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mercoledì 29 febbraio 2012

Togliamo il disturbo


Titolo: Togliamo il disturbo
Autrice: Paola Mastrocola
Editore: Guanda
Collana: Narratori della fenice
Pagine: 271
Prezzo: 17,00 €
Formato: brossura
Anno 1ª edizione: 2011
Genere: Saggio
Codice ISBN: 978-88-6088-164-9


Il libro: "Questo libro è una battaglia, perché la cultura non abbandoni la nostra vita e prima di ogni altro luogo la nostra scuola, rendendo il futuro di tutti noi un deserto. È anche un atto di accusa alla mia generazione, che ha compiuto alcune scelte disastrose e non manifesta oggi il minimo pentimento. Infine, è la mia personale preghiera ai giovani, perché scelgano loro, in prima persona, la vita che vorranno, ignorando ogni pressione, sociale e soprattutto familiare. E perché, in un mondo che li vezzeggia, li compatisce, e ne alimenta ogni giorno il vittimismo, essi con un gesto coraggioso e rivoluzionario si riprendano la libertà di scegliere se studiare o no, sovvertendo tutti gli insopportabili luoghi comuni che da almeno quarant'anni ci governano e ci opprimono." 
(P. Mastrocola)
(dal risvolto di copertina)

Giudizio personale: Si parla spesso della scuola italiana, ma il più delle volte lo si fa in maniera sbagliata o poco approfondita, con poche frasi sbrigative. Ci si ferma alla superficie del problema, senza mai andare a fondo. Si parla dei tagli, delle carenze e dei pericoli di molti edifici, del precariato dei professori, ma difficilmente si discute di programmi e di studenti, del livello di preparazione che i ragazzi possiedono una volta diplomati. Con questo libro Paola Mastrocola ci porta all'interno delle sue classi (insegna lettere in un liceo scientifico), ci fa conoscere i suoi alunni e tutto ciò che quotidianamente affronta. Partendo da qui, un tipico liceo italiano, cerca di affrontare in maniera appassionata lo stato della scuola italiana. La cosa che più colpisce è che finalmente si affronta il problema in modo serio e spesso politicamente scorretto, con argomentazione che potrebbero risultare scomode o difficili da accettare, ma basta fermarsi un attimo a riflettere per capire quante verità siano contenute in questo testo. Togliamo il disturbo è, come dice il sottotitolo stesso, un saggio sulla libertà di non studiare, ovvero sulla libertà, che ogni ragazzo dovrebbe poter esercitare, di scegliere fra un liceo che insegni davvero la cultura e un istituto tecnico che invece insegni un lavoro nel modo migliore possibile. Semplicemente perché non si può obbligare chi non ha voglia (o attitudine o passione, quello che volete voi) di studiare a passare ore e ore ad ammuffire su testi di filosofia o latino quando magari sarebbe un ottimo studente di materie più pratiche. Contestualmente non si dovrebbe limitare le possibilità di apprendimento di un appassionato di materie umanistiche (o scientifiche) con programmi striminziti e poco efficaci. Perché la scuola italiana attuale è un ibrido che sforna giovani con scarsa preparazione, con un vocabolario limitato e modeste capacità di comprensione. 
Il libro è suddiviso in tre macro sezioni. La prima è, molto semplicemente, la fotografia dell'attuale sistema scolastico: studenti svogliati, troppo presi dalle nuove tecnologie per prestare attenzione allo studio, programmi poco efficaci, professori frustrati. La seconda parte, invece, è una sorta di cronistoria degli ultimi quarant'anni di scuola nostrana: Don Milani, Rodari, le varie riforme Gelmini e Berlinguer, insomma come la scuola italiana è diventata quello che è ora. La terza e ultima sezione di questo saggio è dedicata al futuro, ovvero a come l'autrice vorrebbe veder evolvere la nostra scuola, creando cioè tre tipi di istituti superiori: una scuola per il lavoro, una per lo studio e una per la comunicazione. E credetemi, la sua idea (peraltro sviscerata esaurientemente) è assolutamente valida. Leggendo questo saggio si ha sempre più consapevolezza, riga dopo riga, dei fallimenti che la società italiana è riuscita a costruire, smantellando pezzo dopo pezzo una scuola pubblica estremamente valida, nel tentativo di rendere divertente lo studio.
Questo libro mi ha davvero colpita, nel profondo. L'ho trovato illuminante, scorretto, forte e ricco di spunti di riflessione. Mi sono trovata quasi sempre in accordo con l'autrice, ed è stato molto piacevole leggere finalmente qualcosa di diverso, sentire una voce fuori dal coro che ci dice come stanno davvero le cose. Ho confrontato quello che pagina dopo pagina leggevo con la mia personale esperienza e questa comparazione non ha fatto altro che rafforzare in me l'idea che Paola Mastrocola sarebbe un ottimo ministro dell'Istruzione. Mi sono diplomata in ragioneria ormai 10 anni fa, e pur essendo cambiate moltissime cose in questo lasso di tempo (e pur essendo cambiati tantissimo gli adolescenti) non ho potuto non constatare grandissime verità in questo testo, verità che sono sotto gli occhi di tutti e che vengono completamente ignorate. Forse perché fa comodo avere un esercito di giovani caproni con ridotte capacità critiche! Forse perché la scuola è davvero un luogo scomodo, considerato solo come sperpero di risorse, mentre dovrebbe rappresentare le fondamenta di ogni società civile!
Leggetelo, è un consiglio spassionato.
Voto: 9


Citazione: "Non tutti vogliono studiare. Non tutti nascono soldati o sacerdoti o studiosi. C'è anche chi nasce fabbro, panettiere, meccanico, fotografo. Perché torciamo i giovani? Perché obblighiamo tutti a studiare? Allo stesso modo, qualcuno vuole studiare. Non tutti nascono parrucchieri, cuochi, coltivatori di patate. Perché, con questa scuola ridotta, obblighiamo costoro a non studiare, o a studiare poco e male?"


