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martedì 3 luglio 2012

Ti voglio credere


Titolo: Ti voglio credere
Autrice: Elisabetta Bucciarelli
Editore: Kowalski
Collana: Colorado Noir
Pagine: 298
Prezzo: 15,00 €
Formato: brossura
Anno 1ª edizione: 2010
Genere: noir
Codice ISBN: 9788874966776

Mente davvero chi non dice la verità o chi fa finta di crederci?

Trama: L'ispettore Maria Dolores Vergani è agli arresti domiciliari a Milano, indagata per omicidio volontario dopo aver accoltellato una donna nei boschi della Valle d'Aosta. Si è avvalsa della facoltà di non rispondere. Rinchiusa in casa, assediata da immacolati mazzi di fiori, è alla ricerca di una verità i cui confini sono incerti. In Questura a Milano arriva la notizia del suicidio di una giovane dal ponte di viale Forlanini. Il poliziotto Achille Maria Funi decide di informare subito la Vergani, sentendosi irrimediabilmente legato a lei e alla sua perizia professionale. Mentre il caso appare sin dall'inizio un vero e proprio rompicapo, nel quartiere di San Siro vengono ritrovate tre croci maestose piantate nel terreno, un enigmatico Golgota scoperto nel giardino della villetta di una famiglia perbene. A breve compaiono croci analoghe in altre città, una Via Crucis sinistra di cui una delle stazioni nasconde un cadavere. Ancora una giovane donna, martoriata nel corpo e nell'anima, vittima di un'idea irraggiungibile di perfezione, inflitta con un digiuno che aspira all'ascesi. Mentre Funi tenta di imbrigliare le sue intuizioni, Maria Dolores si avvita in una spirale di pensieri nella quale si confondono ricordi falsati e percezioni incerte, la Giustizia e la Verità. Non sempre facce della stessa medaglia. Prigioniera della più difficile delle indagini - la sua colpevolezza o la sua innocenza - la Vergani dovrà ripensare anche al proprio senso di giustizia.
(dal risvolto di copertina)

Giudizio personale: Capita, a volte, di iniziare un romanzo senza avere la più pallida idea di cosa aspettarsi. Per i motivi più vari. A me è capitato con Ti voglio credere di Elisabetta Bucciarelli. Non conoscevo l'autrice, non avevo mai sentito parlare di questo romanzo e quando l'ho comprato l'ho fatto un po' a scatola chiusa, semplicemente ispirata dalla trama. Poi è passato un anno, un anno durante il quale l'ho bellamente ignorato, fino alla settimana scorsa. Capita, a volte, che romanzi così, da cui non ti aspetti nulla, siano invece una piacevolissima sorpresa. Un bel noir, ben scritto e con una protagonista che mi è piaciuta molto. 
La storia è ambientata a Milano. Una Milano che si sveglia frastornata a causa di un episodio alquanto bizzarro e allo stesso tempo inquietante: nel giardino di un'abitazione privata, nel quartiere San Siro, vengono rinvenute tre gigantesche croci di legno piantate nel terreno. Quella che all'inizio sembra una goliardata si ripete in altre città del nord Italia, quasi a creare una via Crucis angosciante. Achille Maria Funi, responsabile delle indagini, si ritrova così per le mani un caso piuttosto spinoso, reso ancora più complicato dal rinvenimento del cadavere di una giovane donna sepolta proprio sotto una di queste immense croci. Funi non esista a "coinvolgere" nelle sue indagini l'ispettore Maria Dolores Vergani, attualmente agli arresti domiciliari con l'accusa di omicidio. La Verani, però, è alle prese con il caso più difficile della sua carriera: il suo. I vuoti di memoria che la accompagnano sin dal giorno dell'omicidio le impediscono di trovare le risposte ai suoi mille quesiti: è stata davvero legittima difesa, come sostiene il suo avvocato, oppure ha commesso un omicidio deliberatamente e coscientemente? Ecco che la trama procede su questi due binari: da un lato Achille Funi intento a individuare i responsabili dell'assassinio di una giovane donna, dall'altro Maria Dolores Vergani, talmente piena di sensi di colpa e dubbi da rischiare carriera e libertà. 
Questo è, a tutti gli effetti, un bel romanzo. Ho amato molto la protagonista, Maria Dolores, e le mille sfaccettature del suo carattere: testarda, riflessiva e con uno spiccato senso della giustizia. È un bel personaggio, fuori dai soliti stereotipi femminili che spesso si incontrano nei romanzi. È una donna che ha grinta da vendere, ma che, costretta a una reclusione forzata, comincia a mostrare le sue debolezze, i sui dubbi atroci. La sua ricerca della verità è quasi estenuante: sola contro tutti, cerca in ogni modo di rimettere insieme i pezzi di quella maledetta mattina nei boschi aostani, ostacolata da una memoria in frantumi e da persona che hanno già ricostruito una loro verità, in cui lei non si riconosce. Anche il personaggio di Achille è molto interessante: per una volta, finalmente, non abbiamo il classico superpoliziotto alla Bruce Willis, ma un uomo normale, con i suoi difetti fisici e i suoi punti deboli. Tutto questo, unito a una trama lineare e ben narrata, dà vita a un giallo molto italiano (nella migliore accezione del termine), che non cerca inutilmente di fare il verso ai thriller made in America, ma che piuttosto si sofferma lungamente sull'introspezione dei protagonisti, sui loro pensieri e le loro emozioni. Una lettura assolutamente consigliata. Mi dispiace solo, e qui sono stata davvero poco furba, non aver letto Io ti perdono, romanzo antecedente a Ti voglio credere e strettamente legato ad esso. 
Voto: 8


