martedì 19 luglio 2011

Teaser Tuesday n°3

Terzo appuntamento con Teaser Tuesday, rubrica ideata da Mizb del blog Should Be Reading.


Le poche e semplici regole:
  • Prendete il libro che state leggendo
  • Aprite una pagina a caso del libro
  • Riportate sul vostro blog un breve passo di quella pagina
  • Riportate il titolo e l'autore del libro in questione, in modo che chi ne è rimasto colpito possa aggiungerlo alla sua wish list
  • Attenzione a non pubblicare spoiler!
Il Teaser di oggi:
"Ma quel lungo periodo in cui era vissuta non come un'estranea, ma al bando del consorzio umano, aveva abituato Hester Prynne, già energica per sua natura, a una libertà di pensiero che il pastore era ben lungi dal possedere. Essa si era aggirata senza guida alcuna in un deserto morale vasto, aspro e tetro come quella foresta all'ombra della quale ora i due stavano decidendo del loro destino: il suo cuore, la sua mente erano di casa, si può dire, in quella solitudine in cui essa vagava liberamente come un indiano nei suoi boschi."

tratto da "La lettera scarlatta" di Nathaniel Hawthorne pagina 197

domenica 17 luglio 2011

Il profumo delle foglie di limone




Titolo: Il Profumo delle foglie di limone
Autore: Clara Sánchez
Titolo originale: Lo que esconde tu nombre
Traduzione: Enrico Budetta
Editore: Garzanti
Collana: Narratori Moderni
Pagine: 355
Prezzo: 18,60 €
Formato: copertina rigida
Anno 1ᵃ edizione originale: 2010
Anno 1ᵃ edizione italiana: 2011
Genere: Narrativa spagnola
Codice ISBN: 978-88-11-68662-0


Credi alle apparenze?
Credi di essere al sicuro? 
Conosci veramente chi ti è vicino?
La verità deve venire a galla...


Trama: Sandra è una giovane donna confusa che sta affrontando una gravidanza in solitudine nel disperato tentativo di capire davvero cosa vuole dalla vita. Rifugiatasi nella casa della sorella in Costa Blanca, una mattina in seguito ad un malessere viene soccorsa da quella che sembra essere la classica coppietta di anziani stranieri che si gode la vecchiaia al caldo del sole spagnolo. Nasce così una sorta di amicizia fra Sandra e la coppia di norvegesi, che le ricordano i nonni che non ha mai avuto. Julián è un ex prigioniero del campo di concentramento di Mauthausen che ha passato il resto della sua vita a dare la caccia ai nazisti, e anche ora ormai prossimo alla fine ha un obiettivo: Karin e Fredrik Christensen, coniugi norvegesi nazisti che si sono distinti per la loro ferocia. Le vite di Sandra e Julián sono destinate a incrociarsi, sulla scia di un male mai sepolto veramente.

