprie forze e inflessibili nel raggiungere lo scopo prefissato, a dispetto dei personaggi maschili un po' sottotono e spesso privi di carattere, fatte salve alcune eccezioni. A tutto questo fa da cornice la brughiera inglese, meravigliosamente descritta dalla Christie. L'autrice, infatti, riesce a rendere quasi tangibili i paesaggi descritti e rende perfettamente l'idea di uno scenario da un lato poetico, con le sue atmosfere sfuocate, quasi irreali, per via della nebbia e della natura incontaminata, e da un lato terribilmente angosciante, con i suoi colori freddi e il senso di isolamento che pervade tutto il romanzo. Una lettura estremamente piacevole, che mi ha catturato dalla prima all'ultima riga e che vi consiglio vivamente.
Voto: 8,5


Colonna sonora: Clocks dei Vitamin String Quartet (tributo ai Coldplay)
Consigliato: consigliatissimo veramente a tutti 


Buona Lettura!

mercoledì 14 marzo 2012

Persuasione


Titolo: Persuasione
Autrice: Jane Austen
Titolo originale: Persuasion
Traduzione: Anna Luisa Zazo
Editore: Mondadori
Collana: Oscar Classici
Pagine: 324
Prezzo: 8,40 €
Formato: brossura
Anno 1ª edizione originale: 1818
Genere: classici, letteratura inglese
Codice ISBN: 978-88-04-50149-7


Trama: Il libro narra le contrastate vicende di due giovani, Anne, figlia di un Lord, e Frederick, ufficiale di marina. I due si amano, ma la ragazza presto si lascia persuadere dalla famiglia a rinunciare all'innamorato, di natali troppo umili. Frederick scompare per sette anni: quando torna, è un uomo ricco e influente, ma ancora pieno di rancore per essere stato abbandonato da Anne. Costei, ormai donna, si rende conto di averlo sempre amato, e solo dopo lunghi tentativi riuscirà a superare l'ostilità e il risentimento dell'uomo.

Giudizio personale: Quando, nell'estate 2009, lessi l'ultima riga di Orgoglio e pregiudizio credevo che nessun altro romanzo austeniano avrebbe potuto rapirmi così tanto e in maniera così profonda. Certo, in seguito, sono rimasta colpita e mi sono innamorata anche di Ragione e sentimento e ancor di più di Northanger Abbey, romanzi che ragioni diverse amo molto. Ma già dopo pochissime pagine di questo romanzo ho percepito che stava succedendo di nuovo, ho capito che ancora una volta la nostra mitica zia Jane mi aveva colpita dritta al cuore. Oh, se solo poteste vedere la mia faccia ora, mentre maldestramente cerco di fare un po' di chiarezza in questa testolina un po' pazza, per cercare di mettere qui, nero su bianco, tutte le emozioni e le sensazioni che Persuasione ha scatenato. Protagonista di questa meraviglia della letteratura inglese è Anne, una giovane donna, figlia di Sir Walter Elliot. Seconda di tre sorelle e orfana di madre, vive in una famiglia in cui il culto per il titolo nobiliare acquisito è pressoché la base fondante su cui poggiano tutti i rapporti che il padre e la sorella maggiore intraprendono. Non a caso l'incipit del romanzo descrive quanto Sir Walter sia "ossessionato" dal Baronetage, il libro in cui vengono elencate e descritte le famiglie dei baronetti inglesi: per lui è una sorta di Bibbia, che cura e legge ogni qualvolta ne sente il bisogno. Anne, a differenza del padre e delle sorelle, non dà peso al rango familiare e si innamora, ricambiata, di Frederick, giovane ufficiale di marina. Quando i due innamorati decidono di sposarsi trovano sulla loro strada due ostacoli insormontabili: la ferma intenzione di Sir Walter a non dare in sposa la figlia a un semplice ufficiale e l'opposizione di Lady Russell, amica della defunta madre di Anne, che non ritiene Frederick all'altezza della sua prediletta. Persuasa da due figure così importanti, Anne rinuncia al matrimonio. A distanza di quasi otto anni, però, il destino farà incontrare nuovamente i due giovani, e per Anne comincia un'altalena di emozioni, sempre incerta fra il desiderio di poter parlargli o anche solo vederlo e il timore che la rabbia e il rancore per il torto subito non si siano ancora assopiti per lui. 
Indubbiamente il romanzo più romantico della Austen, Persuasione ha esercitato su di me una forza impressionante, tenendomi legata alle sue pagine con una tensione emotiva che non credevo fosse possibile. Un po' come, passatemi l'assurdo paragone, leggendo un bel thriller si incede nella trama con un'ansia e una tensione crescente fino all'epilogo inaspettato. Ecco, leggendo quest'opera io ero proprio così, ansiosa di proseguire, fremendo ad ogni sguardo rubato, a ogni minimo accenno di conversazione fra Anne e Frederick, e ad ogni interruzione o intromissione la mia reazione era rabbiosa quasi, perché Jane non si fa così, non me li puoi far incontrare dopo anni di lontananza e poi non dargli mai un minimo di tregua. Praticamente sembravo una pazza. Posso dire di averlo vissuto questo libro, in tutti i sensi. 
Mi sono piaciuti molto i personaggi, nel bene e nel male. Anne l'ho adorata, ed è strano per me che sono tutto tranne che facile alla persuasione, anzi mi posso tranquillamente definire come una testarda che raramente cambia idea e non scende mai a compromessi. Eppure, questa ragazza mi ha conquistata: sarà stato per il suo carattere sempre positivo, per l'intelligenza raffinata e la totale mancanza di boria e snobismo propri del padre e delle sorelle, o per il modo terribile in cui veniva trattata dai familiari, sta di fatto che Anne è diventata in pochissimo tempo una delle mie eroine austeniane preferite. Frederick è semplicemente superlativo. Non so come descriverlo, la prima parola che mi viene in mente è bello. In tutti i sensi. Seppur, come spesso capita ai personaggi maschili nati dalla penna della Austen, descritto meno approfonditamente non può non affascinare, per i suoi modi, per il carattere e per la rara capacità di ammettere gli sbagli commessi e saper perdonare. Poi ci sono i personaggi dalle connotazioni negative, che Jane descrive così bene che ogni volta in cui li vedevo entrare in scena sbuffavo. Sir Walter è altezzoso, pieno di sé e noncurante di qualsiasi cosa non siano il suo nome e il suo rango; Elizabeth, la primogenita, è tale quale al padre, insopportabile. Lady Russell è invece il personaggio che più mi ha lasciata incerta nel mio giudizio: lei è davvero affezionata ad Anne, le vuole bene e per lei desidera il meglio, vede in lei tutte le qualità che il resto della sua famiglia invece ignora platealmente. Eppure, nonostante la buona fede e i buoni sentimenti, è complice e causa di un dolore profondo e insanabile nella vita di Anne, perché quando la convince ad abbandonare Frederick, pur spinta dai migliori propositi, non tiene minimamente in considerazioneAnne. 
In conclusione, questo è un romanzo che vi consiglio con tutta me stessa, per solleticare il vostro lato più romantico e lasciarvi andare ai sogni ad occhi aperti che zia Jane sa regalarci. Ora vi lascio, vado alla ricerca del mio Darcy o, da oggi, del mio Frederick.
Voto: 9,5