Colonna sonora: Sogna, ragazzo sogna di Roberto Vecchioni
Consigliato: a tutti, soprattutto ai genitori di bambini e adolescenti e ai professori di ogni ordine e grado
Istruzioni per l'uso: liberatevi da ideologie o pregiudizi, aprite la mente a nuove idee


Buona Lettura!

mercoledì 21 dicembre 2011

A Natale regala un libro! SAGGI

Quando ho inaugurato questa serie si post dedicata ai libri come dono natalizio ho scritto di come la lettura possa regalarci momenti assolutamente magici, aprirci nuovi mondi e farci viaggiare con la fantasia.Leggere è tutte queste cose, ma ancora di più è un modo, forse il migliore, per informarsi, per imparare e aprire la propria mente. Per questo il genere letterario cui dedico questo post è la saggistica. Attraverso i libri possiamo conoscere realtà e culture a noi lontane, possiamo custodire i ricordi di chi non c'è più, ma soprattutto abbiamo la possibilità di creare una memoria storica condivisa affinché il male perpetrato dall'uomo nel corso dei secoli non abbia a ripetersi (mi rendo conto di quanto sia utopistica questa frase, ma sono un'ottimista). I tre libri che ho scelto oggi sono stati molto importanti per me e per la mia formazione. Scaturiti dalla penna di tre grandi giornalisti purtroppo scomparsi, ci ricordano di quanto cattiveria sia capace l'uomo e ci sollecitano a mantenere alta la guardia, a vigilare e soprattutto a non fare finta di niente.

Niente e così sia, scritto fra il 1967 e il 1968, è una sorta di reportage su carta della guerra in Vietnam. Oriana Fallaci era all'epoca una giovane giornalista che, vivendo a stretto contatto con le truppe statunitensi di stanza in Vietnam, ha dato vita a questo meraviglioso saggio. Scritto da una Fallaci profondamente diversa da quella dei primi anni 2000 (per intenderci diversissima da quella de La rabbia e l'orgoglio) questo libro è innanzi tutto un inno alla vita. L'autrice parte per questa guerra con in testa le parole della nipote "Cos'è la vita?" e cercando una risposta a questa domanda assisterà alle atrocità commesse dai vietcong e dai militari americani, vedrà giovani ragazzi di belle speranze completamente trasformati dall'orrore della guerra. Per tutto il libro Oriana cerca di trovare risposte alle mille domande che si pone quotidianamente; cerca di capire quale sia il senso di mandare a morire migliaia di uomini al solo scopo di imporre la propria cultura, la propria bandiera. Questo libro serve a non dimenticare mai quello che ci siamo lasciati dietro, a mantenere vivo il ricordo di un pezzo di storia troppo spesso dimenticato. 

Anche il secondo libro di cui scrivo oggi parla di guerra, una guerra molto vicina a noi eppure terribilmente lontana. Cecenia Il disonore russo è uno degli ultimi libri di Anna Politkovskaia, la giornalista russa uccisa nell'ottobre del 2006 a Mosca. In questo libro vengono raccontati, con dovizia di particolari, le aberranti barbarie commesse dall'esercito russo ai danni dei civili e le violente rappresaglie messe in atto dai militari ceceni. Non ci sono filtri né sconti per nessuno, la Politkovskaia racconta i fatti di cui è stata testimone e soprattutto denuncia l'omertà e l'indifferenza dell'ONU e dei paesi occidentali. Punta il dito contro il Cremlino, colpevole di condurre questa guerra scriteriata e chiede a gran voce maggior attenzione da parte dei media mondiali nei confronti di una regione del mondo dimenticata da tutti. Ogni pagina, ogni riga di questo libro sono una doccia gelata, un ceffone in pieno volto per dirci SVEGLIATEVI, perché non si può continuare a ignorare ciò che accade a pochi passi da noi, non si può fare finta che tutto vada bene salvo poi rimanere sconvolti al prossimo episodio eclatante, come la strage di Beslan.