Giudizio personale: Questa recensione è veramente difficile per me, sono molto combattuta nel mio giudizio. La storia di questo romanzo mi è piaciuta molto, mi ha colpito e a tratti emozionato. E' una storia forte, che tocca corde molto delicate: la seconda guerra mondiale, i campi di concentramento, la perfidia nazista. Questa tematiche, che mi stanno sempre molto a cuore, sono affrontate in maniera efficace. Tuttavia questo libro non mi ha entusiasmata quanto mi aspettavo, l'ho trovato un po' inconcludente: per tutte le 350 pagine ho atteso che accadesse qualcosa di eclatante, o meglio che accadesse semplicemente qualcosa e poi una volta arrivata alla parola fine mi sono accorta che non era successo niente, o quasi.
Il romanzo procede su due binari paralleli che si completano a vicenda e narrati dai due protagonisti: Sandra e Julian. A loro è affidato il compito di trascinare il lettore all'interno di una storia complessa e inaspettata. Lo stile narrativo non è però sempre efficace, a volte anonimo e poco incisivo e in alcuni punti persino prolisso per via delle innumerevoli descrizioni che, se da un lato aiutano il lettore ad entrare meglio nella storia, dall'altro possono disorientarlo e annoiarlo perché troppo dispersive. Il libro gioca molto con i generi letterari: non è un giallo anche se ne presenta alcune caratteristiche e non è un romanzo storico nonostante i riferimenti a fatti reali. La stessa protagonista è indefinibile: a tratti coraggiosa è in realtà molto volubile e fragile, a volte risulta quasi incomprensibile per alcuni suoi atteggiamenti e all'inizio proprio non mi piaceva, per via di questo suo non reagire alla scoperta della vera identità dei Christensen. In realtà con il procedere nella lettura ho rivalutato molto il suo personaggio: lei si trova a dover affrontare un "nemico" che fino a poco tempo prima era astratto, apparteneva al mondo della storia, perché per una ragazza di vent'anni i nazisti sono quelli che leggiamo nei libri o vediamo al cinema, e per lei improvvisamente diventano qualcosa di reale, tangibile. Nonostante questo rimane un personaggio poco carismatico e che non mi ha particolarmente colpita.
La forza di questo romanzo sta nel riuscire a stimolare le riflessioni: riflessioni sul bene e sul male, sulla giustizia, su quanto una persona possa cambiare. Julian si chiede spesso dove sia la giustizia in un mondo che ha permesso a due esseri malvagi come i Christensen di potersi godere la vecchiaia in assoluta serenità, mentre lui che tanto ha sofferto ha perso la moglie e il migliore amico. Entrambi i protagonisti cercano di trovare delle risposte alle mille domande che affollano le loro menti: Possono degli uomini così malvagi cambiare? Cambiare veramente? Si saranno pentiti? Avranno capito quanto male è stato arrecato? ma soprattutto, Perché? Perché hanno fatto tutto questo? Tentare di trovare delle motivazioni a ciò che è accaduto così tanti anni fa, in nome di un'ideologia malata spesso può portare sull'orlo del baratro, perché a volte un motivo semplicemente non c'è e anche se ci fosse ci soddisferebbe davvero? Lenirebbe le nostre ferite?
Voto: 6,5

Citazione: "Probabilmente la testa le scoppiava per colpa di informazioni di cui non era consapevole al cento per cento. Probabilmente il fatto di dover elaborare dati e particolari che non sapeva mettere nella giusta prospettiva le creava ansia. Pensiamo ci faccia male solo ciò che sappiamo che ci fa male, ma c'è una moltitudine di ricordi e di immagini che provocano una grande malinconia perché non ne capiamo il senso."

Colonna sonora: I don't know di Noa
Consigliato: agli amanti dei Best Sellers, per una lettura estiva
Istruzioni per l'uso: non fidatevi delle fascette promozionali e seguite l'istinto


Buona Lettura!

domenica 10 luglio 2011

My blog is carbon neutral

E' già da un po' di tempo che volevo scrivere questo post e non so perché abbia rimandato così a lungo, ma eccomi qui a parlarvi di questa brillante iniziativa di Machs Grün, che ho scoperto grazie a varie blogger tra cui Strawberry e Hobina: sto parlando di My blog is carbon neutral, idea tutta tedesca nata all'interno del programma Make it green con l'obiettivo di ridurre le emissioni di diossido di carbonio. 
Ogni visita a un blog produce infatti 0,02g di CO2 (allucinante)! Basta fare un paio di conti e considerando quanto la rete si stia ampliando è facile capire quanto anche noi blogger inquiniamo questo nostra terra già a pezzi. Machs Grün si impegna a piantare un albero per coloro che decidono di participare: aderendo a questa iniziativa potremo quindi neutralizzare le emissioni del nostro amato blog!

Partecipare è semplicissimo: basta pubblicare sul vostro blog un post dedicato a questa iniziativa e poi mandare il link al seguente indirizzo  CO2-neutral@kaufda.de

Per ulteriori informazioni e chiarimenti cliccate sul logo sottostante.





martedì 5 luglio 2011

Sospetto e sentimento





Titolo: Sospetto e sentimento    
o: Lo specchio misterioso
Autore: Carrie Bebris
Titolo originale: Suspence and sensibility
Or, First Impressions Revisited
Traduzione: Alessandro Zabini
Editore: TEA
Collana: Narrativa TEA
Pagine: 278
Prezzo: 10,00 €
Formato: brossura
Anno 1ᵃ edizione originale: 2005
Anno 1ᵃ edizione originale: 2008
Genere: mistery novel, giallo, fantasy
Codice ISBN: 978-88-502-1511-9