Colonna sonora: The Promise di Michael Nyman
Consigliato: alle sognatrici, alle amanti del romanticismo di stampo classico

Buona Lettura!

venerdì 2 marzo 2012

Nebbia rossa


Titolo: Nebbia rossa
Autrice: Patricia Cornwell
Titolo originale: Red mist
Traduzione: Annamaria Biavasco, Valentina Guani, Riccardo Valla
Editore: Mondadori
Collana: Omnibus
Pagine: 382
Prezzo: 20,00 €
Formato: copertina rigida
Anno 1ª edizione originale: 2012
Anno 1ª edizione italiana: 2012
Genere: Thriller
Codice ISBN: 978-88-04-61480-7


Trama: Nonostante il parere contrario di suo marito Benton Wesley, Kay Scarpetta si sta recando alla Georgia Prison for Women dove ha accettato di incontrare una detenuta condannata per reati sessuali e madre di un diabolico killer. Kay è determinata a far parlare la donna per scoprire finalmente che cosa è davvero successo al suo vice, Jack Fielding, ucciso sei mesi prima. Non si tratta solo di un’indagine a carattere personale, bensì professionale, dal momento che come direttore del Cambridge Forensic Center e dati i suoi contatti al dipartimento della Difesa, Kay ha bisogno di avere al più presto elementi utili a un’indagine che riguarda una serie di macabri avvenimenti che lei è convinta abbiano a che fare con la morte di Jack: l’uccisione di un’intera famiglia avvenuta anni prima a Savannah, una giovane donna nel braccio della morte e una catena di altre morti apparentemente inspiegabili sembrano essere tutti collegati fra loro. Ma qual è il filo che li unisce? Kay scopre un altro dettaglio inquietante: quello che sembrava un attentato alla sua vita, in realtà rientra in un disegno più ampio e complesso. Quali oscure trame si celano dietro questi tragici eventi? E chi si muove dietro le quinte? Ben presto la nebbia inizia a diradarsi lasciando emergere i contorni angoscianti di qualcosa di ancora più terribile: un complotto terroristico su scala internazionale, che solo lei è in grado di fermare. 
(dal risvolto di copertina)