Ho lasciato per ultimo il libro che forse più di ogni altro ha cambiato la mia vita. La fine è il mio inizio è stato per me una sorta di illuminazione sulla via di Damasco, un insieme di emozioni e scoperte che mi ha profondamente segnata. In questo suo ultimo libro, Tiziano Terzani, ormai prossimo alla fine, si racconta al figlio Folco lasciando a noi lettori un'eredità di grande valore: il racconto di una vita intensa e meravigliosa. Si parte con l'infanzia in Toscana, fra mille difficoltà, gli anni della scuola e dell'università, i primi viaggi e il lavoro come corrispondente per il Der Spiegel. E proprio come corrispondente Terzani sarà testimone di guerre terribili, Vietnam e Corea in primis. Nel ricordare la sua vita, Terzani esorta costantemente i giovani a partire, a viaggiare, ad aprire la propria mente e la propria anima all'altro, a mettersi in gioco sempre, perché è soltanto attraverso il confronto con chi è diverso da noi che si può costruire un mondo migliore. La cosa che più colpisce è la straordinaria serenità con cui Terzani si avvicina alla morte, consapevole di aver vissuto a pieno e di aver colto tutte le possibilità che la vita gli ha offerto. Questo libro è un modo per ricordarci di non avere paura e  affrontare a testa alta gli ostacoli che si pongono sul nostro cammino, avendo l'umiltà di riconoscere gli sbagli commessi e privi di qualsivoglia presunzione di superiorità. 

Spero che questi tre veloci consigli siano stati di vostro gradimento e che abbiamo almeno in parte suscitato un po' di curiosità. Non mi resta che augurarvi

Buona Lettura!

lunedì 7 novembre 2011

Licenziare i padreterni

 
Titolo: Licenziare i padreterni. L'Italia tradita dalla casta
Autori: Gian Antonio Stella, Sergio Rizzo
Editore: Rizzoli
Collana: Saggi italiani
Pagine: 183
Prezzo: 9,00 €
Formato: brossura
Anno 1ª edizione: 2011
Genere: Saggistica, politica
Codice ISBN: 978-88-17-05402-7

Gli stipendi del Senato saliti di un altro 19% in 4 anni. I palazzi del Palazzo che sono diventati 52. La trincea in difesa dei doppi e tripli vitalizi. Gli aereiblu che volano come mai prima. Sforbiciatine agli affitti cresciuti di 41 volte dal 1983. I menù di lusso con le lamelle di spigola ancora a 3,34 euro. I bilanci "ritoccati" solo per fare bella figura. I rimborsi elettorali che hanno superato i 5 miliardi e mezzo. I Presidenti regionali che continuano a prendere come tre governatori USA. Autoblu a vita che aumentano senza freni. La Parentopoli che impazza. E DICEVANO D'AVERE TAGLIATO...

Il libro: I politici politicanti italiani, quelli che un liberale cristallino come Luigi Einaudi attaccò scrivendo che occorreva "licenziare i Padreterni", sono sordi. Non riescono a capire. Non riescono a vedere, chiusi nel loro fortilizio autoreferenziale, l'insofferenza montante dei cittadini di un Paese in affanno che vive, come dice Giorgio Napolitano, "un angoscioso presente". Sono così abituati ai privilegi, all'abuso del potere, all'impunità, da non rendersi conto che la loro sordità mette a rischio non solo il decoro e la credibilità delle istituzioni ma alla lunga il nostro bene più prezioso: la democrazia. Quattro anni dopo La Casta, gli autori che prima e più di tutti ne hanno denunciato gli sprechi, le ingordigie e le prepotenze smascherano punto per punto i tradimenti delle promesse di sobrietà. E l'inadeguatezza di una classe politica che, nonostante l'impegno e la generosità di tanti parlamentari e amministratori perbene e generosi, non riesce a essere davvero classe dirigente. E offre segnali di un distacco rischioso tra chi governa e chi è governato. Un'invettiva civile d'amore per l'Italia e per la politica migliore. Nella speranza di un riscatto.
(dal risvolto di copertina)

Giudizio personale: Non so da dove cominciare, lo ammetto. Recensire un libro come questo è piuttosto complicato, soprattutto volendo evitare di essere colti da improvviso attacco collerico per via dei temi trattati. Rizzo e Stella ripartono dal clamore generato in seguito all'uscita de "La Casta", il libro uscito nel 2007 nel quale veniva "denunciati" gli esorbitanti costi della politica italiana. Ci si aspetterebbe che qualcosa sia cambiato,che tutte le promesse fatte siano state mantenute. Non credo sia necessario specificare che non è stato così. E allora i due giornalisti del Corriere della Sera elencano, per l'ennesima volta e con un lavoro certosino, tutti gli sprechi e i privilegi che fanno della nostra politica una delle più costose al mondo. Prendendo come anno di riferimento il 1983 inizia un'impietosa enumerazione degli aumenti vertiginosi di stipendi, autoblu, benefici, vitalizi e chi più ne ha più ne metta: una sfilza di numeri da capogiro. Quando poi si arriva al confronto con gli altri paese il risultato è impietoso. E il problema, purtroppo, non è solo a livello nazionale, ma addirittura a livello locale è ancora più marcato: insomma è normale che il presidente della regione Sardegna guadagni oltre 40.000 euro in più del governatore della California, stato che peraltro produce il settimo PIL del mondo? Stipendi stratosferici, clientelismo ai massimi livelli, favori sempre ai soliti noti e la totale mancanza di vergogna, ma addirittura la faccia tosta di avanzare pretese sui diritti acquisiti. C'è un problema grave, cui però nessuno sembra voler porre rimedio. E in un momento di crisi così drammatico, con che faccia questi politici ci vengono a chiedere sacrifici? Questo è il punto focale di tutto il libro. Rizzo e Stella non fanno anti-politica, ma anzi chiedono che la politica sia dia delle regole e dia l'esempio; chiedono che i politici siano disposti a tagliare laddove è possibile per dare un'altra possibilità a questo paese. 
Queste 180 pagine si possono leggere tranquillamente in un paio di giorni, ma personalmente ho preferito diluire la lettura in un mesetto circa: sono troppo emotiva per leggere queste cose, poi mi prende la rabbia e l'intolleranza sale! Inoltre va aggiunto che la lettura può risultare a volte un po' pesante per via dei tantissimi riferimenti a numeri, percentuali e così via che rischiano di ubriacare il lettore. Lo stile di Rizzo e Stella però è perfetto, limpido e privo di qualsiasi filtro, diretto, vi farà rizzare i capelli.
Credo davvero che sia importante leggerlo, leggere altri libri come questo, tenersi informati: perché l'informazione è la nostra arma più grande.
Voto: 9