Trama: Sono passati pochi mesi dal loro matrimonio, e i coniugi Darcy stanno felicemente passando la loro luna di miele nell'incanto di Pemberley. Il tempo per la pace e la solitudine della campagna è destinato a concludersi quando Elizabeth e Darcy decidono di partire per Londra dove, in compagnia di Kitty e Georgiana, affronteranno la stagione al fine di trovare un marito alle giovani dame. Kitty, la più incline ad un matrimonio nel breve periodo, si invaghisce di Harry Dashwood, gentiluomo di buona famiglia e ottima reputazione. Annunciato il fidanzamento nonostante la contrarietà di Fanny Dashwood, i due neo fidanzati sembrano destinati alla felicità: eppure qualcosa sembra turbare Harry che comincia a comportarsi in modo molto strano. Ben presto l'atteggiamento sempre più disdicevole del promesso sposo farà aumentare i pettegolezzi del ton fino a mettere a repentaglio definitivamente la reputazione del giovane. Ma cosa può avere causato un tale e radicale cambiamento?

Giudizio personale: Questo è il secondo volume della saga dedicata alle indagini di Mr. e Mrs. Darcy, sempre più indaffarati a sbrogliare misteri. Decisamente migliore del precedente, come il titolo suggerisce questo romanzo è un omaggio ad un altro capolavoro austeniano: Ragione e sentimento. Fanno infatti la loro comparsa nell'intreccio narrativo alcuni dei personaggi del celeberrimo romanzo: Harry Dashwood non è altri che il figlio di John Dashwood e Fanny Ferrars, nonché nipote di Elinor e Marianne. Questo escamotage letterario ci permette di assistere all'incontro tra la tanto amata Lizzie ed Elinor, incontro che ho trovato eccellente. Ho sempre pensato che queste due eroine sarebbero state ben assortite insieme e in questo romanzo ho visto realizzate le mie fantasie da Janeite. Ed esattamente come avevo detestato Fanny Dashwood e Lucy Steel nell'originale della Austen, anche in questo caso queste due vipere sono davvero insopportabili, pettegole e superficiali, sempre pronte ad anteporre il loro benessere a chiunque e a qualsiasi costo. I personaggi sono nel complesso meglio caratterizzati rispetto al primo volume della saga, più coinvolgenti e le schermaglie fra Darcy e Lizzie poi sono sempre divertenti. L'unico personaggio un po' trascurato è quello di Georgiana, che rimane sempre in disparte. Anche la trama e l'intreccio segnano un deciso miglioramento mentre lo stile narrativo rimane lontano anni luce dalla maestria austeniana. La storia, in bilico fra il giallo e il fantasy, è ben strutturata anche se prima di arrivare ad una svolta decisiva occore attendere un numero considerevole di pagine. E' nel complesso una lettura molto piacevole e che permette agli amanti di Orgoglio e Pregiudizio di continuare a sognare attraverso le avventure investigative dei suoi protagonisti, perfetta per le incombenti vacanze estive.
Voto: 8

Colonna sonora: Boadicea di Enya
Consigliato a: agli amanti dei romanzi della Austen, agli appassionati del genere rosa a tinte fantasy, a chi ama leggere sotto l'ombrellone
Istruzioni per l'uso: da consumarsi con una buona tazza di tè


Buona Lettura!

Teaser Tuesday n°2

Secondo appuntamento con Teaser Tuesday, rubrica ideata da MizB del blog Should Be Reading.




Le poche e semplici regole:

  • Prendete il libro che state leggendo
  • Aprite una pagina a caso del libro
  • Riportate sul vostro blog un breve passo di quella pagina
  • Riportate il titolo e l'autore del libro in questione, in modo che chi ne è rimasto colpito possa aggiungerlo alla sua wish list
  • Attenzione a non pubblicare spoiler!
"Ero appoggiata a un albero, e mi scostai per mettere fine alla conversazione. Non volevo che mi dicesse altro; magari aveva bevuto e il giorno dopo si sarebbe pentito di aver parlato con me, e io non avevo nessuna voglia che mi facessero del male. Lo lasciai mentre finiva la sigaretta, perso nei ricordi del suo passato, con la luna che spandeva tutto il suo pallore su di lui. Non mi seguì, sembrava una statua insopportabilmente malinconica. E io volevo che arrivasse l'alba, che spuntasse il sole e che i suoi raggi mi si conficcassero in testa."