Giudizio personale: Quelli che frequentano con una certa regolarità questo blog ormai sanno che io ho un rapporto molto particolare con Patricia Cornwell. Non posso dire che sia una delle mie autrici preferite, ma le sono indubbiamente molto legata e, nonostante il drastico calo qualitativo dei suoi ultimi romanzi, non riesco proprio a lasciarla. I suoi libri fanno parte di una ristrettissima cerchia di eletti (che paroloni che sto usando), quella del "Leggo subito". Mi spiego: sono essenzialmente una maniaca dello "shopping libresco" e tendo ad accumulare volumi ad una velocità decisamente superiore a quella di lettura, e spessissimo una volta acquistato, un libro poltrisce per almeno un paio di mesi (se va bene) nella mia libreria prima di essere anche solo sfiorato. Quelli della Cornwell no, c'è una specie di forza magnetica che mi attrae verso di loro, li leggo subito appunto! Anche questo Nebbia Rossa non ha fatto eccezione e ho notato con molto piacere che, così come era stato per gli ultimi due romanzi con protagonista Kay Scarpetta, ancora una volta c'è stato un ulteriore passo avanti: sarà forse che Patricia sta ritornando quella di una volta? Ho già scritto più volte di come, da Calliphora in poi, ci sia stato un cambiamento profondo nello stile e nelle trame dei suoi romanzi, un cambiamento purtroppo non positivo; fortunatamente con Kay Scarpetta, pubblicato nel 2008, c'è stata un'ulteriore evoluzione e non è una caso che la Cornwell sia tornata al narratore in prima persona e abbia finalmente posto la parola fine (nel successivo volume) alla tanto complicata presunta morte di Benton. 
Questo romanzo parte esattamente là dove Autopsia Virtuale si era concluso, ne è il naturale seguito. Kay, sopravvissuta all'aggressione da parte di Dawn Kincaid e ancora scossa per la morte di Jack Fielding, si trova in visita al penitenziario di Stato della Georgia in cerca di risposte. Qui infatti è rinchiusa la madre di Dawn. Bastano poche pagine però, per capire che la visita di Kay non sarà breve come sperava e la comparsa di una vecchia conoscenza complicherà ulteriormente le cose. A questo va aggiunta una serie inquietante di morti sospette avvenute a Savannah. Kay Scarpetta è sempre più nell'occhio del ciclone e teme che qualcuno voglia incastrarla. Di chi si può fidare? Partendo da un fitto intreccio di storie, di vite strappate e ricordi del passato, la Cornwell intesse una tela quantomai complessa e all'apparenza difficile da sbrogliare. Con un buon ritmo narrativo e tensione crescente il lettore accompagna Kay alla risoluzione del caso. Un epilogo che però è forse troppo sbrigativo, si risolve tutto in poche pagine a fronte di un romanzo che ne conta quasi 400. Questo è un problema ormai ricorrente in questa autrice e mi risulta difficile capire come possa riuscire a creare tali intrecci e trame strutturate per poi racchiudere il finale in dieci pagine. Anche perché la protagonista del romanzo è sempre più paranoica e molte parti della narrazione sono dedicate alle sue elucubrazioni mentali, alle sue preoccupazioni (a volte assurde) e a dialoghi ripetitivi. Scarpetta tende ad attribuirsi colpe che non ha, a voler controllare la vita di chi la circonda (pur facendolo in buona fede) e tutti questi viaggi mentali occupano davvero troppe pagine e l'azione ne risente un po'. Nel complesso rimane un buon romanzo, che a tratti mi ha fatto rivivere le prime avventure di Scarpetta, anche se di strada ce n'è ancora tanta da fare. Forse l'ideale sarebbe tornare a casi "normali", senza troppe agenzie governative di mezzo che a volte fanno pensare più a un romanzo di spionaggio. Su aNobii gli ho dato quattro stelline, come non mi capitava da tempo, forse più per "incoraggiamento" e nella speranza che il prossimo libro, il ventesimo della serie, mi lasci senza fiato.
Voto: 7,5


Colonna sonora: Woman di Neneh Cherry
Consigliato: agli amanti dei thriller medico-legali
Istruzioni per l'uso: se non avete mai letto altri romanzi di Patricia Cornwell fermi! Partite da Postmortem e seguite le avventure di Kay Scarpetta del principio, non ve ne pentirete.


Buona Lettura!

giovedì 23 febbraio 2012

Il visconte dimezzato


Titolo: Il visconte dimezzato
Autore: Italo Calvino
Editore: Mondadori
Collana: Oscar Mondadori
Pagine: 91
Prezzo: 8,00 €
Formato: brossura
Anno 1ª edizione: 1952
Genere: narrativa italiana, narrativa per ragazzi
Codice ISBN: 978-88-04-37087-1


Trama: Il Visconte Medardo di Terralba rimane gravemente ferito durante la guerra contro i turchi: cannonata lo colpisce in pieno, dividendolo in due parti. In patria infatti, fa ritorno solo la sua metà destra. Quella appena rientrata a Terralba però, è una metà cattiva e priva di compassione, che semina il terrore fra la popolazione. Nel giro di breve tempo il visconte matura il desiderio di prendere moglie e comincia così a ricattare Pamela, giovane contadina, perché acconsenta a sposarlo. La situazione si complica quando anche la metà sinistra di Medardo, quella buona, torna in patria e anch'egli chiede in moglie Pamela.