Colonna sonora: Cyrano di Francesco Guccini
Consigliato a: a tutti, per quanto mi riguarda dovrebbe diventare testo scolastico
Istruzioni per l'uso: da consumarsi preferibilmente dopo massiccia assunzione di camomilla per calmare l'ira funesta che tale lettura vi causerà

Buona Lettura!

lunedì 19 settembre 2011

Il corpo delle donne



Titolo: Il corpo delle donne
Autore: Lorella Zanardo
Editore: Feltrinelli
Collana: Serie Bianca Feltrinelli
Pagine: 204
Prezzo: 13,00 €
Formato: Brossura
Anno 1a edizione: 2010
Genere: Saggio, Giornalismo
Codice ISBN: 978-88-07-17186-4


Il libro: Nel maggio del 2009 Lorella Zanardo ha messo in rete un documentario realizzato con Cesare Cantù e Marco Malfi Chindemi, che si proponeva di innalzare il livello di consapevolezza sull’immagine delle donne nella tv italiana. Oggetto e titolo: Il corpo delle donne. È stato l’inizio di un cambiamento e di una grande spinta per far riguadagnare centralità alle donne e misurare la loro incidenza sul tessuto sociale e culturale del nostro paese. L’autrice racconta qui la genesi del documentario, le reazioni che ha suscitato, l’interesse inaspettato da parte delle giovani generazioni, la necessità di uscire dagli stereotipi per giungere a una nuova definizione del femminile. Inoltre, mette a fuoco inediti strumenti di lettura dell’immagine televisiva e dei messaggi che questa veicola. E con il capitolo Nuovi occhi per la tv passa dalla denuncia alla proposta di strumenti che consentano di guardare la tv con consapevolezza. “Spegnere la tv oggi non serve,” dice Lorella Zanardo, “il vero atto innovativo è guardarla. Insieme a chi normalmente la guarda.”
(dalla quarta di copertina)

Giudizio personale: Quando vidi il documentario Il corpo delle donne per la prima volta ne rimasi davvero colpita, forse anche scioccata. Ero ormai abituata a cambiare canale, o addirittura a spegnere la televisione, ogni qualvolta capitavo su una trasmissione volgare o dai contenuti pressoché nulli. Il lavoro della Zanardo ha una capacità unica di risvegliarci, di darci uno scossone e farci capire che non è più tempo di fare finta di niente e girarci dall'altra parte. La forza del documentario e di questo libro sta tutta nell'idea che spegnere la TV è troppo semplice: la TV va guardata con spirito critico per poter insegnare a chi ci sta accanto, soprattutto ai giovani e giovanissimi, che quella che passa sulle televisioni italiane è un'idea della donna completamente sbagliata e fuori dal mondo. Sotto un certo punto di vista è un libro difficile da digerire, perché vi farà arrabbiare fino all'inverosimile. Ormai siamo totalemente assuefatte al modello unico di donna che appare sui nostri teleschermi e quasi non ci facciamo più caso, semplicemente, come dicevo poc'anzi, se la cosa ci disturba cambiamo canale. Ma vedere sminuzzate e analizzate molte trasmissioni che vanno in onda quotidianamente non può non richiamare la nostra attenzione e farci riflettere a fondo su quanti danni questo sistema televisivo stia creando alla nostra società. E' strano come nel nostro paese ci si indigni per una scena di sesso più o meno esplicita andata in onda in prima serata all'interno di una fiction e poi nulla si faccia per ciò che ogni giorno, quasi sempre in fascia protetta, le televisioni ci propinano: donne mezze nude la cui unica mansione è attirare lo sguardo dello spettatore sul proprio seno, donne assolutamente incapaci di fare qualsiasi cosa e messe lì solo perché avvenenti, donne trattate come oggetti in tutto e per tutto.
Tengo a precisare che non sono una bigotta, non mi da fastidio che una donna si spogli per fare carriera, per quanto mi riguarda ognuno è libero di comportarsi come meglio crede; ma quando l'unico (o quasi) modello femminile che passa in tv è questo si instilla in chi guarda l'idea che solo così si farà carriera, che le donne sono alla mercé di chiunque abbia un po' di potere. Sarebbe anche ora, credo, di mostrare tutte quelle donne (e sono tante) che si fanno strada contando solo sulle proprie forze e sull'aiuto di nussun altro!
Un'altro aspetto assolutamente interessante di questo libro, e a cui onestamente non avevo pensato prima, è l'analisi della Zanardo secondo la quale la maggior parte delle "donnine semisvestite" sono sempre a cornice di trasmissioni il cui pubblico è prettamente femminile, o che le pubblicità in cui più spesso la donna appare nuda sono pubblicità di articoli femminili, questo a voler sottolineare quanto la donna sempre più abbia incamerato atteggiamenti o modi di pensare tipicamente maschili.
Io vi consiglio vivamente la lettura di questo libro! Aprirà gli occhi di molti!