tratto da "Il profumo delle foglie di limone" di Clara Sánchez, pagina 126

sabato 2 luglio 2011

Le luci di settembre



Titolo: Le luci di settembre
Autore: Carlos Ruiz Zafón
Titolo originale: Las luces de septiembre
Traduzione: Bruno Arpaia
Editore: Mondadori
Collana: Scrittori italiani e stranieri
Pagine: 268
Prezzo: 19,00 €
Formato: Copertina rigida
Anno 1ᵃ edizione originale: 1995
Anno 1ᵃ edizione italiana: 2011
Genere: narrativa spagnola, mistero, narrativa per ragazzi
Codice ISBN: 978-88-04-61023-6







Trama: Durante l'estate del 1937 Simone Sauvelle, rimasta all'improvviso vedova, abbandona Parigi assieme ai figli, Irene e Dorian, e si trasferisce in un piccolo paese sulla costa per sfuggire agli ingenti debiti accumulati dal marito. Trova lavoro come governante per il facoltoso fabbricante di giocattoli Lazarus Jann in una gigantesca magione chiamata Cravenmoore, dove l'uomo vive con la moglie malata. Tutto sembra andare per il meglio. Lazarus si dimostra un uomo gradevole, tratta con riguardo Simone e i figli, a cui mostra gli strani esseri meccanici che ha creato - e che sembrano avere vita propria - mentre Irene si innamora di Ismael, il cugino di Hannah, la cuoca della casa. Ma eventi macabri e strane apparizioni sconvolgono l'armonia di Cravenmoore: Hannah, viene trovata morta e una misteriosa ombra si impossessa della tenuta. Spetterà a Irene e Ismael lottare contro un nemico invisibile per salvare Simone e svelare l'oscuro segreto che avvolge la fabbrica dei giocattoli, un enigma che li unirà per sempre e li trascinerà nella più emozionante delle avventure in un mondo labirintico di luci e ombre.
(dal risvolto di copertina)


Giudizio personale: Le luci di settembre fa parte della Trilogia della nebbia, insieme a Il principe della nebbia e a Il palazzo della mezzanotte. Questi tre romanzi, scritti agli inizi degli anni novanta segnano l'esordio di Zafón e vengono inizialmente pubblicati come narrativa per ragazzi. Effettivamente, leggendo questo libro si ha spesso l'impressione di trovarsi fra le mani un romanzo per adolescenti: lo stile semplice ed accattivante, la trama in bilico tra il fantasy e il giallo con atmosfere gotiche rendono la lettura piacevole e scorrevole e adatta ai giovanissimi. Zafón è veramente molto bravo nel coinvolgere il lettore rendendolo partecipe della storia e creando atmosfere misteriose, ricche di tensione e a tratti persino angoscianti: mercoledì sera mentre su Bologna si abbatteva un temporale di proporzioni apocalittiche io ero nel clou del romanzo e fra tuoni, fulmini e ombre zafoniane ho avuto non poche difficoltà ad addormentarmi. A parte questo piccolo dettaglio che mi qualifica inequivocabilmente come una fifona da quattro soldi, sono molto soddisfatta di questa lettura che mi ha veramente travolto. I personaggi sono ben descritti, l'ambientazione dettagliata fotografa alla perfezione lo sfondo sul quale la storia prende forma. Durante la lettura ho riscontrato alcune similitudini con Marina, nell'intreccio e nelle atmosfere, ma soprattutto Lazarus Jann mi ricorda vagamente il personaggio di Michail Kolvenik pur essendoci differenze abissali. La qualità più evidente nella scrittura di Zafón è la straordinaria capacità di rendere vive le emozioni provate dai personaggi e trasmetterle ai lettori, siano esse positive o negative non ha importanza, se il protagonista è felice sarete felici con lui, se ha paura sarete spaventati anche voi. 
Voto: 8


Citazione: "Cravenmoore non era altro che l'oscuro riflesso del labirinto di solitudine in cui Lazarus Jann aveva vissuto negli ultimi vent'anni. Ogni abitante di quel mondo meraviglioso, ogni creazione, corrispondeva a una lacrima pianta in silenzio."