Consigliato: assolutamente sì, adatto veramente a tutti, in particolar modo agli amanti dei noir.
Istruzioni per l'uso: così, a caldo, vi consiglio vivamente di leggere Io ti perdono prima di inoltrarvi nella lettura di questo romanzo. Per un motivo molto semplice: tutto quello che qui accade alla protagonista è l'esatta conseguenza degli avvenimenti di Io ti perdono. Non c'è niente di incomprensibile, anzi, ogni possibile lacune è colmata, ma credo sia più sensato andare nel giusto ordine .


Buona Lettura!

giovedì 30 settembre 2010

Dalla Romagna con furore

UNA VITA DA PAURA
di Giuseppe Giacobazzi


"Due sono i grandi amori di un romagnolo: i motori e la patacca. E per lei si fa qualunque cosa... Compreso cambiare radicalmente le proprie abitudini o le proprie priorità. Insomma un cambio di vita. Non mancheranno le emozioni, ma tranquilli... sarà una vita da PAURA!"

Il libro: Poter fare a meno delle donne per un romagnolo è assolutamente inconcepibile. I problemi con la patacca cominciano da ragazzino col catalogo Postal Market aperto alla pagina dell'intimo. I primi traumi sono impossibili da dimenticare. Oggigiorno quello che ci vuole per conquistare la patacca è il look del romagnolo doc: sguardo ammaliante dietro gli irrinunciabili Ray-Ban, capelli in stile mi ha leccato una mucca, ditoni sbriciolati contro i bordi del marciapiede (con 'ste ciabatte di merda). Per conquistarti la tua patacca devi fare lo sguardo da imprenditore, usare paroloni globalizzati, essere sempre pronto a pagare gli aperitivi. E se sei davvero bisognoso, sei disposto ad attenderla in macchina per ore anche quando licheni e muschi cominciano a crescerti addosso. E tutto per una donna che poi, quando la sposi, il generale Rommel in confronto è un bignè. A volte però mette su quella vocina da pappagallino inseparabile che svolazza. E allora ti arrendi, ti lasci portare ovunque e compri, a rate, tutto. Eccoti in gita all'Ikea, o all'Ipercoop tra file alla cassa e carrelli sghembi (dove scopri di contare meno di un paguro sulla corsia di sorpasso dell'autostrada). Dovunque tu vada, i tuoi mitici sandali dalla suola liscia non ti deluderanno mai. ...Il fatto è che il romagnolo non pensa: fa e basta. Col suo sorriso tra il simpatico e la paresi, rimane sempre un grande sburone!
"dal risvolto di copertina"

Giudizio personale: 8,5 Per riprendermi dal disgusto provocatomi dal romanzo di Birkegaard, mi sono concessa questo tuffo in un po' di sana e italianissima comicità. Adoro Giacobazzi, lo seguo da molto tempo prima che sbarcasse in quel di Zelig, grazie al mitico Costipanzo Show (spettacolo che chiunque in Emilia Romagna conosce).  Mi piace perché è uno dei pochi comici che mi fa ridere, sempre e comunque. Sapete quelle belle e grasse risate, di gusto! Questo libro è così, semplice e divertente. Ovviamente, come sempre accade con i libri dei comici televisivi, anche qui le battute e i racconti presenti non sono proprio nuovi, molti di essi li abbiamo già sentiti a Zelig, ma vale comunque la pena. Vi regalerete un paio di serate leggere e all'insegna del buonumore.

Citazione: "Sono i primi amori, le prime storie. Sono quelle storie che ti formano il carattere e ti fanno capire quali sbagli non dovrai più commettere quando deciderai di fare sul serio, per costruire un rapporto maturo...rendendoti responsabile e consapevole. Purtroppo noi uomini, con il nostro neurone, non abbiamo la capacità di memorizzare. Dopo ogni storia avremmo l'esperienza per fare meglio... ma... mentre il neurone sta scolpendo la corteccia celebrale, basta che esca un nuovo modello di moto che quella diventa la priorità di pensiero."

Edizione: Kowalski

Pagine: 109

Prezzo: 10,00 €

Anno: 2008


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