Citazione: "Se come abbiamo appurato il problema non è di tipo legislativo, se si produce una televisione offensiva anche se le leggi lo vietano, significa che il problema è culturale. D'altronde, non crediamo nemmeno che il rispetto nei confronti degli altri, donne e uomini, si possa imporre per legge. Passa attraverso l'educazione, attraverso la trasmissione di un sapere che permetta a tutti - ma in particolare alle nuove generazioni, e a partire dai bambini delle scuole elementari - di riconoscere i messaggi che la televisione propone loro, i meccanismi con cui essa comunica, i valori che trasmette o nega."
Voto: 9,5


Colonna sonora: Woman in Chains dei Tears for Fears
Consigliato a: alle donne, ma soprattutto a tutti gli uomini che guardando la TV si fanno solo grosse risate 
Istruzioni per l'uso: Prima di leggere questo libro credo sia d'obbligo la visione dell'omonimo documentario


Buona Lettura!

venerdì 29 aprile 2011

La biblioteca delle donne

LA BIBLIOTECA DELLE DONNE
di Erin Blakemore


"I libri ci nutrono durante un divorzio, in caso di licenziamento o quando tronchiamo un rapporto ingiusto, mentre tiriamo su figlie testarde e quando pretendiamo ciò che ci è dovuto. Ci danno conforto quando ci sentiamo malinconiche perché contengono parole di cui abbiamo disperato bisogno."

Il libro: Partendo dalle eroine letterarie della sua infanzia, Erin Blakemore traccia una sorta di "manuale di sopravvivenza" per giovani donne che possono trovare conforto e aiuto fra le pagine di grandi classici della letteratura femminile, dalle Piccole Donne di Louisa May Alcott alla Rossella O'Hara di Via col vento. 

Giudizio personale: Mi sono imbattuta in questo libro per puro caso, vagando distrattamente tra gli scaffali di una piccola libreria vicino casa. Subito sono stata attratta dal titolo e dalla copertina: autrice sconosciuta, editore mai sentito nominare, un salto nel buio insomma. Ora posso dire che mai acquisto fu più azzeccato. Il libro è suddiviso in dodici capitoli, ad ognuno dei quali corrisponde un romanzo e la sua relativa eroina: abbiamo ad esempio Lizzie Bennet, neanche a dirlo protagonista di Orgoglio e Pregiudizio di austeniana memoria, Scout Finch de Il buio oltre la siepe, oppure ancora Celie personaggio principale de Il colore viola. Ogni capitolo si concentra sulla caratteristica principale dell'eroina descritta, la compassione di Scout Finch, la fede di Janie Crawford, lo spirito battagliero di Rossella O'Hara, la costanza di Jane Eyre, e traccia un parallelo tra la vita dell'autrice del romanzo esaminato e la sua relativa protagonista. Già, perché se le nostre amatissime star letterarie hanno avuto vite difficili e tormentate, lo stesso si può dire delle autrice dalla cui penna sono nate. Scrittrici spesso nate in epoche in cui le donne vivevano con l'unica prospettiva di sposarsi bene, il cui talento non contava a meno che non si parlasse di cucito o disegno, e circondate da uomini che, non solo le trattavano come esseri inferiori, ma ne sfruttavano la forza e la tenacia, per cui il lieto fine per queste donne era solo un miraggio. La formula di questo libro è molto semplice: mettere in luce l'essenza di grandi classici della letteratura adattandoli alla modernità, e per fare questo la Blakemore ci racconta i suoi personalissimi legami con queste autrici e in quale momento della vita le sono state più di aiuto.
Una lettura estremamente piacevole, capace di farci ritrovare le eroine della nostra infanzia/adolescenza e scoprirne di nuove, perché in ognuna di noi c'è una donna eroica che ha solo bisogno di emergere.
Voto: 9

Citazione: "Mentre il tempo consuma le pagine dei libri di storia, scrittrici come Jane Austen e Zora Neale Hurston si muovono anche oltre la nostra conoscenza profonda. Tutto ciò che rimane di queste donne è ciò che loro hanno scelto, hanno osato, lasciarci. In un certo senso, ci hanno caricato di un fardello straordinario: portare le nostre esperienze di vita e la nostra interpretazione nella lettura delle loro vite, delle loro eroine, e mantenere viva l'eredità che ci hanno lasciato molto oltre la loro morte. A me sembra che la grandezza di queste autrici non sia semplicemente nei libri che hanno scritto, ma nelle vite che hanno avuto, e che in un modo o nell'altro riescono ad azzerare le distanze di continenti e secoli."