Giudizio personale: Recensire Calvino è praticamente impossibile. O forse inutile. Inutile perché Calvino non ha bisogno di presentazioni, né tantomeno di una pazza amante della lettura che ne parla sul suo blog (ehm, presente), senza la necessaria competenza per farlo a dovere. Calvino è unico. Per il suo stile meraviglioso, per le sue storie surreali, per i personaggi che riesce a creare plasmandoli con fantasia e ingegno. Io amo Calvino, lo amo di un amore folle proprio come folle è questo romanzo. Il protagonista, Medardo di Terralba, è un visconte da poco partito per la guerra contro i turchi. Appena arrivato sul campo di battaglia però, viene colpito da una palla di cannone che lo divide a metà. Salvato dai medici del campo, fa ritorno a casa sconvolgendo tutta la popolazione di Terralba, che vede tornare al castello solo la metà destra del visconte. Ben presto, gli abitanti della valle si rendono conto che Medardo è stato diviso in due non soltanto in senso fisico, ma anche caratterialmente: a Terralba infatti è tornata la metà cattiva. Il visconte, perfido e malvagio passa le sue giornate a fare dispetti e a condannare a morte le persone colpevoli di aver commesso anche solo un minimo reato. Ma ancor più scompiglio è destinato a crearsi quando anche la metà buona del visconte torna in patria. 
Questa favola moderna è una piccola perla della letteratura italiana. Sempre in bilico fra il surreale e il fiabesco, la storia del visconte è anche un po' la nostra storia. Ognuno di noi infatti, può dire di combattere una guerra intestina, più o meno intensa, fra la sua parte razionale e quella più istintiva, fra il suo lato più magnanimo e quello più cinico. Medardo, letteralmente diviso in due, non ha più mezze misure, e né il suo lato buono né quello malvagio trovano pace: sono esseri incompleti, che estremizzando ogni loro azione si rendono insopportabili a chiunque. Non è un caso che Calvino descriva sia il Gramo che il Buono (così vengono chiamate le due metà) perennemente in condizioni di instabilità fisica, sempre alla ricerca di un supporto. Sono alla ricerca di un equilibrio che la loro condizione fisica rende impossibile, così come l'uomo moderno cerca di mediare fra i suoi istinti e il suo raziocinio: è un equilibrio difficile da trovare, e una volta raggiunto sarà sempre precario, ma è ciò a cui tutti ambiscono. Il visconte dimezzato è una piccola grande metafora dell'uomo e del mondo moderno, che sempre più aspira alla perfezione. Ma Calvino ci insegna che la perfezione non esiste, e che anche se esistesse sarebbe terribilmente noiosa: basta leggere le avventure del Buono, che in un primo momento è ben voluto da tutti, ma che poi è destinato anch'egli alla solitudine perché ogni sua buona azione, ogni suo sentimento è estremo, privo di obiettività e di mezze misure. La vita però non è solo bianca o nera, è ricca di migliaia di sfumature, ognuna delle quali ci arricchisce e ci rende più completi, un piccolo pezzo alla volta.
Il Visconte dimezzato è il primo romanzo della cosiddetta Trilogia Araldica, di cui fanno parte anche Il barone rampante e Il cavaliere inesistente.
Voto: 8,5

Citazione: "O Pamela, questo è il bene dell'esser dimezzato: il capire d'ogni persona e cosa al mondo la pena che ognuno e ognuna ha per la propria incompletezza. Io ero intero e non capivo, e mi muovevo sordo e incomunicabile tra i dolori e le ferite seminati dovunque, là dove meno da intero uno osa credere. Non io solo, Pamela, sono un essere spaccato e divelto, ma tu pure e tutti. Ecco io ora ho una fraternità che prima, da intero, non conoscevo: quella con tutte le mutilazioni e le mancanze del mondo."