Colonna sonora: Shadow of the day dei Linkin Park
Consigliato a : a chi non ha paura dell'uomo nero, agli amanti del mistero e della suspence
Istruzioni per l'uso: da conumarsi preferibilmente lontano da temporali o luoghi dall'aspetto sinistro 


Buona Lettura!

mercoledì 29 giugno 2011

Dalla libreria al cinema: REBECCA LA PRIMA MOGLIE

Dati tecnici
Titolo originale: Rebecca
Nazione: U.S.A.
Anno: 1940
Genere: Drammatico
Durata: 130 minuti
Regia: Alfred Hitchcock
Cast: Laurence Olivier, Joan Fontaine, George Sanders, Judith Anderson, Nigel Bruce, Gladys Cooper, Reginald Denny, C. Aubrey Smith, Florence Bates, Leo G. Carrol, Melville Cooper, Forrester Harvey, Edward Fielding
Produzione: David O. Selznick

A MonteCarlo una giovanissima dama di compagnia fa la conoscenza dell'affascinante Max de Winter di cui si innamora. Max, vedovo da circa un anno ritrova il sorriso grazie alla giovane donna e la chiede in moglie. Una volta sposati e giunti nella meravigliosa tenuta di Manderley, la nuova signora de Winter realizzerà ben presto che il ricordo di Rebecca, la prima moglie di Max, è ancora vivo e il confronto costante con lei diventerà insopportabile.
Rebecca la prima moglie è l'adattamento cinematografico dell'omonino e bellissimo romanzo di Daphne du Maurier. Per la regia dell'unico ed inimitabile Alfred Hitchcock, questo film è intenso e coinvolgente quasi quanto il libro da cui è tratto. In quasi ogni scena si respira un'atmosfera gotica e cupa che trascina lo spettatore in 2 ore di tensione. Un tipo di tensione a cui non siamo più abituati, fatta di musiche angoscianti e sguardi enigmatici. Non c'è violenza, non ci sono scene macabre, tutto è lasciato all'immaginazione dello spettatore, in perfetto stile Hitchcock. Gli attori scelti sono perfetti: Judith Anderson è una signora Danvers inquietante e temibile, Joan Fontaine da vita alla protagonista senza renderla troppo infantile e Laurence Olivier....bé che dire, assolutamente perfetto! Oltre che bellissimo! Rispetto al romanzo si riscontrano diverse incongruenze, alcune piuttosto rilevanti, eppure la maestria di Hitchcock ha fatto sì che tali divergenze non fossero fastidiose e comunque rispettose dell'originale.

Voto:
Film: 9
Adattamento: 6,5


martedì 28 giugno 2011

Teaser Tuesday

Eccomi qui ad inaugurare sul mio blog la rubrica Teaser Tuesday ideata da MizB del blog Should Be Reading e che ho scoperto bloggando qua e là grazie a Cipria e Merletti e Strawberry


Per chi non le conoscesse le regole sono molto semplici:
  • Prendete il libro che state leggendo
  • Aprite una pagina a caso del libro
  • Riportate sul vostro blog un breve passo della pagina
  • Riportate il titolo e l'autore del libro in questione, in modo che chi ne è rimasto colpito possa aggiungerlo alla sua wish list
Attenzione a non pubblicare spoiler!

"La scala saliva in una spirale bizantina che pareva sfidare la legge di gravità, arcuandosi progressivamente come i condotti di accesso alla cupola di una grande cattedrale. Dopo una vertiginosa ascesa, oltrepassarono l'ingresso del primo piano. Ismael afferrò la mano di Irene e continuò a salire. Ora la curvatura dei muri diventava più pronunciata, e il tragitto si trasformava a poco a poco in un esofago calustrofobico scavato nella pietra."

Tratto da "Le luci di settembre" di Carlos Ruiz Zafon, pagina 156

domenica 26 giugno 2011

Il Ghost Writer





Titolo: Il Ghost Writer
Autore: Robert Harris
Titolo originale: The Ghost
Traduzione: Renato Pera
Editore: Mondadori
Collana: Oscar Best Sellers
Pagine: 321
Prezzo: 9,00 €
Formato: Brossura
Anno 1edizione originale: 2007
Anno 1 edizione italiana: 2007
Genere: Giallo, Thriller politico
Codice ISBN: 978-88-04-58711-8




"Ci sono segreti che possono uccidere."


Trama: Adam Lang è l'ex Primo Ministro britannico dalla carriera politica brillante le cui memorie autobiografiche stanno per essere pubblicate. Solo che a scriverle non è lui, bensì un ghost writer di professione, pragmatico e assolutamente disinteressato alla politica. Subentrato al precedente "scrittore ombra" Mike McAra, morto in circostanze poco chiare, il nostro protagonista si ritroverà tra le mani una storia molto più grande di lui, nella quale segreti e interessi politici si mischiano in un pericoloso vortice di mistero.