Titolo originale: The Eroine's Bookshelf

Traduzione: Elisabetta Stefanini

Edizione: ORME

Collana: Il naso

Pagine: 190

Prezzo: 16,50 €

Anno: 2010

Codice ISBN: 978-88-88774-72-5


mercoledì 30 marzo 2011

Vieni via con me

VIENI VIA CON ME
di Roberto Saviano


"Raccontare come stanno le cose vuol dire non subirle."

Il libro: Otto capitoli, otto storie, un ritratto unico dell'Italia di oggi firmato dall'autore del bestseller internazionale Gomorra. Roberto Saviano scava dentro alcune delle ferite vecchie e nuove che affliggono il nostro Paese. Il mancato riconoscimento del valore dell'Unità nazionale, il subdolo meccanismo della macchina del fango, l’espansione della criminalità organizzata al Nord, l'infinita emergenza rifiuti a Napoli, le troppe tragedie annunciate. Accanto alla denuncia c’è anche il racconto – commosso e ammirato – di vite vissute con onestà e coraggio: la sfida senz'armi di don Giacomo Panizza alla ’ndrangheta calabrese, la lotta di Piergiorgio Welby in nome della vita e del diritto, la difesa della Costituzione di Piero Calamandrei. Esempi su cui possiamo ancora contare per risollevarci e costruire un’Italia diversa. Ideato e condotto da Roberto Saviano e Fabio Fazio, Vieni via con me è stato l'evento televisivo dell’anno, più seguito delle partite di Champions League e dei reality show. Ora Vieni via con me è un libro che rende di nuovo accessibili al pubblico queste storie in una forma ampiamente rivista e arricchita. Facendole diventare, ancora una volta, storie di tutti.
(dalla quarta di copertina)

Giudizio personale: "Vieni via con me" è stata una di quelle rarissime trasmissioni televisive capace di riconciliarmi col canone Rai. E' stata una boccata d'aria fresca e pura in un marasma di tv spazzatura. E direttamente da Rai Tre, gli otto monologhi di Saviano approdano in libreria, pubblicati da Feltrinelli (e mi auguro che questo sodalizio duri a lungo). Per chi come me ha seguito tutte le 4 puntate della trasmissione, queste non sono storie nuove eppure questo libro ha la straordinaria capacità di emozionarvi e di farvi indignare nuovamente. Forse perché, come dicevano i latini, Verba volant Scripta manent e queste storie messe nero su bianco acquistano una forza inarrestabile. Ognuno di questi racconti mi ha lasciato qualcosa: la storia d'amore fra Mina e Piergiorgio Welby mi ha fatto innamorare della vita nonostante sia spesso così crudele, perché il loro amore è stato così forte da sconfiggere anche la morte. La macchina del fango e i rifiuti mi hanno letteralmente fatto imbufalire, perché è inaccettabile che queste cose accadano in un paese "civile". Il racconto de L'Aquila è però quello che più mi ha segnata, facendomi commuovere nel leggere i nomi e i rispettivi sogni dei ragazzi della casa dello studente: non sono riuscita a trattenere le lacrime perché sapevo già come sarebbe finita per quel gruppo di ragazzi, colpevoli solo di essersi guadagnati, grazie alle borse di studio, un alloggio in uno stabile che sarebbe dovuto essere uno dei più sicuri. Loro non sono morti per il terremoto, sono stati ammazzati dall'incuria, dalla disonestà di chi ha usato sabbia e non cemento armato per le fondamenta! 
Questo libro non è solo un elenco di cosa non va in questo paese, ma è soprattutto un invito a non voltarsi dall'altra parte, ad essere partecipi della vita dell'Italia, a non fare finta di niente. Questo libro è un calcio all'indifferenza!!
Voto: 10

Citazione: "Ma non partecipare, ritenere che quello che ti succede intorno non ti riguardi, significa consegnare il Paese ai poteri che sanno organizzare e gestire il consenso, e che ti portano via tutto. Considerare lo Stato altro da noi significa perdere la possibilità del diritto. Lo Stato non è altro da noi, lo Stato siamo noi."

Edizione: Feltrinelli

Collana: Varia

Pagine: 144

Prezzo: 13,00 €

Anno: 2011

Codice ISBN: 978-88-07-49110-8


venerdì 14 gennaio 2011

L'Italia in PresaDiretta

L'ITALIA IN PRESA DIRETTA
di Riccardo Iacona


"Adesso ho le prove. Le prove che l'Italia di Berlusconi è già un paese meno libero. L'ho visto con i miei occhi. Ho deciso di scrivere questo libro perché possiate vederlo anche voi."
Riccardo Iacona

Il libro: Mentre intorno all'informazione si fa terra bruciata, le inchieste di Riccardo Iacona rappresentano una delle poche finestre ancora aperte sull'Italia. In questo libro Iacona racconta il paese che ha visto. Tra la gente, registrando storie, rabbia e passioni. In presa diretta. Con i magistrati e gli uomini delle forze dell'ordine che combattono una battaglia solitaria contro la 'ndrangheta. Negli uffici pubblici, documentando, telecamera nascosta, come si ottengono le autorizzazioni a costruire eludendo la legge. In provincia di Napoli, dove da anni il tribunale è in una sede provvisoria, senza vigilanza né metal detector: "Qui si può entrare anche con un bazooka". Sul Canale di Sicilia, tra uomini, donne e bambini sdraiati nei barconi con i corpi ustionati dal carburante rovesciatosi. E ancora la scuola al fallimento, il grande business dell'acqua ai privati, gli affitti pazzi e la politica inesistente sulla casa. Questa è l'Italia che la televisione non vorrebbe più raccontarci.
dalla quarta di copertina