Colonna sonora: Viva la vida dei Coldplay
Consigliato: ai bambini, ma soprattutto ai grandi


Buona Lettura!

martedì 13 dicembre 2011

Il giorno in più


Titolo: Il giorno in più
Autore: Fabio Volo
Editore: Mondadori
Collana: Oscar Grandi Bestsellers
Pagine: 287
Prezzo: 13,00 €
Formato: brossura
Anno 1ª edizione: 2007
Genere: narrativa italiana
Codice ISBN: 978-88-04-58213-7


Trama: Sveglia, caffè, tram, ufficio, palestra, pizza-cine-sesso... giornate sempre uguali, scandite da appuntamenti che, alla fine, si assomigliano tutti, persi nel cielo grigio di una metropoli che non sa più sorridere. È la vita di Giacomo, uno che non si è mai fatto troppe domande, che è andato incontro agli avvenimenti rimanendo sempre in superficie. Un giorno, però, Giacomo incontra sul tram una sconosciuta, e se la ritrova davanti il giorno dopo, e quello dopo ancora. Per mesi. E così, quelle tre fermate lungo il tragitto per andare in ufficio diventano un appuntamento importante della giornata. O meglio, diventano "l'appuntamento". Ma la sconosciuta ha un destino che la porta lontano, in un'altra città. E Giacomo? Per la prima volta nella vita decide di non rimanere in superficie, di prendersi anche il rischio di diventare ridicolo, e parte all'inseguimento di un sogno.

Giudizio personale: Questo romanzo ha poltrito nella mia libreria per un anno, un anno in cui ne ho rimandato più e più volte la lettura per i più svariati motivi. Poi, quando ho visto il trailer del suo adattamento cinematografico, mi sono finalmente decisa a leggerlo. Avevo sentito opinioni che definire discordanti è riduttivo: alcuni, come la mia migliore amica, l'hanno adorato mentre altri l'hanno demolito. Io ho cominciato la lettura priva di qualsiasi pregiudizio: Fabio Volo mi sta simpatico, lo trovo divertente e le sue trasmissioni mi sono quasi sempre piaciute e non faccio parte di quella categoria di lettori che pensa si debbano leggere solo e soltanto libri impegnati, ogni tanto qualche sana lettura leggera fa bene, anzi benissimo. Peccato che questa volta abbia presa una bella cantonata, la mia delusione fino a quasi metà romanzo è stata colossale! La prima parte del libro l'ho trovata noiosissima, lenta e sconclusionata. Non sembrava nemmeno un romanzo, ma una sorta di autobiografia del protagonista arricchita di dettagli del tutto superflui nella quale la storia con Michela faceva solo da contorno. Fortunatamente, da un certo punto in poi, il libro prende una piega interessante che perlomeno ha fatto breccia nel mio lato romantico. Quando il racconto si focalizza sull'avventura newyorchese, infatti, la lettura risulta più piacevole e coinvolgente, pur rimanendo fermi alcuni limiti. La trama non brilla certo per originalità, anche se ho trovato carina l'idea del "fidanzamento a termine" parafrasi romantica del concetto di trombamico; per il resto il protagonista rappresenta forse troppo lo stereotipo del trentenne italiano in cerca di avventure e refrattario ai legami duraturi, salvo poi ravvedersi una volta incontrata la donna "perfetta" per i suoi canoni. Il finale, per quanto abbondantemente telefonato nei precedenti capitoli, è comunque azzeccato. Lo stile narrativo mi ha lasciata abbastanza fredda: c'è troppo Volo, almeno questa è stata la mia sensazione. Tutto fin troppo in linea con l'autore, leggere questo libro è stato quasi come ascoltare Fabio Volo alla radio. Soprattutto nella prima parte, poi, lo stile è caratterizzato da frasi molto brevi, spesso slegate fra loro: a volte sembra che il protagonista salti di palo in frasca da una riga all'altra, il che crea un po' di confusione. Capitolo frasi a effetto: tutto il romanzo è contraddistinto da un linguaggio piuttosto semplice all'interno del quale spiccano meravigliose frasi ad effetto. Frasi bellissime, a volte ovvie, ma che colpiscono il lettore. Forse è proprio la banalità nemmeno tanto nascosta di queste frasi a colpire, perché chiunque ci si può riconoscere, ognuno può vederci un po' di sé; sono frasi molto belle ma soprattutto molto vere. Mi viene da dire anche molto furbe, perché alla fine della fiera il libro te lo ricordi soprattutto per queste frasi, che diventano citazioni perfette!
In conclusione non mi sento di bocciare totalmente Il giorno in più, che comunque mi ha fatto sorridere e mi ha dato qualche ora di spensieratezza, e nemmeno mi sento di giudicare negativamente la scrittura di Volo (per un giudizio più chiaro vorrei leggere almeno un altro suo romanzo), ma resta la delusione di chi si aspettava una bella storia e si è ritrovata con un libro come tanti.
Voto: fra il 5 e il 6


Citazione: "Anche a me piacerebbe condividere il resto della mia vita con una persona, ma non riesco a farlo con uno che non amo, solo perché non c'é di meglio. La medaglia d'argento. Conosco un sacco di persone che stanno con la medaglia d'argento, la seconda classificata, piuttosto che star sole."


Colonna sonora: Kiss from a rose di Seal
Consigliato a: a chi cerca un po' di svago e a chi ama New York
Istruzioni per l'uso: affrontate la lettura di questo libro con leggerezza e senza preconcetti, lo amerete o lo odierete! 