Giudizio personale: Pienamente soddisfatta da questo romanzo da leggere tutto d'un fiato.  Devo ammettere che mi aspettavo qualcosa di molto diverso, colpa dei trailer cinematografici del film ispirato a questo libro (film che ora non vedo l'ora di gustarmi). Pensavo erroneamente che questo fosse un thriller in piena regola, pieno di colpi di scena e tensione: in realtà è romanzo ricco di intrighi, un giallo politico ben strutturato degno del Grisham dei vecchi tempi, quello de Il rapporto Pellican per intenderci. Come dicevo poc'anzi, i colpi di scena, in molti romanzi assolutamente fini a se stessi, lasciano spazio ad una trama ordita alla perfezione, con uno scenario di politica estera abbastanza inquietante e assolutamente vero-simile. Con l'incedere della narrazione si delinea sempre più uno scenario allarmante per il protagonista, di cui non sappiano nemmeno il nome quasi stessimo leggendo le memorie di un personaggio reale, che spinto dalla curiosità si spingerà verso sporchi intrighi di palazzo. La peculiarità del protagonista sta nella molla che lo spinge a invischiarsi sempre più in questo mare oscuro di segreti: solitamente gli attori principali di questo genere di romanzo sono degli idealisti, spesso mossi da una morale integerrima, pronti a giocarsi il tutto e per tutto per la giustizia mentre in questo caso abbiamo un uomo cinico e meramente curioso! Ebbene sì, è un sentimento di pura e semplice curiosità a fargli rischiare la vita una volta capito di avere per le mani una storia piena di lacune e incongruenze. Interessante poi è il lavoro del personaggio principale: leggendo il libro è abbastanza chiaro fin da subito quanto debba essere difficile e delicato il mestiere del ghost writer, sinonimo di una vita all'ombra perenne di qualche personaggio famoso, spesso calamita di onori non proprio meritati.
Lo stile dell'autore schietto e  diretto, e in linea con il protagonista che è anche il narratore, vi terrà incollati al romanzo fino all'ultimo inesorabile capitolo. 
Voto: 8,5

Citazione: "E' questa la domanda che faccio cento volte durante un'intervista. -Che cosa ha provato?- E quasi mai i miei clienti sono in grado di rispondere, per questo si sono rivolti a me, perché tiri fuori le loro memorie: tanto che al termine di ogni felice collaborazione io sono più loro di loro. E' un fenomeno che mi piace, devo ammetterlo, mi piace la breve libertà di poter essere qualcun'altro. Vi sembra raccapricciante? Aggiungo allora che è indispensabile essere dotati di una certa maestria: io non mi limito a estrarre dai miei clienti la loro vita ma do fisionomia a certe vite spesso invisibili, e a volte fornisco loro una vita che non si erano nemmeno resi conto di avere."

Musica di sottofondo: Know your enemy dei Green Day
Consigliato a: agli amanti della fanta-politica, agli appassionati di gialli e thriller, a chi pensa che la politica internazionale sia gestita da un gruppuscolo pericoloso di persone
Istruzioni per l'uso: attenzione a non farvi coinvolgere troppo se non vorrete diventare dei sostenitori delle teorie complottiste. 

Buona lettura!


martedì 21 giugno 2011

Il linguaggio segreto dei fiori

IL LINGUAGGIO SEGRETO DEI FIORI
di Vanessa Diffenbaugh


Non mi fido, come la lavanda.
Mi difendo, come il rododendro.
Sono sola, come la rosa bianca, e ho paura.
E quando ho paura, la mia voce sono i fiori.

Trama: Il compimento dei 18 anni per quasi tutti i ragazzi è un traguardo atteso con ansia e trepidazione; per Victoria è la linea di confine che separa la sua vita da bambina abbandonata da tutti all'età adulta. Ora, costretta dalla maggiore età a lasciare la comunità alloggio in cui è cresciuta, dovrà cavarsela da sola. Non potrà fare affidamento su nessun altro all'infuori di se stessa, ma quando non hai un diploma e nessuno che ti vuole bene è difficile arrancare in un mondo frenetico ed esigente. Diffidente, scontrosa e introversa Victoria riuscirà a trovare la sua strada grazie alla sua passione per i fiori, il cui linguaggio sembra avere la capacità di cambiare la vita a chi la incontra. 