Giudizio personale: Penso di poter affermare che questo sia uno dei migliori libri di inchiesta che abbia letto negli ultimi anni. Il libro è suddiviso in 9 capitoli, ad ognuno dei quali corrisponde un'inchiesta figlia di quelle viste nelle prime puntate della trasmissione di RaiTre "PresaDiretta". Ognuna di queste inchieste è esposta in maniera chiara ed esaustiva, con un linguaggio schietto e diretto. Iacona ed i suoi collaboratori fotografano alla perfezione la situazione disastrosa in cui versa questo nostro pazzo paese, perciò la lettura di queste pagine presenta qualche controindicazione: forte senso di disagio, rabbia, tanta, fastidio, senso di impotenza davanti ad una classe dirigente moralmente ed eticamente pessima. Fra le varie inchieste vi segnalo quella sul terremoto all'Aquila e quella sulla situazione della scuola e della giustizia (e vi assicuro, c'è da mettersi le mani nei capelli). Un altro punto di forza di questo libro è l'assenza di troppi tecnicismi che spesso rendono le inchieste un po' difficili da seguire, e la totale mancanza di finti moralismi o qualunquismo. Iacona dimostra ancora una volta di essere uno dei migliori Giornalisti italiani, quelli con la G maiuscola.
Ci sarebbe da augurarsi che libri come questo siano letti dal maggior numero di persone possibile, anche se purtroppo credo che a leggerlo saranno persone per le quali queste inchieste, bene o male, non rappresentano nulla di nuovo. 

Citazione: "Ecco che cos'è lo Stato non credibile. Lo Stato non credibile è quello che non si dà i mezzi e gli uomini per combattere una criminalità che ha questa forza economica e queste relazioni internazionali e che quando finalmente li acchiappa li condanna a pene ridicole o se li lascia scappare." 
Nicola Gratteri intervistato da Riccardo Iacona

Edizione: ChiareLettere

Collana: Reverse

Pagine: 170

Prezzo: 13,60 €

Anno: 2010

Codice ISBN: 978-88-6190-115-5

giovedì 31 dicembre 2009

Il ventennio berlusconiano

LO STATISTA
di Massimo Giannini


“ Berlusconi non è più un uomo di spettacolo. È diventato un uomo di Stato. Di una specie che non ci piace e addirittura ci preoccupa. Ma questo è. Si poteva ironizzare su di lui tra il’94 e il ’96, quando il parvenu aveva costruito in tre mesi il famoso partito di plastica, si era affacciato su un mondo che gli era oscuro e nemico e ne aveva subito la traumatica crisi di rigetto dopo neanche un anno di governo. Forse lo si poteva ancora fare tra il 2001 e il 2006, quando il parvenu era già diventato un leader, Forza Italia si era trasformata in un partito di latta, ma aveva dovuto patire il logorio di una legislatura rissosa e inconcludente. Oggi non si può più scherzare, il Cavaliere fa sul serio. Quindi va preso sul serio per le cose che dice e le cose che fa.”

Il Libro: è un analisi attenta e lucida di questi ultimi anni di vita politica italiana, di quello che Giannini chiama il ventennio berlusconiano. Il vice-direttore di Repubblica analizza il fenomeno Berlusconi rilevando la discontinuità rispetto al passato del suo nuovo governo, e, partendo da Renzo De Felice, ci dimostra come il paragone fra il periodo fascista e quello del Cavaliere non sia per niente astratto, ma abbia solide basi.  

Giudizio personale: 9,5 è un libro da leggere con calma e attenzione. Non è la solita critica al Cavaliere, ma un analisi molto acuta di ciò che Berlusconi è e rappresenta nel paese. Giannini ci spiega alla perfezione i meccanismi che hanno reso possibile il terzo (e schiacciante) trionfo dell'uomo di Arcore, al di là del suo immenso potere mediatico. Ci spiega come è stato in grado di captare il sentimento italico e tradurlo in un partito ad personam. Le analogie con il fascismo sono eccellentemente evidenziate dai riferimenti ai più importanti studi storici sul ventennio mussoliniano. La conclusione è che Berlusconi non è una parentesi della storia italiana, ma una sua evoluzione. Non manca poi un intero capitolo dedicato alle carenze e alle colpe della sinistra del nostro paese. 

Citazione: " Ecco: l’impero della mediocrità. Settantasei anni dopo non c’è formula migliore, per descrivere questo tempo di conformistico appiattimento sulle posizioni dell’uomo al comando. Chi dissente dà fastidio. È un inciampo, un intralcio. Non tanto nella maggioranza, dove i mediocri si sprecano ma non dissente nessuno. Persino nell’opposizione, dove i mediocri non mancano ma c’è anche chi vorrebbe ancora dissentire."