Buona Lettura!

giovedì 1 settembre 2011

L'ombra del vento




Titolo: L'ombra del vento
Autore: Carlos Ruiz Zafón
Titolo originale: La sombra del viento
Traduzione: Lia Sezzi
Editore: Mondadori
Collana: Oscar best sellers
Pagine: 439
Prezzo: 13,00 €
Formato: Brossura
Anno 1a edizione originale: 2001
Anno 1a edizione italiana: 2004
Genere: Narrativa spagnola, mistero
Codice ISBN: 978-88-04-56130-9


Trama: A Barcellona una mattina d'estate del 1945 il proprietario di un negozio di libri usati conduce il figlio undicenne, Daniel, al Cimitero dei Libri Dimenticati, un luogo segreto dove vengono sottratti all'oblio migliaia di volumi di cui il tempo ha cancellato il ricordo. E qui Daniel entra in possesso di un libro "maledetto" che cambierà il corso della sua vita, introducendolo in un mondo di misteri e intrighi legato alla figura di Juliàn Carax, l'autore di quel volume. Daniel ne rimane folgorato, mentre dal passato iniziano a emergere storie di passioni illecite, di amori impossibili, di amicizie e lealtà assolute, di follia omicida e di un macabro segreto custodito in una villa abbandonata. Una storia in cui Daniel ritrova a poco a poco inquietanti parallelismi con la propria vita...
(dalla quarta di copertina)

Giudizio personale: Finalmente anch'io posso dire la mia su questo romanzo, consigliatomi praticamente da chiunque (a un certo punto ho creduto di essere l'unica persona al mondo a non averlo letto) e soprattutto da molte assidue frequentatrici di questo blog, del cui giudizio peraltro mi fido moltissimo. Il mio timore, dunque, era fondamentalmente quello di rimanere delusa, perché l'asticella delle aspettative si era alzata notevolmente.  E ad essere sincera quello verso L'ombra del vento non è stato un colpo di fulmine, bensì un progressivo ma inesorabile innamoramento, che mi ha portato a leggere le ultime 150 pagine alle 2 di notte, nella più assoluta certezza che mai sarei riuscita ad addormentarmi senza aver raggiunto l'epilogo.
La storia inizia in una mattina di giugno, quando il giovanissimo Daniel viene accompagnato dal padre in un luogo magico. Il Cimitero dei libri dimenticati è un labirinto di segreti e mistero, della cui esistenza Daniel non dovrà mai farne parola con nessuno; quello è il luogo in cui i libri abbandonati trovano riparo e protezione. Qui il nostro protagonista si imbatte in un libro di un autore sconosciuto, Julian Carax, e ne rimane talmente colpito e affascinato che subito si mette alla ricerca di altri suoi romanzi. Immediatamente si rende conto che Carax è avvolto nel più fitto mistero e che qualcuno si muove nell'ombra affinché i suoi romanzi spariscano dalla faccia della terra. Da questo momento inizia una storia fatta di intrecci, segreti e dolore, dolore sopito nel cuore di molte, troppe persone.
Iniziando la lettura di questo romanzo temevo di avere tra le mani una storia simile, per intreccio e costruzione, a Marina: protagonista adolescente, un po' imbranato e innamorato di una ragazza più grande, un mistero da risolvere e via dicendo. Proseguendo sempre più nella lettura però ho visto delinearsi davanti a miei occhi forse il romanzo più complesso ed articolato di Zafón (almeno fra quelli che ho letto). I molti personaggi della storia sono articolati, pieni di segreti, dal passato oscuro: ognuno di loro apporta la sua esperienza e contribuisce così a creare una trama forte e struggente. Il tutto è reso ancor più intenso dalla scelta dell'autore di ambientare il libro in un contesto storico estremamente difficile: siamo nella Barcellona degli anni '40 e '50, devastata nell'anima dalla guerra civile prima, e dalla dittatura franchista poi. Un periodo di cui si parla ancora oggi troppo poco: libertà negate, omicidi politici ed esecuzioni sommarie. Ma questa scelta ci ha regalato quello che secondo me è il personaggio più bello del romanzo, Fermin Romero de Torres: un insieme di ironia, cultura, spavalderia e politica meraviglioso!
Anche la scelta di un protagonista così normale, umano se vogliamo, pieno di debolezze, rende la storia più vera, più vicina a noi: Daniel è un ragazzo come tanti, pieno di paure, impacciato con le ragazze, e pian piano lo vediamo crescere, maturare fino a cogliere le similitudini fra la sua vita e quella di Carax, somiglianze quasi inquietanti. 
L'intreccio narrativo è coinvolgente, con i ripetuti flash-back che vanno lentamente a colmare le lacune e a sbrogliare un ordito sempre più complesso, dando voce ai vari personaggi. 
A ben vedere non si può certo dire che L'ombra del vento si distingua da altri romanzi per originalità eppure, vuoi per lo stile di Zafón capace di farti letteralmente entrare nella storia, vuoi per le emozioni così contrastanti che suscita il romanzo non riuscirete a non amarlo, a non farlo vostro! 
A me non resta che ringraziare tutte/i le/i blogger che me l'hanno consigliato e che me ne hanno sollecitato la lettura!
Voto: 9