Giudizio personale: Definito da The Bookseller "l'evento editoriale più atteso del 2011" e bollato da critici e stampa come "un caso editoriale senza precedenti" ancor prima della sua pubblicazione, il rischio di incorrere in una esorbitante fregatura era decisamente molto alto. Eppure, vuoi per questo titolo che mi incuriosiva moltissimo, vuoi per una copertina che mi ha subito attirata ho acquistato questo romanzo praticamente subito, senza nemmeno avere troppi dettagli sulla trama. E ammetto, questo Linguaggio segreto dei fiori, uscito in contemporanea mondiale nel maggio scorso, è stata una piacevole sorpresa. La sua protagonista non è la solita ragazza goffa e impacciata alla Bridget Jones, non è una donna affranta da una delusione amorosa: è una ragazza difficile, a tratti assolutamente insopportabile, anaffettiva, con scatti d'ira e atteggiamenti scontrosi, diffidente verso tutti. Eppure nonostante questo è impossibile non volerle bene, perché Victoria non sa cosa sia l'amore: abbandonata da tutti, a partire dalla madre che non l'ha mai voluta passando per varie pessime famiglie affidatarie, è difficile pensare a come possa essere vivere un'infanzia simile. Ogni sua azione, ogni suo atteggiamento è lo specchio di ciò che ha vissuto, delle sue esperienze: il suo distacco, la sua paura del contatto fisico non sono altro che una risposta ad una vita di rifiuti. Nonostante questo non pensate che Victoria non abbia delle colpe: il suo caratteraccio le ha spesso precluso quelle poche occasioni di felicità che le si presentavano e lei ne è consapevole, non scarica la colpa sugli altri; questa consapevolezza, però è un'arma a doppio taglio, un alibi dietro cui nascondersi per non affrontare la vita e le difficoltà quotidiane in maniera diversa e  smettere, una volta per tutte, di scappare. Questa storia intensa e carica di emozioni è incorniciata alla perfezione in un magnifico e magico mondo: il linguaggio dei fiori, così desueto e anacronistico apre una porta su un universo incantato, che ci riporta indietro di quasi due secoli, in un epoca in cui messaggi segreti e criptici viaggiavano di mano in mano attraverso colori e forme invantevoli. Grazie ai fiori Victoria scopre il suo talento e attraverso questo riuscirà a donare un pizzico di gioia a coloro che incontrerà. Lo stile della Diffenbaugh è molto piacevole, scorrevole e leggero e capace di tenerti incollata alla pagine, per seguire passo passo la vita di Victoria. L'intreccio narrativo, ben sviluppato, si snoda in un labirinto di piante e fiori, su due piani temporali diversi (tendenza sempre più in voga tra gli scrittori anglo-sassoni), il presente e la difficile infanzia della protagonista, portando il lettore sempre più dentro la storia. Una sorpresa piacevole, che vi consiglio vivamente.
Voto: 8

Citazione: "Per quasi dieci anni avevo passato ogni momento libero a imparare nomi scientifici, descrizioni e significati dei fiori, ma fino a quel momento avevo utilizzato solo una piccola parte delle conoscenze acquisite. Avevo usato quasi sempre gli stessi fiori: un mazzo di calendule - dolore -, un cesto di cardi - misantropia -, un pizzico di basilico essiccato: odio."

Titolo originale: The Language of Flowers
Traduzione: Alba Mantovani
Edizione: Garzanti
Collana: Narratori Moderni
Pagine: 359
Prezzo: 18,60 €
Anno 1ᵃ edizione originale: 2011
Anno 1ᵃ edizione italiana: 2011
Codice ISBN: 978-88-11-68661-3

Come accennavo nella recensione, è possibile acquistare questo romanzo in 4 diverse copertine, ognuna delle quali con un diverso significato: 

Buganvillea, passione
Camomilla, forza nelle difficoltà
Gerbera, allegria
Rosa, grazie ed eleganza



martedì 14 giugno 2011

Autopsia virtuale

AUTOPSIA VIRTUALE
di Patricia Cornwell


Trama: Kay Scarpetta si trova al Port Mortuary di Dover, luogo in cui vengono smistati i caduti in guerra dell'esercito americano, per uno speciale corso di addestramento sulle autopsie virtuali. A causa di un fatto molto grave dovrà anticipare il suo rientro a Boston, presso il CFC il nuovo centro di medicina legale da lei diretto. Nella cella frigorifero del centro infatti, un uomo, apparentemente morto per cause naturali, ha cominciato a sanguinare. Cosa è successo davvero? L'uomo, ancora senza identità, era stato chiuso nella sacco mortuario ancora vivo? A queste e a mille altre domande dovrà cercare di dare una risposta la dottoressa Scarpetta il cui lavoro e la cui reputazione sono in serio pericolo.