Edizione: Baldini Castoldi Dalai

Pagine: 231

Prezzo: 17,50 €

Anno: 2008



mercoledì 30 dicembre 2009

Una tragedia dimenticata

CECENIA: Il disonore russo
di Anna Politkovskaia


"Anna Politkovskaia è andata quaranta volte in Cecenia. I suoi amici, a Mosca, si stupiscono: -Sei sola, perchè tanta ostinazione? Ti invitano ovunque, ottieni riconoscimenti nelle capitali europee, vieni richiesta dalle università come visiting professor, perchè non ne approfitti? Negli Stati Uniti, i tuoi colleghi ti hanno conferito la prestigiosa medaglia al coraggio. La Cecenia è fango, sangue, merda, a che pro affrontare di nuovo la censura, i divieti, la miseria infinita, il grande freddo e il caldo soffocante, i posti di blocco sospettosi, la crudeltà oscena dei colonnelli, l'odio dei generali, le pallottole vaganti, i simulacri di esecuzioni sommarie, le minacce di rapimento?- -Perchè- risponde lei -tutti questi pericoli ormai li conosco a memoria. Perchè se abbandono adesso, se altri amici, altri giornalisti moscoviti, volessero darmi il cambio prima di aver imparato a muoversi in questo dedalo infernale, rischierebbero la pelle più di me. E se morissero li avrei sulla coscienza-" 
dalla prefazione di André Glucksmann 

Trama: in questo breve ma intenso libro, Anna Politkovskaia ci racconta la crudeltà della guerra in Cecenia. La giornalista russa ci descrive minuziosamente il calvario del popolo ceceno, le barbarie dei militari russi (stupri, saccheggi, esecuzioni sommarie) commesse nella più totale impunità, i regolamenti di conti e le violenze perpetrati dall’esercito ceceno. E’ un libro duro, forte: un grido d’aiuto per una delle più grandi tragedie di questo secolo che si sta compiendo nel più assoluto silenzio dell’Unione Europea e degli Usa. E’ un atto d’accusa al governo russo e al presidente Putin, complici silenti di questo genocidio.

Giudizio personale: dare un giudizio a un’opera come questa non è semplice. È un libro che tutti dovremmo leggere per renderci conto di quel che accade al di là dei confini patri. Questo libro è un pugno nello stomaco ad ogni pagina, ad ogni terribile avvenimento raccontato dalla Politkovskaia. Uno sterminio raccontato senza filtri o censure, la verità nuda e cruda alla quale nessuno vorrebbe credere. E leggerlo è anche un modo per rendere omaggio al lavoro di questa straordinaria giornalista assassinata nel 2006, colpevole solo di fare il suo mestiere da donna libera e non asservita!

Citazione: "Contrariamente a quanto affermano medici, neurologi e psichiatri sulle nostre infinite possibilità, ogni uomo dispone di una resistenza morale limitata al di là della quale si apre il suo abisso personale. Non è necessariamente la morte. Ci possono essere situazioni peggiori, ad esempio la perdita totale della propria umanità, come unica risposta alle innumerevoli nefandezze della vita. Nessuno può sapere ciò di cui sarebbe capace in guerra."

Edizione: Fandango Libri

Titolo originale: Tchétchénie, le déshonneur russe

Pagine: 192

Prezzo: 15,00 €

Anno: 2003



giovedì 17 dicembre 2009

Padellaro & Co.

IO GIOCO PULITO
di Antonio Padellaro

"Come vecchi commilitoni che si ritrovano, ho chiesto ad alcune delle firme che mi hanno accompagnato negli anni dell’ “Unita” di raccontare il vuoto che stiamo attraversando. Il vuoto della politica. Ho chiesto se anche loro galleggiano dentro una delusione che ci toglie la voglia e la rabbia. Ho chiesto di farmi compagnia nei miei dubbi. Ho chiesto se hanno una spiegazione. E una soluzione."

Il libro: Io gioco pulito nasce dopo la debacle politica del centro-sinistra di un anno fa. Nasce con l’intento di dare una risposta ai milioni di elettori delusi che hanno visto trionfare tutto ciò che avevano combattuto. Nasce per capire come sia stato possibile dilapidare in così poco tempo buona parte dei consensi che il Partito Democratico aveva acquisito alla sua nascita. Io gioco pulito non è soltanto un atto d’accusa al berlusconismo imperante e  al basso livello che la politica del Bel Paese ha raggiunto in questi anni, ma è soprattutto una forte critica alla pochezza della sinistra italiana, sempre più lontana dal popolo, dagli elettori, e sempre più immersa nei privilegi della casta. E’ un libro corale, a cui hanno partecipato alcuni tra i migliori giornalisti italiani quali: Marco Travaglio, Furio Colombo, Oliviero Beha, Nando Dalla Chiesa, Antonio Tabucchi, Maurizio Chierici, Sandra Amurri e Corrado Stajano.

Giudizio personale: 9. Che dire. E’ un ottimo libro, scritto alla perfezione da questi fantastici liberi giornalisti. E’ un libro che ci fa riflettere e che ci apre ulteriormente gli occhi su quanto stia accadendo a questo nostro pazzo paese. Un paese ormai completamente assuefatto al velinismo e ai reality. Da leggere.

Citazione: "La politica deve tornare a occuparsi dei problemi delle persone. E’ così assurdo pensarlo?"

Edizione: Baldini Castoldi Dalai

Pagine: 176

Prezzo: 17,50 €

Anno: 2009


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