Citazione: "Questo luogo è un mistero, Daniel, un santuario. Ogni libro, ogni volume che vedi possiede un'anima,l'anima di chi lo ha scritto e l'anima di coloro che lo hanno letto, di chi ha vissuto e di chi ha sognato grazie a esso. Ogni volta che un libro cambia proprietario, ogni volta che un nuovo sguardo ne sfiora le pagine, il suo spirito acquista forza. Molti anni fa, quando mio padre mi portò qui per la prima volta, questo luogo era già vecchio, quasi come la città. Nessuno sa con certezza da quanto tempo esista o chi l'abbia creato. Ti posso solo ripetere quello che mi disse mio padre: quando una biblioteca scompare, quando una libreria chiude i battenti, quando un libro si perde nell'oblio, noi, custodi di questo luogo, facciamo in modo che arrivi qui. E qui i libri che nessuno ricorda , i libri perduti nel tempo, vivono per sempre, in attesa del giorno in cui potranno tornare nelle mani di un nuovo lettore, di un nuovo spirito. Noi li vendiamo e li compriamo, ma in realtà i libri non ci appartengono mai. Ognuno di questi libri è stato il miglior amico di qualcuno. Adesso hanno soltanto noi, Daniel."

Colonna sonora: The book of my life di Sting (la trovo veramente perfetta per questo romanzo)
Consigliato: credo sia un libro adatto veramente a tutti, soprattutto se amate le storie misteriose e ricche di intrecci
Istruzioni per l'uso: lasciatevi trasportare nelle magnifiche atmosfere che Zafon sa descrivere meravigliosamente

Buona Lettura!

mercoledì 27 luglio 2011

Speciale Estate: DIECI PICCOLI INDIANI



Titolo: Dieci piccoli indiani
Autore: Agatha Christie
Titolo originale: Ten Little Niggers
Traduzione: Beata Della Frattina
Prefazione e postfazione: Alex R. Falzon
Editore: Mondadori
Collana: Oscar Scrittori del Novecento
Pagine: 181
Prezzo: 8,50 €
Formato: Brossura
Anno 1ᵃ edizione originale: 1939
Anno 1ᵃ edizione italiana: 1946
Genere: Giallo
Codice ISBN: 978-88-04-50759-4




Trama: Dieci persone vengono invitate a trascorrere qualche giorno sulla deserta Nigger Island. Queste persone non si conoscono e nessuna di loro sa che al suo arrivo sull'isola troverà altri nove invitati. Saranno tutti ospitati all'interno di una villa maestosa, ma al loro arrivo li attende una strana ed inquietante filastrocca, che con il passare del tempo sembra prendere vita, lasciando dietro di sé una scia di morte tanto spaventosa quanto inesplicabile.

Giudizio personale: nel pensare a quale fossero i libri più adatti alle imminenti vacanze estive mi è subito balzato alla mente questo capolavoro del giallo!!! In questo romanzo Agatha Christie supera se stessa e crea qualcosa di perfetto. Si parte da una trama intrigante, nella quale ogni personaggio ha un losco passato, un segreto che nasconde a tutti e che lo accomuna inevitabilmente agli altri protagonisti. Quando uno dopo l'altro, cominciano a morire, nessuno è immune da sospetti: ognuno di loro potrebbe essere l'assassino. Ma come individuarlo? Parte così una sorta di caccia al topo, durante la quale non ci si può fidare di nessuno, in un crescendo di ansia e tensione. Lo stile della signora del giallo è come sempre semplice ma efficace: lei riesce a coinvolgere il lettore come pochi altri scrittori hanno la capacità di fare.
Dieci piccoli indiani ha dato vita a ben cinque adattamenti cinematografici e innumerevoli sono i film e i romanzi che ad esso si ispirano, dal famosissimo Invito a cena con delitto del 1975 al più recente Nella mente del serial killer (2004), fino alla serie televisiva Harper's Island (2009) che ruota attorno ad un matrimonio organizzato su un'isola al largo di Seattle i cui invitati muoiono in una terribile sequenza di "incidenti" macabri. 
Voto: 9,5

Citazione: "Se quella fosse stata una vecchia casa, con travi scricchiolanti, ombre scure negli angoli e pareti foderate di legno, si sarebbe potuto percepire un senso di mistero, di imponderabile. Ma quella villa era la quintessenza della modernità. Non c'erano angoli bui, nessun pannello che potesse celare una porta segreta, la luce elettrica rischiarava ogni cosa, tutto era nuovo, ben levigato e lucente. Non c'era nulla di strano, di sospetto. Nessuna atmosfera di mistero. 
E proprio questa era la cosa più spaventosa."