Giudizio personale: Caotico: è la prima parola che mi viene in mente per descrivere questo romanzo. Caotico perché l'impressione è che ci siano davvero troppe cose, troppo informazioni concentrate in poche pagine e riversate sul lettore tutte insieme. La prima parte del libro infatti è costituita da un agglomerato informe di dati e notizie che travolgono il lettore creando non poca confusione e il rischio di non seguire con fluidità la trama. Anche perché il romanzo si svolge in soli 3 giorni ai quali però vanno aggiunti i continui riferimenti a fatti accaduti mesi o settimane prima e soprattutto il passato di Kay, assolutamente nuovo anche per i più affezionati fan della Cornwell, ovvero la carriera militare della nostra anatomopatologa preferita. Una cosa positiva, invece, che si nota sin dalle prime righe è il ritorno alla narrazione in prima persona abbandonata dopo L'ultimo distretto in favore di una meno efficace narrazione in terza persona. In questo modo possiamo seguire il prosieguo delle indagine attraverso la "voce" della protagonista, accompagnati dai suoi pensieri e dalle sue emozioni: Kay Scarpetta è una donna forte, di prestigio, carismatica, ma come tutte le donne è anche piena di dubbi e insicurezze, sia a livello lavorativo sia nella vita privata, e sono proprio queste insicurezze a renderla più umana, più "vera". Un'altra nota positiva è la definitiva conclusione della lunghissima serie di eventi legata alla "morte inscenata" di Benton, vicenda che ha visto finalmente la parole fine nel precedente romanzo, Il fattore Scarpetta e che in questo libro viene menzionata velatamente solo una volta, una sorta di nuovo inizio che si accompagna al progressivo miglioramento qualitativo cominciato con Kay Scarpetta. Nei romanzi della Cornwell, che io ho amato tantissimo, c'è infatti questa strana e incomprensibile parentesi che, partendo da Calliphora, segna un cambiamento repentino e radicale, non soltanto nell'intreccio narrativo ma anche e soprattutto a livello stilistico tanto che a volte mi ha fatto persino dubitare che a scrivere questi libri fosse la stessa Cornwell. Tuttavia, nonostante i lati positivi sopra citati, ancora non siamo tornati ai livelli di un tempo, forse perché Kay Scarpetta è un personaggio che ha già dato tutto, è stato spremuto e sviscerato fino all'osso e per quanto si possa ancora scavare nel suo passato non so se valga davvero la pena sfruttarlo ancora in maniera così massiccia. Anche il genere letterario è ormai destinato a cambiare: non abbiamo più a che fare con un thriller classico ma sempre più ci avviciniamo alla letteratura d'azione, quasi spionaggio, visto che Governo, esercito e agenzie varie trovano sempre più spazio nel plot narrativo. Ora io non mi aspetto di incontrare un maggiordomo assassino, ma questa virata sempre più netta nell'intricato scenario dei complotti e delle macchinazioni politiche non è sempre efficace. A questo va aggiunta la tendenza a finali sempre più frettolosi. Possibile che per 350 pagine siamo bombardati da elucubrazioni mentali di ogni tipo, domande continue sul come, il dove e il perché apparentemente senza uscita e poi nel giro di mezzo capitolo si arrivi all'happy end? Fatte tutte queste considerazioni non mi sento di bocciare questo romanzo, forse per via dell'affetto che provo per questa autrice: direi una storia discreta, comunque ben scritta, ma c'è ancora da lavorare...
Voto: 6,5

Titolo originale: Port Mortuary
Traduzione: Annamaria Biavasco, Valentina Guani
Edizione: Mondadori
Collana: Omnibus
Pagine: 369
Prezzo: 20,00 €
Anno 1ᵃ edizione originale: 2010
Anno 1edizione italiana: 2011
Codice ISBN: 978-88-04-61137-0



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