Colonna sonora: Precious Thing di Tori Amos
Consigliato a: questo romanzo è davvero adatto a tutti, siate voi amanti o meno del genere

Buona Lettura!

sabato 2 luglio 2011

Le luci di settembre



Titolo: Le luci di settembre
Autore: Carlos Ruiz Zafón
Titolo originale: Las luces de septiembre
Traduzione: Bruno Arpaia
Editore: Mondadori
Collana: Scrittori italiani e stranieri
Pagine: 268
Prezzo: 19,00 €
Formato: Copertina rigida
Anno 1ᵃ edizione originale: 1995
Anno 1ᵃ edizione italiana: 2011
Genere: narrativa spagnola, mistero, narrativa per ragazzi
Codice ISBN: 978-88-04-61023-6







Trama: Durante l'estate del 1937 Simone Sauvelle, rimasta all'improvviso vedova, abbandona Parigi assieme ai figli, Irene e Dorian, e si trasferisce in un piccolo paese sulla costa per sfuggire agli ingenti debiti accumulati dal marito. Trova lavoro come governante per il facoltoso fabbricante di giocattoli Lazarus Jann in una gigantesca magione chiamata Cravenmoore, dove l'uomo vive con la moglie malata. Tutto sembra andare per il meglio. Lazarus si dimostra un uomo gradevole, tratta con riguardo Simone e i figli, a cui mostra gli strani esseri meccanici che ha creato - e che sembrano avere vita propria - mentre Irene si innamora di Ismael, il cugino di Hannah, la cuoca della casa. Ma eventi macabri e strane apparizioni sconvolgono l'armonia di Cravenmoore: Hannah, viene trovata morta e una misteriosa ombra si impossessa della tenuta. Spetterà a Irene e Ismael lottare contro un nemico invisibile per salvare Simone e svelare l'oscuro segreto che avvolge la fabbrica dei giocattoli, un enigma che li unirà per sempre e li trascinerà nella più emozionante delle avventure in un mondo labirintico di luci e ombre.
(dal risvolto di copertina)


Giudizio personale: Le luci di settembre fa parte della Trilogia della nebbia, insieme a Il principe della nebbia e a Il palazzo della mezzanotte. Questi tre romanzi, scritti agli inizi degli anni novanta segnano l'esordio di Zafón e vengono inizialmente pubblicati come narrativa per ragazzi. Effettivamente, leggendo questo libro si ha spesso l'impressione di trovarsi fra le mani un romanzo per adolescenti: lo stile semplice ed accattivante, la trama in bilico tra il fantasy e il giallo con atmosfere gotiche rendono la lettura piacevole e scorrevole e adatta ai giovanissimi. Zafón è veramente molto bravo nel coinvolgere il lettore rendendolo partecipe della storia e creando atmosfere misteriose, ricche di tensione e a tratti persino angoscianti: mercoledì sera mentre su Bologna si abbatteva un temporale di proporzioni apocalittiche io ero nel clou del romanzo e fra tuoni, fulmini e ombre zafoniane ho avuto non poche difficoltà ad addormentarmi. A parte questo piccolo dettaglio che mi qualifica inequivocabilmente come una fifona da quattro soldi, sono molto soddisfatta di questa lettura che mi ha veramente travolto. I personaggi sono ben descritti, l'ambientazione dettagliata fotografa alla perfezione lo sfondo sul quale la storia prende forma. Durante la lettura ho riscontrato alcune similitudini con Marina, nell'intreccio e nelle atmosfere, ma soprattutto Lazarus Jann mi ricorda vagamente il personaggio di Michail Kolvenik pur essendoci differenze abissali. La qualità più evidente nella scrittura di Zafón è la straordinaria capacità di rendere vive le emozioni provate dai personaggi e trasmetterle ai lettori, siano esse positive o negative non ha importanza, se il protagonista è felice sarete felici con lui, se ha paura sarete spaventati anche voi. 
Voto: 8


Citazione: "Cravenmoore non era altro che l'oscuro riflesso del labirinto di solitudine in cui Lazarus Jann aveva vissuto negli ultimi vent'anni. Ogni abitante di quel mondo meraviglioso, ogni creazione, corrispondeva a una lacrima pianta in silenzio."


Colonna sonora: Shadow of the day dei Linkin Park
Consigliato a : a chi non ha paura dell'uomo nero, agli amanti del mistero e della suspence
Istruzioni per l'uso: da conumarsi preferibilmente lontano da temporali o luoghi dall'aspetto sinistro 


Buona Lettura!

Italian Blogs for Darfur
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